Se è esploso un ordigno a bordo dell’A 321, i fabbricanti di morte hanno voluto cominciare la Terza Guerra Mondiale

Pearl Harbor

Pearl Harbor

L’A 321 russo si è spezzato, senza ombra di dubbio, in volo, improvvisamente. Vedremo, dalle scatole nere, a che altezza è avvenuto il fatto. Se dovesse essere confermata un’altitudine oltre i 5.000/6.000 metri, dove presumibilmente (diciamo 9.000 metri) in quel momento del volo un A 321 si sarebbe dovuto trovare, difficilmente si potrebbe parlare di un abbattimento perché in pochi eserciti al mondo sanno, da terra, azionare missili “cacciatori” capaci di inseguire selettivamente fonti di calore così lontane. A meno che l’ISIS non abbia catturato materiale di questo livello ai siriani (si dice che lo abbia fatto) e non sia riuscito non solo a trasferirlo in luogo acconcio ma ad usarlo con questa efficienza. Se di fatto doloso e non accidentale si dovesse comunque trattare, il mezzo usato non può che essere un ordigno con altimetro incorporato che con possibili complicità in Egitto (più che possibili) potrebbe essere stato piazzato a bordo alla partenza. Sarebbe quindi un attentato in quota a ritorsione e minaccia per quanto la Russia sta attuando in quelle parti del mondo. Chi abbia dato realmente l’ordine di piazzare l’ordigno sarà un quesito investigativo di elevata complessità, a prescindere dalle rivendicazioni o meno in essere. In molti potrebbero avere interesse ad aver confezionato questo spietato altolà ai russi espansionistici e alla politica di Vladimir Putin.

Auguriamoci, a prescindere dall’orrore per tanti innocenti uccisi, che sia stato solo un “cedimento” strutturale dell’aereo in quanto – viceversa – una tale “dichiarazione di guerra senza quartiere” sarebbe l’apertura di una stagione senza limiti e coinvolgimenti delle popolazioni inermi ancor più di quanto già lo sia. Se qualcuno ha piazzato questa bomba ha voluto scientemente e ufficialmente dichiarare aperta la Terza Guerra mondiale.

Oreste Grani/Leo Rugens