Confermiamo: è cominciata la Terza Guerra Mondiale

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Per l’A321 è confermato il lampo in cielo che non poteva non essere visto dai satelliti statunitensi. La rete di occhi e orecchie americana e di altri loro alleati, provate a ricordarlo, sono in grado di rilevare, sulla e sotto la faccia della Terra se ancora, per accendere la vostra amica pipa, sfregate un prospero. Figurarsi un botto del genere. Con questo si chiude il capitolo se sia stato o meno un ordigno intelligente (lo è stato e anche “spietato”) e si apre la necessaria ricerca di chi abbia voluto avvertire (intimidire) i sovietici. Pardon, i Russi. La Terza guerra Mondiale come ci siamo permessi di dire è cominciata e nessuno sa chi e come la vincerà.

Oreste Grani


I RUSSI, A DENTI STRETTISSIMI, AMMETTONO CHE L’A321 SI È SPEZZATO DI NETTO!

Pili: carico di morte all'aeroporto di Cagliari

I russi ammettono che l’aereo A321 si è spezzato di netto in volo. Sempre di più si fa concreta l’ipotesi che possa essere stato un ordigno collocato nel vano bagagli con la complicità (possibile) di un locale egiziano “innamorato” della politica aggressiva dell’ISIS o di altri fabbricanti di terrore abituati a qualunque tipo di camuffamento e doppio livello. Comunque, se  un tale orrore fosse stato possibile, ci si troverebbe di fronte al top della capacità di scatenare la guerra tra la gente. Non lo chiamerei infatti un atto di terrorismo ma un momento di una fase di vera e propria insorgenza pre-rivoluzionaria. Questa notte, prima di tanti altri, nel post (SE È ESPLOSO UN ORDIGNO A BORDO DELL’A 321, I FABBRICANTI DI MORTE HANNO VOLUTO COMINCIARE LA TERZA GUERRA MONDIALE) mi ero permesso di definire, in modo triviale e maschilista (cazzuta) la situazione che si sarebbe venuta a creare nel caso si fosse trattato di un attentato abilmente portato a termine in un chiarissimo spirito di ritorsione o di avvertimento alla Russia di Putin per spingerla a cambiare rotta nella questione putrescente siriano/mediterranea. Così sembra essere e, da questo momento, se ci fossero conferme, ogni peggioramento potrebbe avvenire. Ma come possa peggiorare l’attuale situazione è difficile immaginarlo dal momento che ormai pochi mattoni rimangono ancora da azzerare in quelle terre martoriate e milioni di persone sono in fuga. Comunque, state sereni, se si dovesse allargare il conflitto, il mondo può contare su chi, nel Governo italiano, continua a rassicurarci, ad esempio, di una ipotetica capacità di controllo della situazione in Libia. Sono gli stessi politici che scommettevano ogni giorno sull’imminente arrivo dei marò finalmente scagionati. Sono gli stessi operatori di intelligence, lautissimamente stipendiati, che giuravano sulla stabilità del regime di Ben Ali, di Mubarak o, peggio, del colonnello Gheddafi. Pur di continuare a prendere stecche su le operazioni imprenditorial/finanziarie che l’Italietta (o chi per lei) metteva in piedi in quegli “instabili” paesi, i nostri eroi, senza macchia e senza colpa, avrebbero fatto e detto qualunque cosa. Avrebbero anche mentito. Avrebbero anche tradito la Repubblica. Ma il tragico è che temo non mentissero scientemente quando rendevano edotto chi di dovere di tali tranquille situazioni dal momento che veramente a mio insindacabile giudizio sono personaggi che non hanno occhi per vedere e orecchie per sentire.

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Chissà, ad esempio, cosa stanno in queste ore impapocchiando rispetto a questo possibile gravissimo irrevocabile atto di guerra contro la Russia? Mi fermo qui e  mi auguro che l’aereo russo si sia semplicemente “rotto”. In questo caso rimarrebbe solo il lutto per le innocentissime vittime. Temiamo che le cose non stiano così altrimenti non ci saremmo permessi di insinuare che ci poteva essere stato un attentato fatto a regola d’arte e attuato con modalità tali da intimidire chi di dovere. Ma in questo caos, secondo voi, c’è ancora qualcuno che è pronto a riflettere o a farsi intimidire?

Oreste Grani/Leo Rugens


SE È ESPLOSO UN ORDIGNO A BORDO DELL’A 321, I FABBRICANTI DI MORTE HANNO VOLUTO COMINCIARE LA TERZA GUERRA MONDIALE

Pearl Harbor

L’A 321 russo si è spezzato, senza ombra di dubbio, in volo, improvvisamente. Vedremo, dalle scatole nere, a che altezza è avvenuto il fatto. Se dovesse essere confermata un’altitudine oltre i 5.000/6.000 metri, dove presumibilmente (diciamo 9.000 metri) in quel momento del volo un A 321 si sarebbe dovuto trovare, difficilmente si potrebbe parlare di un abbattimento perché in pochi eserciti al mondo sanno, da terra, azionare missili “cacciatori” capaci di inseguire selettivamente fonti di calore così lontane. A meno che l’ISIS non abbia catturato materiale di questo livello ai siriani (si dice che lo abbia fatto) e non sia riuscito non solo a trasferirlo in luogo acconcio ma ad usarlo con questa efficienza. Se di fatto doloso e non accidentale si dovesse comunque trattare, il mezzo usato non può che essere un ordigno con altimetro incorporato che con possibili complicità in Egitto (più che possibili) potrebbe essere stato piazzato a bordo alla partenza. Sarebbe quindi un attentato in quota a ritorsione e minaccia per quanto la Russia sta attuando in quelle parti del mondo. Chi abbia dato realmente l’ordine di piazzare l’ordigno sarà un quesito investigativo di elevata complessità, a prescindere dalle rivendicazioni o meno in essere. In molti potrebbero avere interesse ad aver confezionato questo spietato altolà ai russi espansionistici e alla politica di Vladimir Putin.

Auguriamoci, a prescindere dall’orrore per tanti innocenti uccisi, che sia stato solo un “cedimento” strutturale dell’aereo in quanto – viceversa – una tale “dichiarazione di guerra senza quartiere” sarebbe l’apertura di una stagione senza limiti e coinvolgimenti delle popolazioni inermi ancor più di quanto già lo sia. Se qualcuno ha piazzato questa bomba ha voluto scientemente e ufficialmente dichiarare aperta la Terza Guerra mondiale.

Oreste Grani/Leo Rugens