Vaticanleaks2: straordinario becchime per i polli

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Ci volevano i ben selezionati mangiatori di becchime (così definiti in modo inequivocabile dall’intelligence vaticana che è altro dalla Gendarmeria guidata dal generale Giani) con la loro “ammuina” intorno al Vaticano, per far uscire la notizia che lo IOR, da oltre 40 anni, operava finanziariamente senza l’autorizzazione della Banca d’Italia, anche quando l’Istituzione di via Nazionale era una cosa seria. Ci volevano i mangiatori di chicchi di mais per finalmente portare allo scoperto la Finnat e i suoi correntisti fiduciariamente rappresentati dalla stessa nei mille incroci azionari quasi sempre necessari al malaffare. In particolare sentiamo finalmente fare i nomi delle centinaia (ma, come si vedrà a ore, quelli che contano sono 100/120) dei correntisti dello IOR che sono al tempo stesso clienti Finnat.  I nomi sono, tra gli altri, quelli che da sempre questo marginale e ininfluente blog prova ad evidenziare come  i veri pupari del Paese e alcuni, in particolare, di Roma e dei sindachetti che a Roma si sono cimentati negli anni. Alcuni facendo bella figura agli occhi dei cittadini ingenuotti, altri finendo nella tragedia giudiziaria come quella mezza sega di Alemanno. Ma sempre di Francesco Gaetano Caltagirone stiamo parlando e con lui dei fratelli Claudio e Pierluigi Toti, di Bonifaci, di Scarpellini, dei Mezzaroma con Lotito al seguito, di Parnasi, di Pulcini (già preso) di Navarra e mi scuso per gli altri interessati se qualcuno mi sfugge. Ora si vedrà se il problema di questa città sono quegli impreparati, populisti, troppo facili agli insulti, anche un poco terroristi e sodomizzatori di giovinetti, cittadini autorganizzatisi nel M5S o, viceversa i padroni delle ferriere e di tutti i cantieri che, quasi sempre nell’illecito, hanno devastato il territorio della Capitale accumulando tante e tali ricchezze che come ora si vedrà o uno le nascondeva (anche nel torrione dello IOR) o chiunque avrebbe avuto il legittimo desiderio di “spennarli” un po’, questi spietati Paperoni. Il denaro è lo sterco del Diavolo (proprio come si dice) se accumulato nelle dimensioni che tra poco saranno di pubblico dominio. Il denaro è lo sterco del Diavolo soprattuto se queste ricchezze sono condivise, con opportuni artifici contabili, con la criminalità e con gli uomini di Chiesa che della povertà avrebbero dovuto fare virtù. Il piacere di rotolarsi nello sterco demoniaco, unisce nelle relazioni e nelle responsabilità, cardinali e palazzinari trovati (metaforicamente?) intenti a gozzovigliare mentre oltre un milione di piccoli italiani sono ormai dichiarati appartenenti a famiglie tanto povere da essere di fatto sotto nutriti e non curati nelle malattie e nella prevenzione. Siete “gente da niente”, come direbbe la romana a Cinque Stelle, Paola Taverna.

Becchime per i polli (giornalisti scrittori o p.r. dalle folti chiome che siano i volatili in questione, vi invito cortesemente a non chiamarli corvi, uccelli viceversa nobili e intelligentissimi rispetto ai polli, oltretutto da allevamento) sparso sapientemente in quantità sufficiente ha scatenato l’ondata di informazioni sufficienti non solo per autorizzare a furor di popolo, cattolico e non cattolico, qualunque punizione per i rei di tradimento ma mostrerà, a ore, a quanto ammontano gli onesti risparmiucci che i palazzinari (smettetela di nobilitarli chiamandoli immobiliaristi, finanzieri, editori, imprenditori) hanno sotterrato (così pensavano) in terra santa.

Dal massone mangia preti Ernesto Nathan, sindaco di Roma, famoso oltre per come la fece bella ai primi del ‘900, per essersi rifiutato di firmare la voce di bilancio “frattaglie per i gatti” da cui il detto romanesco” nun c’è trippa pe’ gatti”, a questi baciapile, avidi, grezzi, sempre incentrati sul proprio crescente e smisurato arricchimento, se fossi Papa (e non lo sono), sempre un massone umile e frugale nello stile di vita mi sceglierei come fratello e compagno di strada. Oggi, come abbiamo visto, di trippa per i gatti e i sorci portatori di malattie (loro sì e non i poveri profughi terrorizzati dalle guerre) ce ne è stata in abbondanza. I palazzinari oggi  sembrano dei signori e invece sono solo gli eredi di quei capimastro (con assoluto rispetto alla tradizione edile e a tutti gli uomini che si sono spaccati la schiena per alzare edifici) che, precettati dal gran mascalzone cardinal Paul Marcinkus e dal vicepresidente e amministratore delegato del Banco di Roma Ferdinando Ventriglia per concorrere al salvataggio della papale Immobiliare Roma, venivano tenuti prigionieri dai banchieri democristiani. Ora questa schiuma del genere umano (quanti morti nei cantieri ci sono voluti per comprare il quartier generale delle suore Cabriniane?) è lei che possiede le banche e gli speudo banchieri che ci hanno piazzato dentro; così come sono loro a possedere i giornali con annessi e connessi i giornalisti e i loro informatori, quello che avanza dei partiti politici con in offerta premio una cartata di politicanti che grazie sempre ai finanzieri/palazzinari  diventano ministri, arcivescovi e soprattutto sindaci. Ora si vedrà se quanto diciamo da sempre corrisponde o meno al vero: il padrone di Roma (e per un lungo periodo, in parte, anche di Siena) è stato Francesco Gaetano Caltagirone in combutta, fino a quando hanno potuto farlo o sono andati d’amore e d’accordo, con Cesare Geronzi. Per non dimenticare lasciamoci andare in un tour periferico imboccando via della Bufalotta a nord-est della capitale, tra la Salaria e la Nomentana, e ci rendiamo conto subito che siamo entrati in un budello ricordando che anatomicamente il budello è intestinale fino al retto e allo sfintere da cui espelliamo le feci. Il budello (e come lo volete chiamare questo condotto di “merda”) si snoda per chilometri e chilometri artisticamente tappezzato di pizzerie, discariche di pezzi di ricambio, tombini saltati o prelevati da disperati dediti al saccheggio di ogni cosa vendibile, cartelloni pubblicitari fai-da-te, di ovvi benzinai, di solarium, di compro oro, di Casinò pieni di slot e di soldi riciclati il tutto sempre accompagnato da rumori assordanti e effluvi d’incerta natura. Cioè di puzze oscene. Ti viene da pensare che solo al martorizzato poeta Pier Paolo Pasolini potevano piacere questi luoghi non luoghi. Il budello ti porta obbligatoriamente in giro per le vie consolari romane (Casilina, Prenestina, Appia, Tuscolana) mostrandoti sempre di più che ciò che ti sembrava mal pensato, mal costruito, mal gestito, mal conservato non è niente rispetto alle zone in cui ti inoltri che si chiamino Tor Vergata, Tor Bella Monaca o la mitica Ponte di Nona. Al peggio, man mano che ti inoltri, ti dici non c’è mai fine. E per associazione ti viene in mente che anche la responsabilità di tutto questo non solo esiste ma è senza limiti perché non di architettura si ragiona ma di vite vendute per avere modo di depositare in forzieri puzzolenti lo sterco del Diavolo, appunto. Grazie agli utili mangiatori di quel becchime intelligentemente sparso dagli uomini fidati di Papa Francesco si è aperta una fase di conflitto in campo aperto, una vera e propria disfida di Barletta che in abbinamento temporale con la messa alla sbarra dei criminali nel loro vero ruolo di manovali di tanto schifo, si potrebbe alla fine trovare chi siano “i cattivi” e chi ha saccheggiato, violentandola brutalmente, Roma. Che da oggi, inizio del maxi-processo e della caduta dei veli in Vaticano, nessun dorma.Oltre tutto finalmente c’è di che divertirsi!

Oreste Grani/Leo Rugens