I cavalieri neri dell’ISIS scelgono Halloween per fare una strage simbolica ed indimenticabile

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Il 1° novembre è (così almeno era) lo spartiacque fra un anno agricolo e l’altro. Finita la stagione dei frutti la terra, che ha accolto i semi del frumento destinati a rinascere in primavera, entra nel periodo del letargo: almeno era così da secoli e dalle nostre parti. Per i cristiani si celebrano in questi giorni due feste importanti, Ognissanti e la Commemorazione dei defunti. Ma un tempo, nelle terre abitate dai Celti, che si estendevano dall’Irlanda alla Spagna, dalla Francia all’Italia settentrionale, dalla Pannonia all’Asia Minore,questo periodo di passaggio era considerato un Capodanno: lo si chiamava in Irlanda Samain (Samonos in antico gallico) ed era preceduto dalla notte conosciuta ancora oggi in Scozia come Nos Galan-gaeaf, notte delle candele d’inverno, durante la quale i morti entravano in comunicazione con i vivi in un generale rimescolamento cosmico. Dell’antico Capodanno celtico sono sopravvissuti fino ad oggi alcune usanze: fra queste la più celebre nei paesi inglesi e irlandesi è la cosiddetta notte di Halloween, tra il 31 ottobre e il 1° novembre, durante la quale i ragazzi si mascherano da scheletri e fantasmi, mimando il ritorno dei morti sulla terra e girando di casa in casa chiedendo piccoli tributi e minacciando, se non li ottengono, di giocare qualche scherzo. Purtroppo quest’anno lo scherzetto al mondo che troppo facilmente percepisce usi e costumi con superficialità e consumismo, glielo hanno fatto quei cattivoni dell’ISIS colpevoli almeno fino a quando non si dovesse scoprire un doppio livello anche in questa brutta storia del Califfato in piena espansione e capacità dimostrata di reagire colpo su colpo: tu mi bombardi dall’alto dei cieli, e io ti faccio vedere cosa succede ai tuoi proprio in cielo.

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Quest’anno lo scherzetto/dolcetto (in chiave ultra macabra) ve lo hanno fatto i cavalieri mascherati dell’ISIS. Ma sono stati veramente loro dal momento che portavano la maschera come si conviene a chi, ad Halloween, si diverte?

Con l’attentato di Halloween (come d’ora in avanti lo chiameremo) all’A321 russo, nella guerra planetaria che si combatte tra la gente si apre il vero dopo 11 settembre 2001. Non a caso si contano ben 224 vittime che, tutte insieme, non erano mai state fatte, con un solo attacco, da quella data spartiacque. Si riapre inoltre quella che chiameremo guerra dei cieli avendo – evidentemente – il personale dell’ISIS o chi per esso, trovato un modo per colpire e mettere nuovamente sotto minaccia le rotte aeree. Chi ha il ricordo di cosa avvenne nelle fasi successive (intendendo anni) all’attacco delle Torri Gemelle capirà la gravità di quanto accaduto. La dinamica, attacco – parata – attacco, si è rimessa in moto e difficilmente ci sarà qualcuno in questo preciso momento in grado di cogliere in un mondo frattalico cosa voglia dire aver dovuto, dopo pochi giorni dall’evento, dichiarare che non si è più sicuri di poter partire/arrivare in una località e soprattutto che, alla luce di quanto accaduto, si preferisce “cambiare rotta”. In tutti i sensi? La decisione prudente nell’immediato si può capire perché se ci fosse stato (potrebbe comunque ancora esserci e non certamente in Egitto) un uno-due, il mondo degli anti ISIS (ma esiste questo mondo a cui mi trovo obbligato a fare riferimento?) sarebbe andato al tappeto. Solo così si giustifica la decisione, quasi si fosse nel panico, di non volare o, meglio, non sorvolare alcuni vasti territori. Mi appare una scelta che amplifica l’effetto cercato dagli attaccanti e la “parata” non annuncia niente di buono. Il colpo quindi è arrivato e dimostra, ancora una volta, la pericolosità della situazione in cui ci si è, passo dopo passo, andati a cacciare. Questa ormai è una guerra senza quartiere che si doveva prevedere ci avrebbe portato sull’orlo del baratro. Non considerando questo il peggio avendovi noi, mesi addietro, pregato di porre attenzione su cosa sia terrorismo, insorgenza e rivoluzione, fase del conflitto che gli attaccanti perseguono di raggiungere.

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Oltre tutto dimostrando di essere i degni eredi di chi mezzo mondo, nei secoli, ha già dimostrato di saperlo conquistare e poi governare con abilità. Per fini che non ci stanchiamo di indicare essere solo i vantaggi per alcuni produttori di armi e di quant’altro si venda quando le guerre comandano, alcuni hanno fatto credere ai governati/sudditi che l’eliminazione di Saddam Hussein avrebbe aperto la prospettiva di un “Medio Oriente” (scusate la semplificazione) meno pericoloso e instabile di come si è dimostrato nella realtà post attacco all’Iraq o la caccia all’uomo in Afghanistan/Pakistan. Entrambi i nemici (Osama e Saddam) sono stati uccisi eppure non una delle cose promesse e per cui è stato versato tanto sangue è stato fatto. Pensate che fine avrebbe fatto un “titolo” a Wall Street che avesse dato così scarsi risultati? Invece, tranne il pentitello Blair, tutti tacciono sulle loro cazzatone e voi tra gli altri umani ne pagate le conseguenze. Migliaia di morti e di mutilati. Altri milioni di vite devastate e costrette alla fuga, deciso è lo ha fatto senza la capacità di dare risposte al dopo rais irakeno e al dopo Osama Bin Laden. Così è ovunque: sembrano i potenti della Terra ma in realtà, senza viagra rappresentato dall’adrenalina dei massacri e del pericolo che loro stessi corrono, non gli si drizza e di questa situazione frustrante continuano ad incolpare ora questo, ora quello. Comunque chiudere scali, cambiare rotte mentre si continuano a fabbricare armi e a venderle (o regalarle?) a quegli stessi che massacrano innocenti e azzerano con gli esplosivi le bellezze di Palmira non servirà a nulla se non a far mangiare la coda al gatto. Abitudine che tranne pochi felini picchiatelli non mi sembra abbia riscontro nella realtà.

Oreste Grani che ad ogni Halloween futuro penserà a quelle 224 persone innocentemente sacrificate sull’altare della guerra tra la gente.