Tenetevi Alfio Marchini perché noi scegliamo Loretta Napoleoni  

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Con la tipica funzione del ballon d’essai cioè quella di vedere se una cosa funziona e che effetto crea la sua eventuale messa in opera, gli addetti ai lavori (informazione e disinformazione) mettono nella rete, sempre pronta ad accogliere tutto e il contrario di tutto, informazioni su “durbans” ovvero il super accessoriato (intendo dire di denti) Alfio Marchini. Questa volta, a prescindere dal già inutilmente utilizzato nella vecchia tornata elettorale romana per raccogliere voti fatto bizzarro e un po’ troppo imbarazzante negli aspetti che toccano il censo (è lo sport più costoso del mondo dopo quello di fare falò con i biglietti di banca da cento sterline) che il rampollo dei Marchini fosse il più forte giocatore professionista del mondo di polo, qualcuno digita, da giorni e in modo insistente, l’abbinamento del nome e cognome del nostro con la parola “massoneria”.

Embè, direbbe qualcuno dei nostri, di che vi meravigliereste se anche fosse? Marchini, da energico e abile cavallerizzo con la mazza al seguito, era apprezzato per le sue abilità di giocatore di uno sport non proprio plebeo, anche a Buckingham Palace dove, spero che ve lo ricordiate, per motivi di rigorosissima tradizione, è di fatto collocato uno dei vertici piramidali della Massoneria mondiale a prescindere di quale osservanza ora vogliate parlare.

La regina Elisabetta II, dentro ad un complicato problema dinastico e di potere, pur femmina, è infatti una delle capesse del mondo latomistico. Non mi stupirei quindi che Marchini, conosciuto personalmente dalla Regina, fosse un fratello massone affiliato ad una delle tante logge anglosassoni. Ma che ce fate con questa informazione se anche fosse vera? Marchini è senza ombra di dubbio il cavallo su cui puntano gli stessi che hanno sostenuto quel ronzino, forse anche intossicato, di Gianni Alemanno per cui… se non è zuppa è pan bagnato.

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E voi pensate che la complessità che chi vincerà a Roma erediterà, la potrebbe affrontare, risolvendola, uno che nella vita, al di là di quello che racconta quando deve tentare di prendere voti, non si è mai dovuto sudare un solo centesimo? Che ce fate col pan bagnato (Marchini) dopo che vi è andata di traverso la zuppa (Alemanno)?

Marchini è uno che per tutta la vita fino ad oggi vissuta (lui e la sua consorte) ha solo saputo spendere i soldi fatti da altri: lui dal vecchio comunista Marchini e lei dai contadini ravennati eredi di Serafino Ferruzzi. Ma de che state a parlà? Vi volete ritrovare dalla padella nella brace, passando dal peggio (Alemanno) al peggissimo (Marchini), dopo una sosta, sia pur breve, connotata dalla bizzarria di Ignazio Marino?

Gianni Alemanno, lo ripeto, è stato auspicato e favorito esattamente dagli ambienti che oggi vi stanno per propinare la favoletta dell’imprenditore abile Marchini. La Massoneria (bianca, rossa, nera, verde, azzurra) questa volta non c’entra niente. La grande pappata da perpetuare in accordo con i 40.000 che si aggirano da un circolo sportivo ad un’altro e di cui vi abbiamo già parlato, è l’unico movente della candidatura Marchini. Tutti dietro al carro di Alfio che dovrebbe salvare i grassatori dall’ipotesi di doversela fare con 400/500 grillini che da anni studiano come si può fare a far cessare, prima di tutto, il saccheggio e poi, ripristinata la legalità, valorizzare Roma restituendola bella, accogliete, importante nel Mondo, ai suoi legittimi proprietari che sono i romani che non giocano a polo, non sono i proprietari del Messaggero (al massimo lo comprano) ma che devono tenere a bada le complessità che il malaffare ha generato nelle loro vite quotidiane fatte di trasporti, ospedali, asili, musei, fondi stradali assassini, droga oscenamente offerta in ogni dove e un numero infinito di Casinò ripieni di slot. Marchini è “portato” da quelli che, lo ripeto a prova di stupido, da quelli che hanno voluto la vittoria della marionetta nevrotica Gianni Alemanno.

Giriamo pagina o a Roma tocca menare di brutto. Come dice un caro amico e come noi stessi anni addietro ipotizzammo per un incarico di governo nazionale, più che di Alfietto Marchinetto, sentiamo il bisogno di un “Ernesto Nathan” in gonnella che potrebbe essere per competenza (è una che a far conti sofisticati non è seconda a nessuno), rigore morale ed esperienza internazionale (anche nel mondo della sicurezza e dell’intelligence il che, visti i tempi che ci aspettano, non guasta), Loretta Napoleoni. Ovviamente, sotto le insegne pentastellate. Speriamo quindi che i grillini si sappiano destreggiare nella fase delicata della scelta della rosa dei papabili e che la rete, intelligentemente, alla fine, designi lei. Comunque sia e chiunque dovessero essere proposto dal M5S, quello sarà il mio candidato.

Oggi comincia la nostra semplice, non dispendiosa, ragionata campagna elettorale a favore di un cambiamento che non sia il solito gattopardesco imbellettamento delle facce da culo. Quella che ci vuole per venirci a dire che Alfio Marchini è il nuovo che avanza. Per dimostrare che di nuovo non c’è nulla basterebbe fare un salto a Rieti dove gli uomini e le donne della ex Margherita che oggi in gran parte ritroviamo dietro a Marchini, organizzavano, ben accolti, gli appuntamenti politici nazionali prima di interrarsi nella nuova formazione di verginelle. Si può andare a Rieti o nelle patrie galere  e chiedere se la location fosse dei fratelli Pileri cioè gli stessi che Pignatone ha giustamente individuato, quando era a Palermo quali “soci di fatto” della solita “Ditta Ciancimino e C.” che in Romania si interessava illecitamente, tra l’altro di discariche e di rifiuti (Tutti gli intrecci e gli affari di Sergio Pileri l’imprenditore reatino arrestato in Romania). Oppure basterebbe verificare se al lavoro in modo indefesso, al comune di Roma, rivestendo carica politica pubblica, perché Marchini diventi sindaco  non si trovano gli stessi che erano politicamente intimi con quel senatore…Genovese che di fondi europei faceva grandissime scorpacciate e per cui giustamente fu arrestato. I fondi europei sono materia delicatissima per i risvolti lobbistici nazionali ed internazionali. Se volete accennate a qualche richiesta di smentita sono solo che contento. La risposta che vi beccherete, mostrerà che il loquace Carminati, rispetto a quelli che cercavano, cercano e cercheranno voti per Marchini, risulterà un violento ma uno stupido come tutti i violenti. Questi altri che si intrattenevano a Rieti con i fratelli Pileri e con il senatore Genovese potrebbero dimostrarsi, calata la maschera, molto più pericolosi dei buzzisti. Personaggi da non confondere con i pacifici buddisti. Anche perché se uno ha lo stomaco di sopportare il postino che Cossiga usava per comunicare con Licio Gelli (l’attuale senatore PD Luigi Zanda), per fare politica (cioè assecondare il proprio vizio) evidentemente è pronto a tutto. Mi piace all’inizio, trattando argomenti così delicati, girare in tondo, a cerchi concentrici, valutando i necessari riscontri per  dovermi scusare dopo se ormai anziano e malandato dovessi prendere un abbaglio. Non mi sembra che sia questo il caso. Sono certo che la Margherita facesse, convenientemente, le sue feste e i suoi raduni nella location di proprietà dei fratelli Pileri.

Oreste Grani

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