Putin vende dieci miliardozzi di dollari in armi alla Siria: chi semina vento raccoglie attentati 

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Ci sono voluti dieci giorni perché nessuno potesse negare che, nel Sinai, fosse stato fatto esplodere un ordigno (trovate le tracce di un potente esplosivo militare che per  semplificare viene chiamato C4) celato evidentemente nel vano bagagli. Anzi, i russi cominciano a parlare di complicità dei “servizi” egiziani. Nessuno di noi ad oggi può affermare con sicurezza tale verità ma certamente “il pacco” (intendendo non solo la bomba) lo hanno confezionato.

La verità che dai racconti che negli anni ho sentito fare da chi frequenta queste località turistiche macroscopicamente affollate è che rimane molto difficile (se non impossibile) arrivare ad avere certezze in materia. Come a volte dico la sicurezza è materia di tipo culturale e le mille diavolerie tecnologiche che dovrebbero metterti tranquillo aiutano solo a sentirti meno esposto. Immaginate la difficoltà di generare i milioni di visitatori, tutti in spirito vacaziero e desiderosi di distrarsi, la paranoia di controlli strettissimi suggerenti non la bellezza e l’accoglienza dei luoghi dove ci si prepara a divertirsi ma la claustrofobia implicita in un teatro di guerra. Quante ore di attesa ogni volta ci vorrebbero e quanti bagagli si dovrebbero aprire ed esaminare, de visu, quando arrivano e quando ripartono i milioni di turisti del cui denaro vorrebbe anche vivere l’antico e misterioso Egitto? E come quando un giorno (speriamo che non arrivi mai) i nemici della convivenza pacifica dovessero scegliere l’aeroporto di Rimini per colpire la “nemica” Italia e lo facessero da giugno a settembre? Se poi scattano complicità per motivi di religione o geopolitici, le stragi sono sempre possibili. Quando dico “sempre” intendo dire che ogni giorno, sarebbe possibile (c’è abbondanza di esplosivi, di obiettivi da colpire, di manovalanza pronta a tutto) fare come con l’A321 russo applicando la regola di non fare ne feriti ne prigionieri. Le stragi in cielo non lasciano margini di salvezza. Così nelle metropolitane affollate delle capitali dei paesi considerati nemici.

Navi, treni, ipermercati, stadi, bus, scuole, raduni festosi, alberghi, luoghi di culto, ristoranti, bar, discoteche, musei non ho il ricordo di alcun obiettivo “affollato” che da quando esistono gli esplosivi ad alto potenziale non sia stato colpito. Adesso i russi (ma di cosa si sorprendono?) decidono (a buoi scappati) di non mandare in Egitto i propri concittadini. E poi dove non li manderanno? Forse i problemi sono altri e le scelte che i troppi “Putin” in Russia (ma anche altri nel resto del Mondo) stanno facendo non sono quelle che la complessità contemporanea consiglierebbe.

Il groviglio putrescente di cadaveri quotidianamente impastati di sangue e feci che ormai appesta, a macchia di leopardo, gran parte del globo, avrebbe bisogno di un metaforico display, istallato in tutte le piazze del Mondo per contabilizzare in diretta le vittime di tanta incapcità a misurarsi con la complessità e il governo dei conflitti che la complessità comporta. Quello che accade è figlio della scorciatoia che la gentarella che guida il mondo percorre attratti dal potere e dai suoi vantaggi immediati convinta di poter fare a meno della Pace.Sapersi meritare il titolo di uomo più potente della Terra recentemente assegnatoli da Forbes dovrebbe corrispondere ad una capacità straordinaria di far scoppiare continuamente “ordigni” di pace, non perché genericamente si è buoni ma semplicemente si è colti e intelligenti.

Questi ometti e donnette che in prevalenza guidano il mondo sono dei grezzi, muscolosi, arroganti incapaci a misurarsi con l’arte del superamento dei conflitti e senza alcuna abilità  diplomatica di negoziare. Sono capaci tutti a massacrare, di volta in volta, i magiari, i vietnamiti, gli ebrei, i ceceni, gli afgani, gli yezidi,i curdi, i cechi, i croati, i serbi, i palestinesi e le centomila etnie che si possono scegliere come capro espiatorio della propria stupida incapacità a godere dell’armonia tra i diversi. Ai voglia ad annullare destinazioni vacanziere. Tra poco dovrete fermare il mondo. Ma come farete se le scelte sempre da voi fatte non consentono di abbassare i toni di aggressività e il conseguente scannamento degli agnelli prescelti. Oggi siete carnefici, domani vi apriranno la gola. Perché mi è stato possibile dare, dopo poche ore, in questo marginale ed ininfluente blog, la notizia che di bomba si trattava, messa a bordo, tra i bagagli, confezionata da esplosivo ad alto potenziale “militare” e grazie alle complicità in fase di partenza. Non perché qualcuno me lo abbia sussurrato ma semplicemente perché era ovvio che così fosse. I frammenti di notizie, fin dai primi minuti, andavano a comporre un mosaico di orrore che era (ed è) il più ovvio. Quando l’ovvio, lo stereotipo, prevale il futuro si fa buio. Sarebbe stato un evento straordinario che non fosse stato un atto premeditato per fare strage di bambini e  persone senza colpa alcuna se non di essere russi. Quando essere russi, o ceceni, o curdi, o ebrei è una colpa, la speranza si è fatta da parte per lasciare campo agli imbecilli che ritengono di saper guidare le genti nella complessità contemporanea. Questo è Putin! Altro che l’uomo più potente della Terra! Forse Forbes intendeva dire (a prescindere dalla eventuale verga in tiro) che Putin, in buona compagnia, è l’uomo più impotente della Terra.

Putin, come troppi altri, è un ometto, grezzo e ignorante (chissà se ha mai letto Guerra e Pace, dimenticando le sue radici?) che invece di passare il suo tempo ad intostare i muscoli, a nuotare, ad andare a cavallo e a frequentare Silvio Berlusconi e la sua setta di adoratori del Drago e del arricchimenti smodati, poteva, evitando di fare ammazzare decine di giornalisti solo perché gli facevano ombra, provare a ragionare di inclusione, tolleranza reciproca, conoscenza e perseguimento della ricchezza che solo la diversità apporta. Si atteggiano a massoni frequentando le Ur-Lodge (nel caso di Putin la Golden Eurasia), ma – in realtà – sono solo dei fabbricanti di terrore. Questo hanno seminato e questo raccolgono. I loro avversari sono degni della loro pochezza e meschinità: il mondo dei “potenti” è popolato prevalentemente da figurette (direbbe l’ibrido ragionante Crozza/De Luca) poco illuminate e certamente incapaci di illuminare qualcuno. Se non con i lampi accecanti delle esplosioni.

Oreste Grani/Leo Rugens rattristato di non essersi sbagliato a dare per primo l’annuncio che di bomba si trattava.

 

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