Ma non era meglio votare il candidato del M5S piuttosto che queste merdacce?

 

Dice Manna (con quel cognome non gli bastava ciò che già aveva in sorte?): “Ci devono dare ciò che ci spetta“.

Quando da questo marginale e ininfluente blog diciamo che il reato più grave che commettono i ladri di Stato è quello di comportarsi come se “la cosa pubblica” fosse loro, intendiamo esattamente questo. L’ennesimo “Manna” si è, nel tempo, convinto che la cosa pubblica fosse “cosa sua” cioè, “Cosa nostra”.

Questa è la prova regina della mafiosità e delle aggravanti che vanno applicate ogni volta che si cattura un grassatore di questo tipo. Gente senza coppola, senza lupara, senza tritolo, senza vetrine infrante ma certamente “mafiosi” e come tali vanno perseguiti.

“Cosa nostra”, ormai è questo e i posti privilegiati che già i suoi effettivi occupano nella società (in Campania e in tutto il nostro martoriato Sud) non gli bastano. Vogliono ciò che le loro menti perverse gli suggeriscono essere loro. Per diritto di prepotenza. Nella mala si dice che uno vive di prepotenza e loro, più criminali dei semplici delinquenti abituali, sentono naturale vivere di prepotenza. “Ci [intendendo i non, a loro volta, legittimi proprietari?] devono dare ciò che ci spetta.” Se la registrazione è autentica, perché si dovrebbe anche dare l’opportunità di argomentare, difendersi, attendere le prescrizioni? Niente garanzie e tanto meno garantismo, per queste merde arroganti e mafiose! Un carico di botte al momento dell’arresto a prescindere e non vigliaccamente destinare le maniere, dure e vili, solo agli indifesi, malandati, di nessuna reale  pericolosità sociale alla Cucchi e casi consimili.

 

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Un carico di botte e poi gogna ortofrutticola sulla pubblica piazza.  In ultimo, con un accordo con gli stessi con cui i nostri vertici politici firmano patti commerciali, cioè i sauditi regnanti, zac, taglio della mano per i ladri e i mafiosi arroganti. “Ci devono dare cioè che ci spetta“, non immaginando che la spettanza è il taglio della mano, secondo gli accordi bilaterali testé firmati tra Renzi e i Sauditi finanziatori, per decenni, del terrorismo anti cristiano ed anti ebraico. Se dobbiamo farcela con gente spregevole chiediamo loro di fare per noi ciò che la nostra legge non consente di fare. Lo facciamo con le armi, perché non lo dobbiamo fare per dare la certezza della pena ai mafiosi di Stato? Noi glieli spediamo solo a tempo determinato.  Un po’ di frustate e poi zac. L’accordo prevede che se dopo le prime due/tre esecuzioni, di colpo i dati sulla corruzione dovessero scendere e il fenomeno dovesse tendere a risolversi, su quelli già impacchettati e spediti bagaglio a presso potrebbe scendere una bonaria sospensione della pena. Sospensione, non amnistia! Come sapete rivendichiamo da sempre il diritto al sogno come pre-condizione ottimale alle decisioni strategiche che il Governo della Nazione deve saper prendere. Soprattuto sognare non è istigare e quindi non è reato. Lo è lasciare che accadano cose come quella di consegnare a uno impresentabile come De Luca, la Campania e non imporgli di chiedere scusa a calci in culo a Rosy Bindi, che non mi è simpatica, ma aveva pienamente ragione a tentare di risparmiarci tanta ulteriore vergogna per la Repubblica. Così come avevano ragione i cittadini che si erano organizzati nel M5S e che avevano proposto agli elettori di scegliere l’onestà e non queste merdacce.

Tenete conto che mi esprimo con questa durezza per più diversi motivi ma non ultimo quello che sono e mi sento campano. Comunque se un rivolo sottilissimo elettronico consentisse all’esimio De Lucca di venire a sapere che ho scritto che il suo braccio destro è una merdaccia, lo aspetto a piè fermo dove e come dovesse volere, forte dei post che da tempo non sospetto gli avevo dedicato. Se non mi tolgo queste soddisfazioni ora da vecchietto, mi dite quando.

Come si dice o si diceva: se non ora, quando?

Oreste Grani/Leo Rugens