Si cercano gli assassini di David Rossi dirigente del MPS formalmente suicidatosi

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Provo imbarazzo ma lo faccio lo stesso e scrivo questo post che non mi fa onore. Come dicevamo dal primo momento (invitando a cercare le prove di un omicidio e non di un suicidio), si comincia ufficalmente a indagare su chi abbia ucciso David Rossi, supponendo troppo cretina la versione e la messa in scena di un suicidio.

Il contorno è quello che sapete: MPS, Mussari, Pd, Margherite, massonerie varie, vescovi e compagnia cantando compresi tutti quelli che, per decenni, con ruoli diversi, a volte, se non spesso o sempre, falsamente contrapposti, hanno governato saccheggiandolo l’insieme costituito dalla “banca più antica del mondo”, dalla foglia di fico della sua generosissima Fondazione e dall’amministrazione della città di Siena che era il luogo politico tecnico giuridico dove stabilire le parti dei quattrini con cui controllare il territorio circoscritto e con esso buona parte dell’Italia.

Questo dell’eventuale prova provata dell’omicidio del più innocente di tutti, il povero spaventatissimo e meno cinico degli altri, Rossi, sarebbe ciò che i senesi (alcuni vittime di questa teppaglia paracul-politica) e gli italiani, si meriterebbero.

In sessantaquattresimo anche noi che nel nome di Ipazia alessandrina avevamo provato a fermare questo rotolamento di una intera città verso il baratro con il conseguente balzo non tanto dalla finestra come alla fine ha fatto (o dovuto fare) il povero Rossi ma a capofitto dentro il putridume bituminoso della resa dei conti fra fratelli/coltelli nel rinfaccio di chi fosse stato più doppio, triplo, quadruplo, quintuplo neanche fosse veramente, sempre e solamente, una permanente giostra equestre detta Palio di Siena.

Se sarà provato l’omicidio o la gravissima  induzione al suicidio (per noi si tratterebbe della stessa cosa) è necessario riaprire il libro della storia senese e non solo per sentir raccontare se Aceto alla curva di San Martino ha nerbato o meno qualcuno come si doveva. In caso si potrebbe affidare la scrittura di un nuovo testo ad hoc ad un politico/intellettuale (Roberto Barzanti) che tanti di libri, in passato, ne ha scritti, sempre ben pagato dalla Fondazione MPS. In quel caso lo faceva per lodare e imbrodare le amministrazioni dei paracul-politici che viceversa erano intenti a salassare banca e cittadini onesti.

Lo scrittore di cui parlo è stato anche sindaco di Siena e quando avrò voglia e tempo vi racconterò come  si comportò di fronte alle mie accorate richieste di aiuto ed attenzione perché la situazione a Siena non arrivasse al putridume che tutti oggi conoscono. Omicidi copresi. Mi riferisco allo schifo negli ultimi dieci anni. Altro che qualche conto lasciato da pagare a residenze alberghiere o in qualche tipografia come, stremati, alla fine del nostro eroico tentativo, siamo stati costretti a fare. Ma questo della ricerca degli assassini (se si cercano assassini si stanno indagando i moventi del crimine tra i più gravi previsto nel Codice Penale) del povero David Rossi, è solo l’inizio. Chi vorrà approfondire rimarrà attonito di quali e quanti rizzomi si riscontrano tra Roma e Siena, non solo per i colori (giallo-rossi) scelti nei secoli da entrambe le città o per le lupe venerate sia nella capitale che a Piazza del Campo. Comunque, è importante che qualcuno ( i soliti impertinenti magistrati spesso in cerca della verità dei fatti e delle loro dinamiche) non abbia creduto alla panzana del suicidio “spintaneo” del povero David Rossi.

Vediamo se ci siamo sbagliati nella primavera del 2013 a pensar male. Per avere il quadro del nostro punto di vista sull’intera vicenda, se avete pazienza e stomaco, a fine pezzo, trovate tutti i post che abbiamo dedicato alla vicenda senese. Quella personale e quella che riguarda il retroterra culturale in cui matura l’omicidio. sempre a nostro insindacabile e farneticante giudizio di cui – comunque e in qualunque sede -– siamo pronti ad assumerci ogni responsabilità.

Oreste Grani che ancora si vergogna di come si è fatto prendere per il culo prima, durante e dopo la campagna elettorale per l’elezione del sindaco pd/pdl (Franco Ceccuzzi chi era costui e che fine a fatto?) di Siena, nella ormai lontanissima primavera del 2011. Si vergogna e chiede scusa ai collaboratori a cui ha arrecato danno, ma è ancora qui a metterci faccia e dita per scrivere di quelle giornate indimenticabili e offrire tutto il suo sostegno a chi volesse, servendo la Repubblica, continuare a cercare i colpevoli di quel delitto. Perché tale non può non essere stato. E anche di questo pregiudizio investigativo provo imbarazzo ma mai quanto quello che provai, in apertura della campagna elettorale di Gabbriele Corradi quando, dopo un lauto pranzo, alzandosi tutti i commensali e gli esponenti politici locali che si erano radunati per turlupinare Corradi e in misura minore (all’inizio) il sottoscritto, mi lasciarono il conto da pagare. In quel momento, ed era il primo di tanti altri, capii che mai le Liste civiche avrebbe vinto. Ma ormai era troppo tardi e la trappola era scattata fratturandomi le articolazioni non traumatizzandomi però il cervello. Cervello e sensi intatti che ancora sto usando per godermi il finale di questa bituminosa e oscena vicenda. Come spero si prepari a fare, non lasciandomi solo a godere, Stefano Bisi, in quelle ore giornalista schierato con la feccia di cui oggi tutti hanno scoperto il gusto amaro e il tanfo che emanava di malaffare, oggi premiato, per quella scelta di convenienza, con l’elevazione (si fa per dire) al rango di Gran Maestro di una Bocciofila spacciata per Loggia Massonica. Comunque, anche in questo caso, per non perdere il vizio, da fratello ben pagato.

Per evitare malintesi, ri-firmo

Oreste Grani alias Orestino Granetto o Leo Rugens che dir si voglia

 

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11 Mar 2013