La Massoneria – a prescindere dall’Italia – esiste e non deve essere sottovalutata. Nel bene o nel male

Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi

Il Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi è massone (questa affermazione compare, tra il serio e il faceto, in prima pagina del Il Fatto Quotidiano di ieri, 18 novembre 2015) e, per ammissione di Hillary Clinton (che di massoneria ne capisce non poco avendo sposato un fratello molto influente quale Bill Clinton affiliato alla Compass Star-Rose e successivamente accolto nelle ur-lodges “Janus” e “Three Eyes”) è una creatura riconducibile a uno dei tanti doppi, tripli giochi a cui la politica estera americana ci ha abituato.

La signora sa quello che dice quando fa una tale dichiarazione impegnata come  è nella campagna per le presidenziali democratiche e per provare quindi a divenire primo presidente degli Stati Uniti d’America, donna. Che l’ISIS sia una creatura della confusione mentale in cui ciclicamente, in politica estera, operano i vertici statunitensi, è un dato certo a cui si aggiunge questa “autorevole” e spontanea dichiarazione. Quello che ancora non si ha il coraggio di arrivare a dire perché questo corrisponderebbe ad ammettere che non sono i governi a governare il Mondo ma i Gran Maestri, espressione delle varie ur-lodges di cui non sentite mai parlare è che il Califfo sarebbe affiliato, a fil di spada (nel suo caso la ritualità e ben scelta), alla ur-lodge Hathor Pentalpha.  Al massimo, per parlare di mondi esoterici che provano a soggiogare i popoli, vengono citate realtà para-massoniche quali Bilderberg Group, Fabian Society, Round Table, Trilateral Commission spacciandole per logge. Il “livello superiore” nessuno se la sente (se si escludono gli autori di “Massoni – Società a responsabilità illimitata” uscito per le Edizioni Chiarelettere) di descriverlo. Direi quindi che il barbuto super fanatico sanguinario fondatore dell’ISIS è presumibilmente creatura concepita dentro a logiche di potere statunitensi fortemente condizionate dai mondi ur-logistici latomistici e che, quando attacca la Francia e la Russia, potrebbe farlo in accordo con mondi carsici e trasversali di cui è difficile addirittura concepirne  l’esistenza.

Vediamo quindi di non buttarla troppo “in caciara” provando a mostrare questo aspetto del mondo occulto come una buffonata per poi ritrovarsi, tra venti anni, come nel caso della setta Thule, a dover ammettere l’origine esoterico-massonica del nazionalsocialismo. Putin, che ha sua volta sa cosa dice essendo lui stesso un fratello massone, da giorni, cita Hitler e lo paragona al Califfo. Non credo che voglia dire che il neo costituito stato islamico sia potente e armato come quella Germania del ’38 che l’URSS dovette concorrere a fermare con milioni di morti ma potrebbe essere più interessato ad evidenziare la similitudine tra quel fenomeno (che fu sanguinario come pochi) con la natura altrettanto crudele dell’esercito organizzato dal neo-califfo.

Putin prova a dire che ci si trova di fronte ad un mostro. Dobbiamo credergli non tanto in quanto lui sia il cavaliere bianco contro il cavaliere nero ma perché, a sua volta, Putin è un massone altrettanto sanguinario e antidemocratico solo che si dice sia affiliato alla ur-lodge “Golden Eurasia” e non alla “Hathor Pentalpha” dove risulta operare quel cattivone del Califfaccio.

Storie quindi di conflitti interni all’orrore neo-conservatore a vocazione tirannica e non “buoni” contro “cattivi”. Per intendersi, Putin non è né Roosevelt né, tantomeno, Gandhi, entrambi, come certamente saprete, massoni ma di altro e di alto profilo morale.

Putin è solo uno che nella vita ha scelto, tra l’altro, di dare il bene placet per togliere di mezzo centinaia di giornalisti scomodi suoi compatrioti e soprattutto, senza vergognarsi, di essere amico fraterno e compagno di merende di Silvio Berlusconi e di passare soldi alla Lega del bru-bru Matteo Salvini. Cose che in termini di responsabilità storiche future non sono già oggi cose da poco.

Oreste Grani/Leo Rugens