“Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Lunedì Negroni fino alla morte”

Lo sguardo di Francesco dice più di qualsiasi parola

Lo sguardo di Francesco dice più di qualsiasi parola

 

Chaouqui: “Senti scrive ora che vai a San Sosti (il paese in Calabria di cui è originaria) mia mamma ti porta da Silvana… è perfetta, ed è una mia cugina, così può anche essere salvato il patrimonio genetico. Poi mi dici che ne pensi. 36 anni. Morbida”.

Vallejo Balda: “Hmmmmm”.

C: “Martedì sera viene a casa tua a trombare. Ok?”. “Silvana vuole trombare. Che facciamo?”.

V: “Io no”

C: “Tu sei perfetto, Silvana è morbidissima. Perché non va bene?”.

V: “Lassa perdere. È bruta”

C: “Ha detto lo psichiatra che devo farti divertire. Lunedì Negroni fino alla morte”.

Vero Falso Autentico?

Verissimooooo!

Se continui a fare di testa tua con noi hai chiuso. Io sono stanca [Francesca Immacolata] di farti da badante. Pietro (autista amico di lei, ndr) serve perchè gli altri vedano che sei protetto, se fai casino… con la tua sicurezza e la tua protezione hai chiuso

 

Cinque rinviati a giudizio per Vatileaks

Terminata l’inchiesta su sottrazione e diffusione di documenti della S. Sede: il nome nuovo è Nicola Maio, ex collaboratore Cosea; con lui e Chaouqui andranno a processo Nuzzi e Fittipaldi, che «pressavano» Vallejo Balda

Il magistrato vaticano ha rinviato a giudizio cinque persone al termine dell’inchiesta sulla sottrazione e la diffusione dei documenti riservati della Santa Sede, nella quale sono stati arrestati monsignor Lucio Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui. Tra i rinviati a giudizio anche i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, i quali «sollecitavano ed esercitavano pressioni per ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione di due libri usciti in Italia» («Via Crucis» e «Avarizia»). È Nicola Maio, ex collaboratore della Commissione referente sulle strutture economiche e amministrative della Santa Sede (Cosea) il quinto rinviato a giudizio. Della stessa commissione Cosea facevano parte Vallejo Balda, che ne era segretario, e Chaouqui; Maio era segretario particolare di Vallejo Balda. Il processo si aprirà martedì 24 novembre nel tribunale della Città del Vaticano.

A Vallejo Balda, Chaouqui e Maio viene contestato anche il reato di associazione per delinquere.

Il rinvio a giudizio – firmato dal promotore di Giustizia Gian Pietro Milano e dal promotore aggiunto Roberto Zannotti – è stato decretato per il reato previsto dall’art. 116 bis del Codice penale vaticano, cioè la divulgazione di notizie e documenti riservati.

Cercherò di chiarire un po’ la vicenda che ha portato al processo sopra descritto.

Quando nel 2013 la Chaoqui fu nominata membro di un comitato che doveva vegliare sulla trasparenza delle attività dello IOR, ci fu chi oltre ad avere un travaso di bile, fece notare che la signora non aveva nessunissima competenza in materia di banche o di diritto bancario, sibilando a denti stretti la sua vicinanza all’Opus nonché al Bisignani.

A tutti fu evidente la mossa malandrina tesa a mettere in una posizione di controllo una pedina facilmente manovrabile e ubbidiente, oltretutto compagna di un soggetto abile a intrufolarsi in reti e computer: Corrado Lanino (che fine ha fatto a proposito?).

Se questo lo aveva capito la redazione di Leo Rugens figuriamoci l’intelligenza collettiva che protegge Papa Francesco! E fu così che si cominciò a tendere la trappola.

Chi non comprende che l’avere lasciato uscire un po’ di documenti, su sollecitazione a quanto pare di Nuzzi e soprattutto Fittipaldi (le sante, santissime e benedettissime intercettazioni diranno la loro), non comprende che era stato ampiamente calcolato anche il danno collaterale derivante dalla pubblicazione dei due libri. A prova di quanto sostengo si immagini quanto vale per Bergoglio tenere per il collo Vallejo Balda, membro del temutissimo Opus, oggi il vero imputato nel tribunale del Vaticano.

Ecco allora che si comprende lo strillare al delitto di lesa libertà di informazione da parte dei soliti giornaletti e gionalai, i quali, sempre ossequiosi al potere e tremebondi di fronte alla presunta pericolosità, potenza, onnipotenza e non so cos’altro dell’Opus, piuttosto che dire le cose come stanno: un membro dell’Opus è stato beccato con le mani nella marmellata nel tentativo di screditare il Papa, gettando pochissima luce sulle malefatte di alti prelati, preferiscono attaccare Bergoglio (Santo subito!) nella difesa di Nuzzi e Fittipaldi.

Ora, vediamo un po’ di andare oltre e immaginare se i due, ormai si sono sistemati per il resto della loro vita, sono a loro volta pesci caduti nella rete o intelligenti assistenti del Grande pescatore di anime e delinquenti, Francesco.

Difficile dirlo, facile immaginarlo, ma se il Nuzzi è quel giovane che ricordo nei primi anni Novanta in quel di Locate Triulzi fare l’assenteista durante il servizio civile preso dalla sacra passione del giornalismo (ricordo che lavorava per il Corriere) allora il profilo giusto ce l’ha per avere dato una mano, oppure no…

Fittipaldi, invece, è figura più complessa a dare credito a chi è rimasto sorpreso dalla qualità delle carte che aveva in mano.

Insomma, vittime o complici del pacco che l’intelligence collettiva di Papa Francesco ha dispiegato contro l’Opus Dei e i suoi corvi, ci interessa poco, quel che interessa è che nel torneo dei tornei: Gesuiti – Opus Dei 1 a 0.

Se credete che il Mons. Lucio Ángel Vallejo Balda sia sotto tiro per le sue intemperanze sessuali significa che non conoscete il ruolo torbido e turpe che l’Opus Dei ha svolto / svolge nello IOR e se ritenete che in gioco ci sia la libertà di stampa e non la giustizia o addirittura una lotta tra Bene e Male, Luci e Tenebre allora significa che l’intelligenza collettiva non fa per voi.

Dionisia

P.S. Altro grandissimo corvo e brutto personaggio è Gotti Tedeschi, ex presidente dello IOR e pure lui prossimo all’Opus… e non solo (ma questa è un’altra storia, forse).

Strumento di mortificazione della carne...

Strumento di mortificazione della carne…