Un primo motivo per dare il proprio voto al M5S

Portrait of Busby Berkeley, highly influential Hollywood movie director and musical choreographer, at the end of a 'tunnel' of girls for his Warner Musical Picture, 'Dames,' New York, New York, early to mid 20th century. (Photo by Visual Studies Workshop/Getty Images)

Portrait of Busby Berkeley, highly influential Hollywood movie director and musical choreographer, at the end of a ‘tunnel’ of girls for his Warner Musical Picture, ‘Dames,’ New York, New York, early to mid 20th century. (Photo by Visual Studies Workshop/Getty Images)

Che strano ceto politico ha selezionato la storia di questo nostro travagliato Paese per riuscire a far convivere, nella stessa istituzione (il Parlamento) il norcino Denis Verdini, il paradossale e geniale Antonio Razzi, la ballerina di valzer Dorina Bianchi, i figlietti degli imprenditori navigati Colaninno e Marcucci, il perdente per antonomasia Pier Luigi Bersani, il sempre a galla Silvio Berlusconi, le vedove D’Antona e Calipari, il poetastro Sandro Bondi, il (per fortuna delle Forze Armate e dell’Italia) non più ministro Ignazio La Russa, la stridula “borgatara” Giorgia Meloni con oltre un centinaio di cittadini eletti nelle fila del M5S che spingono, ogni momento, per sostituire questo Circo Barnum con un “Parlamento Elettronico” capace di trasformare l’Italia nel più avanzato laboratorio digitale del pianeta.

Si tratta (anche se se parla un po’ meno o, forse, sono io che rimango un po’ estraneo al dibattito) di una piattaforma partecipativa on-line che il Movimento 5 Stelle, grazie al lavoro liberamente e gratuitamente dedicato di decine di informatici, ha messo a punto e che continua a testare per arrivare a farla funzionale “in parallelo” a quel gigionesco baraccone dove si svolgono ancora formalmente e inutilmente le attività legislative. Che invece si mettono a punto in strutture giuridiche messe in piedi e foraggiate da centri di potere economico e militare completamente avulsi dal “Palazzo” ridotto ormai ad uno stipendificio. I cittadini a cinque stelle lo sanno e provano a costruire un mondo Matrix dove la democrazia sopravvive e anzi scopre una seconda giovinezza. “Parlamento Elettronico” quindi e prove generali di “Governo ombra” di anglosassone memoria.

Busby Berkeley directing scene with Judy Garland, Tommy Dorsey, and Mickey Rooney from the film 'Girl Crazy', 1943. (Photo by Metro-Goldwyn-Mayer/Getty Images)

Busby Berkeley directing scene with Judy Garland, Tommy Dorsey, and Mickey Rooney from the film ‘Girl Crazy’, 1943. (Photo by Metro-Goldwyn-Mayer/Getty Images)

 Ho letto qualche anno addietro (maledizione come  passa il tempo e come invecchio!) che la mission di P.E. è molto più ambiziosa di quanto osservato finora in Italia (forse nel Mondo) ponendosi i promotori l’obiettivo di superare i limiti (si fa per dire!) della democrazia rappresentativa così come la conosciamo e come i “proci partitocratici” l’hanno ridotta, per coinvolgere i cittadini non solo in occasione delle elezioni ma anche e soprattutto nei processi di scrittura delle leggi.

Questo “luogo elettronico” (me lo immagino come un quasi infinito dedalo da dove si entra per libera scelta e dove ci si muove in compagnia di una folla invisibile di simili, ognuno singolo e irripetibile ma tutti uguali nel diritto/dovere che si prova ad esercitare, dotati/protetti da milioni di fili d’Arianna che individualmente consentono di non perdersi e di uscire tutti insieme, salvi, a cose fatte) consentirà, man mano che si testa e si perfeziona, di tenere vicini e informati i protagonisti del Grande Cambiamento. Alti tassi di consapevolezza individuale aspettano i cittadini che si sono impegnati in questo straordinario processo formativo. L’opposto di quanto oggi avviene: non si capisce nulla di cosa si fa o non si faccia dentro le “commissioni” e i cetrioli si devono degustare a cose fatte. Anche se uno non dovesse amare i cetrioli. Si vota e poi “ciccia”.

Oggi il 50% degli “aventi diritto” si sono lasciati “liberamente” e “spintaneamente” allontanare e ritengono di protestare contro il ludo cartaceo non andando a votare. Come dargli torto.  Ma questo fenomeno della disaffezione è descritto, con largo anticipo, nelle carte che alcuni dicono che non esistono attribuendo questi nostri ragionamenti ad una cultura complottistica e paranoica. Come alcuni di voi ricorderanno, viceversa, ci siamo permessi di pubblicare (sia pur in parte) mettendoli in bocca alle disinibite porno-star Valentina Nappi e Tera Patrick i testi che hanno indirizzato/determinato quanto è poi avvenuto ed è ancora in corso: apatia, apatia e ancora apatia cioè, etimologicamente, “assenza di pathos”, cioè di emozione.

 

A line of pianists in a musical interlude from the Busby Berkeley film 'Gold Diggers of 1935', 1935. (Photo by Vintage Images/Getty Images)

A line of pianists in a musical interlude from the Busby Berkeley film ‘Gold Diggers of 1935’, 1935. (Photo by Vintage Images/Getty Images)

 

Quello della democrazia elettronica è un sogno antico quanto il web (ho assistito, decenni fa, nel Partito Radicale alla nascita di Agorà telematica per merito di Roberto Cicciomessere e di altri tra cui ricordo il mitico tesoriere Paolo Vigevano) che negli anni ha prodotto risultati più o meno felici ma la piattaforma scelta e messa a punto dal M5S  si distingue per tecnologia, scala di capacità e qualità di intelligenza conferitagli anche grazie ai dati che emergono dall’esperienza “tangibile e tradizionale” in corso. È stato importante “contaminarsi” ed entrare nelle istituzioni sia pur quelle sgarrupate che sono. Se il M5S dovesse vincere le prossime sfide elettorali, vi aspetta il più grande esperimento di democrazia liquida su scala mai raggiunta in nessun caso sul pianeta Terra. Non ci sarà paragone con nessun esperimento fatto da geniacci svedesi, finlandesi o altri sparsi per il mondo. Se il M5S dovesse mantenere i trend di crescita, per merito loro e di quelli che li voteranno, l’Italia potrebbe, adottando su larga scala la piattaforma in continua messa a punto ed autoapprendimento, potrebbe far compiere una grande passo per rendere le democrazie asfittiche meno moribonde e più “democratiche”. Certamente più partecipate di questi simulacri a presa per i fondelli che si aggirano per il mondo. Intanto, comunque, questa piattaforma (continuo a chiamarla così da profano quale sono) spinge i cittadini, per poterla usare, a fornire idee al Movimento che si è scelto, cittadini che per poter così fare sono costretti a studiare la materia in discussione, approfondendone le implicazioni possibili, e stimolando l’assunzione di responsabilità propria e degli altri. Questo luogo liquido si prepara ad accogliere milioni di nuotatori (ecco la metafora che ho intravisto nella nuotata di Beppe Grillo quando attraversò lo Stretto di Messina) facendogli scoprire il piacere dell’immersione rispetto alla navigazione in superficie ma soprattutto costringendo tutti a ricordare che non è possibile entrare due volte nello stesso fiume come Eraclito, non smentito, provò ad insegnarci.

Questa piattaforma elettronica, figlia del silicio (le spiagge) e della metaforica navigazione nel mare intenettiano potrebbe anche non essere sufficiente ma sicuramente sarà il più grande, emozionante, vivificante esperimento di e-learning mai tentato sulla faccia della Terra. Può fare solo che bene e chi vuole offrire questa opportunità rigeneratrice alla sonnolente apatica metà degli aventi diritto che si astengono, va almeno premiato con un voto di fiduciosa speranza. Il resto è noia partitocratica.

Oreste Grani che spera di avervi fornito un primo perché non si può non votare per i cittadini onesti (ma anche straordinariamente intelligenti e stimolanti) autorganizzatisi nel M5S.

 

1933:  An example of one of the kaleidoscopic images utilising mirrors and hundreds of dancers, invented by American choreographer Busby Berkeley. A scene from the film 'Footlight Parade', directed by Lloyd Bacon for Warner Brothers.  (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

1933: An example of one of the kaleidoscopic images utilising mirrors and hundreds of dancers, invented by American choreographer Busby Berkeley. A scene from the film ‘Footlight Parade’, directed by Lloyd Bacon for Warner Brothers. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

 

1933:  A scene from the musical 'Footlight Parade', choreographed by Busby Berkeley.  (Photo by General Photographic Agency/Getty Images)

1933: A scene from the musical ‘Footlight Parade’, choreographed by Busby Berkeley. (Photo by General Photographic Agency/Getty Images)