1 – La Macchina del tempo

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Inauguriamo una rubrichetta leggera-leggera dedicata ad avvenimenti politico-sociali che abbiano almeno 100 anni e che possano ancora essere di una qualche utilità per non perdere la calma e per valutare, con il giusto distacco, quanto ci aspetta nelle prossime tornate anche elettorali.

Comincio con una domanda che posta da un astemio deve generare qualche sospetto: perché alcuni “Champagne” del 1908 -1910 (se mai uno ne trovasse una bottiglia intatta!) sono rarissimi e per tanto carissimi?

Perché il 29 gennaio 1911, in Francia, nella regione della “Champagne”, per protesta contro il governo accusato di non tutelare efficacemente l’industria vinicola, i vignaioli devastano cantine e depositi, disperdendo migliaia di ettolitri della più pregiata produzione degli anni precedenti.

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Niente di nuovo sotto il sole francese: governi inadeguati e gente che si incazza per i più diversi motivi. Come avviene in queste ore, ma adesso è opportuno raccontare che è tutta colpa di quei cattivacci dei seguaci del Califfaccio di turno. Che, oltre a tutto, se sono dei bravi credenti manco lo possono bere lo Champagne.

Dopo Parigi viene Londra.

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Il 3 gennaio del 1911 scoppia una vera e propria guerriglia urbana nella “city” e nelle periferie della già estesa capitale del Regno Unito.

Circa duemila agenti ingaggiano una furibonda battaglia contro una banda di anarchici. I poliziotti sono affiancati da militari dell’esercito muniti di cannoni(!). All’operazione assiste il Ministro dell’Interno, Winston Churchill che è li per fare un po’ di pratica come poi i nazisti hanno potuto verificare. Gli investigatori avevano individuato all’interno della banda in rivolta anche pericolosi criminali comuni. I rivoltosi armati di mitragliatrici (!) e armi da guerra varie, si erano asserragliati nel loro quartier generale, una palazzina della centrale Sidney Street. Lo scontro violentissimo durò parecchie ore e culminò con il crollo dell’edificio preso appunto a cannonate. Tra le macerie vennero rinvenuti solo due cadaveri irriconoscibili e si presunse che i capi delle bande fossero riusciti a mettersi in salvo. Nulla di nuovo sotto il sole o, meglio, sole coperto dalla “nebbia londinese”.

Sempre nel Regno Unito, i soliti sfigati lavoratori rompicoglioni, rovinano i festeggiamenti agli spensierati che festeggiavano il capodanno 1911.

Miniera

Che cosa si vanno ad inventare alcuni esagitati minatori che invece di starsene a casa a fare festa erano sotto terra (efficienti, già pronti!) a lavorare e forse imprevidenti ad accendere qualche petardo scaccia pensieri? Boom, salta tutto in una miniera di Bolton, nella contea del Lancashire. Solo 352 minatori morti al lavoro con il turno festivo mentre altri in superficie festeggiavano. Nulla di nuovo sotto la luna anglosassone. Solo che, all’epoca, i sudditi della Corona non avevano il super pentito di tutto, Tony Blair che li governava.

Infine qualche ricordo di avvenimenti accaduti nella nostra signora di mezza età (quando succedevano le cose che raccontiamo l’Italia aveva 50 anni!) o Italietta, come la chiamiamo, affettuosamente preoccupati, da queste parti.

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Cominciamo con il solito ovvio maxi processo alla criminalità organizzata: l’11 marzo del 1911, nel tribunale di Assise di Viterbo ha inizio il Processo Cuocolo. Vengono processati 42 tra i più famigerati esponenti della camorra napoletana (ma che de sta camorra?), individuati anche a seguito dell’indagini dell’Arma. L’accusa è l’assassinio dei coniugi Cuocolo, esponenti di spicco, marito e moglie, della malavita partenopea. L’accusatore è il camorrista Abatemaggio. Il processo coinvolse centinaia di avvocati, periti e testimoni e arrivarono, a Viterbo (sempre bella e monumentale), per fare turismo giornalistico, inviati da tutto il mondo. Come vedete, l’Arma ci provava anche cento anni addietro ma non sempre tanti sacrifici e abnegazione hanno fornito i risultati sperati per responsabilità evidente di chi (la politica e la burocrazia) non ne hanno saputo/voluto rispettare il valore strategico.

Nella terra della Camorra c’è anche il Vesuvio che non va sottovalutato (Camorra e Vesuvio vera miscela esplosiva!) come preoccupazioni che ci potrebbe continuare a dare e, al vulcano più pericoloso del Mondo (circondato come è ormai da milioni di incoscienti romantici) è dedicato l’ultimo ricordo.

Andy Worhol- VESUVIUS

Il 12 marzo (sempre del 1911), il vulcano si risveglia improvvisamente e, con un terremoto niente male e un boato violentissimo, terrorizza tutta Napoli e periferia. Frana completamente lo sperone a sud ovest, il più alto di costituzione rocciosa, trasformando addirittura l’aspetto del vulcano. Da non sottovalutare questo ricordo (per quello lo abbiamo inserito in questo nostro gioco di alleggerimento) come abbiamo evidenziato già nel post “Notizia falsa: è tutto pronto per lo “sfollamento” di 1 milione di napoletani nella base USA di Vicenza del 4 marzo 2014.

In fine chiudiamo questa prima puntata del “La Macchina del tempo” con il ricordo di un disastro legato alla meteorologia scienza sempre più complessa e ancora di difficile lettura previsionale.

tromba

Alle 9.45 del 15 marzo (tre giorni dopo il Vesuvio), un’altra bella località della nostra “tutta bella” Italia, Viareggio, è colpita da una violentissima  tromba marina. I danni – come si dice – furono ingentissimi. Case e palazzi vengono scoperchiati, fabbriche distrutte, magazzini e depositi devastati. La darsena da poco inaugurata subisce danni gravissimi. Dalle locali industrie per la lavorazione del marmo (da Viareggio epicentro fino a Massa Carrara!) vengono sollevati enormi blocchi di marmo, che ricadono al suolo aumentando la forza devastatrice degli elementi naturali. Una volta tanto, gli uomini incolpevoli.

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Ci scusiamo con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri per aver, affettuosamente e rispettosamente, “saccheggiato” l’Agenda Storica del Carabiniere 2011 da cui sono tratti i ricordi che vi proponiamo. Le considerazioni di tipo culturale generale sono di nostra esclusiva pertinenza e ce ne assumiamo la totale responsabilità qualora qualcuno ravvedesse elementi di non correttezza nella narrazione e nel commenti dei fatti accaduti oltre un secolo addietro. Noi vogliamo semplicemente bene all’Arma dei Carabinieri ma l’Arma è l’Arma e noi siamo degli appassionati, un po’ biricchini, promotori di un blog.

Il Capitano Pilota della Macchina del Tempo