George Shi – senza apparente motivo – ci spinge a ricordare l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy

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“Qui, Georrrrrrge Shi” (e lo dico ad imitazione del vostro/nostro indimenticabile Ruggerrrrro Orrrrrrlando, avendo anch’io qualche difficoltà nella pronuncia della erre), cari amici italiani (e non solo, dal momento che mi risultano essere già avvenuti oltre16.000 accessi al blog ad opera di miei compatrioti statunitensi e decine di migliaia dal resto del Mondo), leggendo Leo Rugens, ho scoperto che una vostra connazionale, la scrittrice investigativa Stefania Limiti, ha dedicato un suo lavoro di ricerca al caso di omicidio a sfondo politico più affascinante e complesso del secolo scorso, cioè l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Come forse sapete, per quella tragica morte, sono stati scritti oltre 40.000 (quarantamila!) libri per cui ritengo che oggi inviarvi una corrispondenza su quel drammatico momento possa sembrarvi pleonastico e terribilmente datato. Lo faccio lo stesso perché farlo mi riporta alla giovinezza e perché non si sa mai che, dai ricordi e dai ritagli stampa, non spunti un indizio inedito e in quanto tale utile proprio alla “studiosa di cose complesse” (come ho letto amate chiamarla), Stefania Limiti.

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All’Emeroteca del Congresso, a Washington – D.C., ho cercato e trovato (si trova tutto!) i numeri di un settimanale italiano dell’epoca (Epoca, appunto, si chiamava!) che dedicò a quel tragico (in parte ancora non chiarito) episodio, ben otto puntate (dal 15 gennaio al 5 marzo del 1967)  presentando, in esclusiva, in Italia, un documento che venne descritto “fondamentale e indispensabile per tutti coloro che vogliono conoscere l’uomo, i tempi, i segreti e le battaglie della Nuova Frontiera”. Un testo a firma di William Manchester che certamente saprete essere stato incaricato a suo tempo da Robert Kennedy (in quel momento ancora vivo), il 5 febbraio del 1964, di scrivere un ampia rievocazione che descrivesse i fatti della morte del Presidente Kennedy il 22 novembre 1963 e tutti quelli ad essa connessi. Oggi vi trasmetto le immagini (che bel magazine era il vostro EPOCA!) delle otto copertine e la breve presentazione del documento che si diceva “stesse turbando il mondo”. Quello di Manchester fu il primo dei 40.000 libri che poi furono scritti. A noi, della vecchia guardia, hanno insegnato che si parte dalla prima pagina per cui se siete interessati all’argomento, dopo le copertine, potrei mandarvi la riproduzione dei contenuti dei fascicoli che uscirono nel vostro bel Paese ma che avreste potuto dimenticare o non avere a disposizione o, essendo la Limiti una giovane signora, a suo tempo non aver letto. Come ho detto, viceversa, nella biblioteca/emeroteca del Congresso, si trova tutto, tranne, a volte, la verità.

Buona lettura e…fatemi sapere.

George Shi

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P.S.

Gli algoritmi che studio (vorrei fare anche un esperimento – se trovo i soldi – dematerializzando e acquisendo tutti i 40.000 testi dedicati ai Kennedy), mi cominciano a suggerire che le verità nascoste si cercano anche grazie all’individuazione (questo sì che è essere investigatori sofisticati!) del “rimosso”, per volontà o meno, dagli atti ufficiali. Sembro pazzarello ma se tale non fossi vi avrei mai scritto chiedendo, alla mia veneranda età (e non vi dico quale sia) di poter collaborare ad un marginale ed ininfluente blog quale notoriamente è il vostro?

P.S. al P.S.

Mi piace questa definizione (“studiosa di cose complesse”) che date degli storici contemporanei.