La bella Dionisia, rimanendone delusa, deve aver avuto un amante russo 

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Dionisia, di cui un giorno, in fase di “accettazione” quale salvifica collaboratrice (i nemici di Ipazia e miei personali avevano agito perché rimanessi solo o mal accompagnato), ho mostrato la seducente schiena (non mi sono spinto oltre volendo che questo blog mantenesse una qualche aureola di “perbenismo”, almeno in campo sessuale), deve aver avuto cattive esperienze (anche erotico-sentimentali?) con maschi di origine russa. Non si spiegherebbe diversamente, in questi tempi di buonismo diffuso nei confronti del duce del Cremlino, tanta spietata analisi e lucido disprezzo, anche di tipo personale. Si capisce che Dionisia, ogni volta che scrive di Putin e della sua politica estera o quando allude al tasso di democrazia che lo zaretto/zarino/zainetto consente in Russia (particolarmente alla stampa), ci mette “del suo” a non fargliene passare una che sia una.

Dionisia, sagace, ha capito che il Leone Ruggente ci va a nozze su questo terreno e se ne approfitta. Comunque, che sia per merito di Dionisia o per colpa di Leo, in questo blog non ci fidiamo di quelli che dimenticano troppo facilmente Yalta e le conseguenze di quell’accordo relative alla nostra mancata adolescenza prima ed età adulta dopo: parlo della assenza di una vera sovranità nazionale e di un sostanziale ruolo propositivo in politica mediterranea anche a causa di Mosca e della sua “gladio rossa” e non solo delle, da sempre, indagate e apertamente denunciate interferenze, post Seconda guerra mondiale, anglo-americane.

Khodorkovsky

Michail Borisovič Chodorkovskij, Михаил Борисович Ходорковский

 

La verità è che di quella ragazzina fresca e, diciamolo, molto bella, quale era la Repubblica Italiana, si sono approfittati in molti, sottoponendola, a volte da violentatori singoli, a volte in “branco”, a ogni tipo di perverse sevizie quali sono state principalmente la Mafia – lasciataci dopo la lunga estate del ’43 a farla da padrona in Sicilia prima e nel Paese tutto dopo – e l’ideologia comunista nella versione post bellica elaborata a Mosca (ma anche a Roma) quale teoria e prassi di sopraffazione, di dittatura e di morte.

I nazifascisti misero in moto un meccanismo “trita vite” che fece milioni di morti ma altrettanto riuscirono a fare gli adepti di Giuseppe Stalin negli stessi anni, dentro e fuori i propri confini.

Non sapere che Putin è – per nascita, formazione e scelta culturale – un comunista sovietico addestrato nel KGB, è pericoloso; non sappiamo che farcene di ingenui disinformati.

Non sapere che Putin è un criminale “comunista” denota, in chi non lo temesse come uno spietato assassino, o del cretinismo organizzato o una assoluta malafede tendente a mascherare le proprie scelte opportunistiche compreso il fatto che uno sente un suo diritto arraffare soldi e protezioni dove può.

Putin è figlio di una “formazione culturale” che  organizzò e giustificò lager che durarono più a lungo e fecero morire tra atrocità indescrivibili più persone di quante fossero riuscite a massacrare i nazisti e tutti i loro esegeti. Non è un bel primato, ma è un primato.

Putin è cresciuto e ha giurato, da grandicello, fedeltà a quella catena di comando che aveva coperto quella poltiglia di feci e di sangue (gelido) che furono i Glavnoe Upravlenie Lagerej, cioè i GULAG.

I Gulag furono chiusi, da Gorbaciov, nel 1987 quando Putin aveva trentacinque anni.

Chiedete a Putin cosa pensi di Gorbaciov e quanto pesi oggi in quella parte del mondo dell’ex impero sovietico che è la Russia?

USSR

Chiedete a Putin chi sia Alexander Solzenicyn e, nel caso lo conoscesse, di dirvi cosa ne pensa. Per non parlare di Vladimir Bukovskij (hanno lo stesso nome proprio per cui vi potrebbe andare meglio) e provate a chiedere all’amico fraterno di Berlusconi cosa ne pensi del libro uscito in Italia nel 1999, Gli archivi segreti di Mosca scritto appunto da Bukovskij?

Su chi sia in realtà l’uomo che ha fatto finta di non sapere che gli toglievano (gli ex colleghi del KGB?) di torno oltre 250 giornalisti ficcanaso potete sbizzarrirvi ma non provate a spacciarlo per altro se non uno di cui, dopo la morte, tutti scopriranno la vera natura e i segreti delle perversioni oggi indicibili. Come per Hitler, come per Stalin.

Le troppe Le Pen francesi prendono soldi ed ordini da Putin e non viceversa. I troppi Salvini italioti vorrebbero prendere ordini da Mosca e un po’ di soldi.

Per sapere chi in realtà faccia soldi con gli ex comunisti sovietici, basterebbe chiederlo, nei modi opportuni e a norma di legge (niente torture) al bolognese Valentino Valentini di cui altre volte vi abbiamo parlato.

Nel groviglio bellico e affaristico pericolosissimo che è in essere, Matteo Renzi prende ordini da personaggi (ormai anziani) che hanno promesso di sostenerlo ma che non si sa se nei prossimi mesi saranno a loro volta in grado di reggersi in piedi, per età e per l’esito delle elezioni statunitensi. Esito che, con effetto domino, arriveranno a farsi sentire fino dalle parti di Gerusalemme.

Siamo quindi – di fatto – tra Scilla e Cariddi, come dopo Yalta, tra un dittatore “comunista”  e non si sa chi vincerà le elezioni in USA. Non male per essere stati tra i paesi che hanno dato vita all’Europa!

Sceglierò sempre, per non far morire la speranza, i bravi ragazzi, cittadini onesti e un po’ inesperti, autorganizzatisi nel M5S. Basta che, dopo il 18 dicembre p.v. giorno in cui terrà il convegno Intelligence Collettiva: le informazioni al tempo di internet tra potenzialità e minacce,
i grilli (li chiamo così affettuosamente) non si distraggano e perseguano la strada ben scelta di dare vita a luoghi e comportamenti che tengano, nella dovuta considerazione che solo un’intelligenza dello Stato diffusa e consapevolmente difesa dalla maggioranza dei cittadini, consente di affrancarsi dalla schiavitù sostanziale che è l’assenza di una politica estera liberamente scelta.

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I vincitori della Seconda Guerra Mondiale hanno certamente avuto il merito di sconfiggere il nazifascismo ma hanno lasciato come complessa eredità (tra le altre) il Comunismo, che ha allevato gente antidemocratica come Vladimir Putin. Fino a prova contraria. Ma siccome di prove contrarie Putin non ne ha fornita una che sia una (a meno che il fatto che si contamini in losche frequentazioni e prassi innominabili con un anticomunista doc come Silvio Berlusconi non sia da considerare una prova a discarico attestante una natura incompresa di sincero democratico), adorarlo e leccargli il… non ci sembra cosa buona e giusta.

L’Italia si è beccata (come altri paesi mediterranei) il peggio di quanto i “vincitori” hanno avuto necessità di imporci.

Per non parlare dei passaggi, “a pizzicotti sul culo”, che si sono presi altri quasi fossero ancora truppe marocchine impegnate, in Ciociaria, a combattere i nazifascisti in ritirata ma anche a sodomizzare, per bottino di guerra, la nostra gioventù.

La politica estera, come  diciamo da queste parti, è tutto. Ora la resa dei conti si farà, come sempre abbiamo sostenuto, su questi terreni: guerra e politica estera.

Proviamo a non affidare, ancora una volta come nella storia troppe volte abbiamo fatto, le nostre sorti, nel terzo millennio appena incominciato e pur già tanto insanguinato, a vaneggiamenti di incolti adoratori dello zar di turno. Scegliere Salvini è come se uno dicesse “Alvaro Vitali For President”. Vi fareste guidare nella tempesta in essere da un individuo un po’ Cetto La Qualunque e un po’ Alvaro Vitali? Così è Salvini e non solo perché così di fatto lo rappresenta Maurizio Crozza.

Noi continuiamo a scegliere consapevolmente Luigi Di Maio (e tutti i cittadini che coraggiosamente si sono fatti avanti nel M5S) per la sua motivazione rispettosa – a tempo determinato – verso la cosa pubblica. Abbiamo bisogno di persone ferme nell’animo e vigili del dettame costituzionale che con tutti gli ovvi limiti possibili fu redatto e ragionato da giuristi di grande qualità e politici/intellettuali che erano riusciti a resistere alla carneficina e non da personaggetti alla Denis Verdini (catturando) puntellato e consigliato dalla paradossalmente ora traballante Maria Elena Boschi.

Con cotanta classe dirigente, come è possibile che non finisca, un’altra volta, in tragedia per la nostra bella Italia? Salvini, Verdini, Renzi, il padre di Renzi, Boschi, il padre di Boschi potranno difendervi dalla complessità (chiamiamola così) incombente? Se decidete di tenerveli, in ore tanto gravi, contenti voi, contenti tutti.

Oreste Grani/Leo Rugens

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