Può un pentalogo (non il Pentagono) motivare qualcuno ad andare in guerra?

goffredo di buglione

Siamo tutti avvezzi all’idea che esistano i “decaloghi” (deca-dieci, logos-parola) ma è più difficile mettere a fuoco subito che il termine “Pentalogo”, fuorviati come siamo dall’idea che esista un “Pentagono” (parlo del cuore delle capacità di attacco e di difesa degli Stati Uniti d’America) corrisponda ad un decalogo di ridotte dimensioni: la metà, penta, di dieci, cioè cinque.

Come suggerisce l’antropologa Ida Magli, anch’io ritengo che in pochi conoscano il Pentalogo di Maastricht che ha condizionato, a partire dal 31 agosto del 1992 (quel giorno compare sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee – classificata C224, 35° anno – il testo del Trattato) le vite di centinaia di milioni di persone.

Un trattato – dice sempre la Magli – il cui testo sembra scritto da esseri alieni (per cui, necessariamente, fioriscono le leggende complottistiche di forze misteriose che hanno imposto la “prigione economica” come soluzione alla complessità del divenire delle cose e dei comportamenti umani) i quali sono degli umani che in base ai loro concretissimi interessi di denaro e solo di denaro, hanno voluto imporre a popoli certamente anche “casinisti” ma tutti altamente civili per individualità e specificità di territorio, di paesaggio, di lingua, di cibo, di letteratura, di arte, di musica, di modi diversi di concepire la bellezza e l’idea stessa di civiltà, una omologazione intorno al dio denaro che li ha sfiancati, resi ancora più litigiosi di prima e predisposti a farsi trovare disarmati nell’ora dell’attacco. Disarmati dell’unica arma che li avrebbe protetti per i secoli in avvenire cioè la ricerca di una forma di civiltà piena, forte, matura, felice fatta della somma di milioni di intelligenze sinceramente e spontaneamente traumatizzate dalla sequenza di guerre fratricide e pronte a non ripetere l’errore dei massacri appena ultimati. Che cosa potessero servire i cinque punti di Maastricht rispetto al rafforzamento di questa richiesta di cultura e di bellezza che cresceva dal basso, nelle ovvie diversità ma ovunque in Europa, rimane il nodo da sciogliere per decidere se di complotto di “alieni” si sia trattato o di cretinismo di avidi pervertiti violenti che si sono fatti “massoneria”.

goffredo

Nell’ora più buia per ciò che, tra l’altro, il Califfo e i suoi seguaci pensano ed attuano, i vostri rappresentanti politici ed economici, sempre più confusi e sinceramente spaventati, cominciano a pronunciare, ormai fuori tempo massimo, la parola “cultura”. In presenza di tale imbarazzante paradosso mi sembra doveroso postare i cinque parametri per consentirvi di riflettere se ritenete possibile consentire ancora agli stessi di guidarvi dopo averli conosciuti per gente che pensava che con queste quattro cifrette si potesse cambiare/salvare il Mondo.

Che minchia di visione politica emerge da questi numeretti?

Cosa avrebbero dovuto generare queste formulettine e regoline di utile per armare i “sudditi europei” nell’ora della battaglia?

Chi mai si sentirebbe pronto ad affrontare i pericoli e a respingere gli assalti dei motivatissimi seguaci del Califfo, dopo aver fatto anni (oltre 23!) di addestramento formale (così si chiama  in gergo militare) capace solo di far venire il latte alle ginocchia e a spegnere ogni forma di entusiasmo alla vita. Se non sono alieni complottisti, certamente, i vostri governanti, sono dei cretini pericolosissimi contro cui ogni ammutinamento è lecito se non doveroso.

Il Pentalogo di Maastricht era questo, parola più, parola meno:

1) l’inflazione non deve superare di più dell’1,5 per cento quella dei tre Stati più virtuosi;

2) il tasso d’interesse a lungo termine non può essere più di due punti sopra la media dei tre Stati suddetti;

3) negli ultimi due anni bisogna aver rispettato i margini di fluttuazione dei cambi all’interno del sistema monetario europeo e non aver mai svalutato la  propria moneta rispetto a quella degli altri paesi membri;

4) il deficit annuale delle  amministrazioni pubbliche non può eccedere il 3 per cento del Pil;

5) il debito pubblico complessivo non può essere superiore al 60 per cento del Pil.

Con questa giaculatoria biascicata centinaia di volte sia pur con toni di voce diversi da Romano Prodi e da Silvio Berlusconi o dai loro ministri preposti, poi da Mario Monti ed Enrico Letta, pensavano di prepararvi alla complessità del pensiero ottomano che prova a tornare? Sfrantumandovi il cervello e le tasche con queste formulette nevrotiche ispirate ai loro rituali autistici, pensavano di prepararvi a conoscere per deliberare sul vostro futuro? Latinorum, latinorum e ancora latinorum perché non vi accorgeste che il norcino Denis Verdini diveniva il ripensatore/riestensore della Carta Costituzionale mentre l’Orso russo affilava gli artigli e i nemici di Dreyfuss e gli eredi del petainismo antisemita e filonazista, rialzavano la testa in Francia.

buglione

La verità che ci potrebbe essere sotto è che questi mascalzoni vi hanno tenuto in gabbia per fiaccarvi e questo tradimento potrebbero averlo compiuto scientemente perché sono al soldo di quelli che vi attaccano. L’oppio dell’economia (si fa per dire!) a voi perché i sanguinari supermotivati affiliati all’ISIS, vi trovassero inebetiti. Si vince sempre con le quinte colonne e il tradimento “da dentro”. Ora, come vi è dato leggere, si pente quell’ur-logista di Tony Blair e ogni giorno ve ne racconta una delle sue nefandezze e doppiezze. Quando quelle  stesse cose avesse provato a dirvele la controinformazione della rete sarebbe stata aggredita e bollata di complottismo populista farneticatore.

Che razza di gentaglia siano i governanti che vi sembrano in altri momenti credibili e “per bene”, lo raccontano loro stessi quando la paura del Granchio d’Acciaio, pronto a ghermirli, si fa evidente. Come nel “Caso Blair”, appunto.

Le quinte colonne devono essere messe nelle condizioni di non nuocere ed è ora che di questo si parli e su questo ci si esprima o si accetti che gli stessi che vi hanno consegnato ai carnefici abbiano ancora il diritto di parola se non addirittura l’opportunità di continuare a governarvi.

Oppure si facciano avanti quelli che dal “pentalogo” si sentirono motivati. Così sappiamo subito chi spedire in Libia alla caccia di Al Baghdadi.

Oreste Grani/Leo Rugens