Si avvicina il convegno “Intelligence collettiva” e il consiglio affettuoso e rispettoso è che “nessun dorma”, soprattutto dopo

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L’84enne Lamberto Dini, recentemente, ci ha informato di praticare il sesso due volte la settimana e senza aiutini, questo dopo che con una veemenza che mi fu subito sospetta (penso di essere stato il primo a denunciare – mai smentito – la presenza negli organigrammi del costituendo partito Rinnovamento Italiano di tale Pompa certamente Pio) aveva fatto di tutto (riuscendoci) perché la presidenza del COPASIR, che per consuetudine spettava al maggiore partito dell’opposizione parlamentare, cioè il M5S, andasse invece all’inoffensivo leghista Stucchi.

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Con una strategica paziente marcia di avvicinamento al cuore del problema di ogni democrazia (chi custodisce i “custodi” della Repubblica e quindi chi e come viene reclutato, selezionato e promosso alla guida dei Servizi di Intelligence?) finalmente, venerdì 18 p.v., con il convegno “Intelligence collettiva” il M5S, anche e non solo per merito del cittadino parlamentare Angelo Tofalo, sbuca, dopo un prudente percorso carsico, al centro dell’agorà parlamentare-telematica e prova a riprendersi quella posizione di guida che solo l’inesperienza del momento e il mestare di individui sempre al servizio di interessi di Paesi terzi quale può essere stato ancora in quella occasione Lamberto Dini, rese impossibile.

C’è un tempo per ogni cosa, continua a suggerire, da oltre 2500 anni, il saggio testo dell’Ecclesiaste e venerdì è tempo per dare dare inizio a quel gran cambiamento in questo settore nevralgico della vita democratica repubblicana senza il quale tutto potrebbe essere vano. La scelta culturale che si intravede, anzi, che ormai emerge, dal tema del Convegno e dalle modalità con cui è stato organizzato, ci rassicura che, con la lentezza propria di chi sa muoversi per cerchi concentrici di conoscenza e di progressiva presa di coscienza della complessità della materia che chi aspirava a poter/saper giocare al Grande Gioco, sa quello che sta facendo. Come sapete, da qualche anno (dicembre 2011) per rinnovare (?) le risorse umane a cui affidare le sorti della sicurezza nazionale e quella parte di responsabilità internazionali che sono ancora implicite nella adesione alla NATO e alle sue declinazioni, chi era già responsabile da anni delle inadeguatezze del settore, si indirizzò verso le università per dare vita al reclutamento di intelligenze capaci di analizzare le complessità geopolitiche in atto e sempre più pericolosamente in divenire.

Non è questa la sede per dire altro su questo giusto ma complesso approccio e come stiano andando queste campagne di reclutamento. Non sta a me e a questo blog. Dico solo, facendo i migliori auguri agli organizzatori del Convegno e a chi ha già deciso di intervenire che, come si vedrà certamente nei momenti successivi a questo esordio, provare a dare vita al Grande Cambiamento Culturale nell’ambiente di cui stiamo parlando, potrebbe essere la cosa più complessa che, fino ad oggi, con infinito coraggio, i giovani grilli hanno saputo realizzare. Dal 19 dicembre 2015, non sarà una passeggiata. Fatelo dire a uno che nella sua semplicità per aver sottovalutato “le reazioni e resistenze al cambiamento”, ci ha rimesso moltissimo e, per poco, non ci rimetteva tutto. Anche se stesso.

Oreste Grani che si augura, in questo campo minatissimo, che il M5S, sappia indicare un’alternativa a quanto fino ad oggi si è ritenuto sufficiente per affrontare la drammatica guerra tra la gente ormai in essere.

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