Oggi non pochi cittadini aggregatisi intorno al nucleo del M5S irrompono nel campo strategico dell’Intelligence

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Oggi si fanno i conti nell’aula di Montecitorio dove il M5S tenta (inutilmente) di far “cadere” la spavalda e ad oggi intoccabile ministra Maria Elena Boschi. In realtà, mentre in molti staranno dietro a questa vicenda etrusca che troverà viceversa la sua soluzione in altra sede e in altri tempi, alla stessa ora comincerà, low profile, la lunga marcia verso il grande cambiamento culturale necessario nel campo dell’Intelligence e della sicurezza realtà che hanno un senso e una legittimazione solo e unicamente se si sviluppano ed “agiscono” al servizio della Repubblica. Al servizio della comunità nella sua interezza e non per favorire, di volta in volta, chi, a tempo determinato, detiene il potere.

A volte, come nel caso in essere, senza neanche una ampia legittimazione tecnico-giuridica.

Per decine di anni, in molti hanno tentato di “riformare” questo settore per evitare che, all’interno dei servizi, troppi “Pietro Musumeci”, “Giuseppe Belmonte”,” Maurizio Broccoletti”, “Bruno Contrada”, “Michele Finocchi”, “Riccardo Malpica”, “Nicolò Pollari”, “Giuseppe Santovito”, tra gli altri e per citare i più noti, ma, alla fine, le difficoltà e, temiamo, troppe inadeguatezze, hanno continuato a condizionare la difesa degli interessi della Repubblica. Vediamo se, come in tutti gli altri campi in cui si sono inoltrati, i giovani cittadini, fattisi grilli, riusciranno a provocare enzimaticamente il Grande cambiamento culturale necessario ad affrontare la “guerra tra la gente”, ormai scoppiata. Certamente, siamo in grande ritardo ma è sempre meglio di niente. Complimenti e auguri per aver dato il via alla “lunga intelligente marcia”.

Oreste Grani/Leo Rugens e la Redazione tutta