La conversazione

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Ascoltare, registrare e impadronirsi delle vite degli altri espone al rischio sia di confrontarsi con il male – se guardi l’abisso, l’abisso ti guarda – sia di non considerare gli effetti del proprio lavoro.

In entrambi i casi si viene trasformati dall’oggetto osservato giacché, è risaputo, il male corrompe più del denaro, mentre compiere un atto che potrebbe causare del male (fosse anche l’eliminazione di un pericoloso terrorista) lascia una traccia indelebile.

L’occasione di tale riflessione, semplice semplice, è il disagio che un uomo di esperienza ha ricavato dalla visione de “La conversazione”.

Il debito per questa riflessione è nei confronti di Oreste Grani.

Dionisia