Scorrendo il curriculum vitae di un ex tesoriere del Partito Radicale si ha un idea di quanto denaro giri nella politica italiana

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Donne e uomini complessi questi radicali. Marco Pannella è stato un gigante della vita politica italiana e la sua ormai sostanziale assenza è uno dei tanti punti deboli della Repubblica e di un vero dibattito politico. Emma Bonino, in troppi, non l’hanno voluta ai vertici della vita del Paese; gli altri radicali (migliaia) sono in diaspora. Dieci anni addietro la vita mi ha fatto incontrare (lo vedevo agire “da fuori” ma non ci eravamo mai conosciuti personalmente) e frequentare un radicale che ha avuto un peso e uno strano ruolo nella storia di quel atipico partito: Danilo Quinto.

Non entro nel merito di quanto ha diviso, fin dentro le aule dei tribunali, Quinto dalla oligarchia radicale. Si sono accusati reciprocamente di tutto e penso di ricordare bene che, alla fine, Quinto è uscito con le ossa rotte dalla vicenda giudiziaria. Ma di altro voglio farvi partecipe e cioè del curriculum dell’ex dirigente radicale che, mettendo in ordine il mio archivio, ho ritrovato, dopo dieci anni. Me lo aveva consegnato, a mano, il Quinto stesso, (era appunto il 2005) fresco di dimissioni da quel partito a cui aveva dedicato 25 anni della sua vita. Un quarto di secolo a fare  solo e unicamente “politica” a vantaggio di idee e trattando un mare di soldi da trovare e da spendere. Il motivo ultimo della pubblicazione del documento e mostrare la quantità di soldi che comunque in quegli anni sono girati nel soggetto giuridico “radicale” che certamente non si può portare come esempio di un luogo di malaffare o un comitato d’affari coperto al servizio di interessi inconfessabili. Stiamo parlando dei più per bene in assoluto nel panorama politico nazionale, eppure il giro delle mi ha fatto veramente impressione.  Spero che il Quinto, se informato, non me ne voglia. Qualora così fosse, sono pronto, seduta stante, ad oscurare il post. Viceversa, voglio che sappia che pubblico la sua storia politica-professionale  con la volontà di fargli cosa gradita. Lo faccio anche in spirito di servizio verso la necessità che i cittadini sappiano quanto (intendendo anche soldi) è sotto inteso e implicito alla attività politica.

Oreste Grani/Leo Rugens

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