Chi consiglia chi e custodisce chi. E a che prezzo lasciamo che questo avvenga

Nomos & Khaos

Oggi inauguriamo, sul finire dell’anno, quando in molti potenti e consulenti dei potenti sono in (meritata) “vacanza”, una serie di post dedicati  a personaggi che si sono guadagnati da vivere negli ultimi dieci anni guardando le spalle alla Repubblica e al suo popolo sovrano. O forse, no!

Vediamo chi (tra gli altri) ha fornito, alle nostre istituzioni (opportunamente retribuito) un quadro approfondito della situazione mondiale, sia nel suo complesso che su temi e spazi geografici specifici, per individuare nuove tendenze, opportunità, rischi e percorsi di politica internazionale e seguire l’evoluzione delle variabili di maggiore criticità economica. Cominciamo dalla struttura consulenziale che Nomisma (idee, metodi e numeri per l’economia) ha creato nel 2002, sotto la direzione (all’epoca) del Generale Giuseppe Cucchi, denominandola Osservatorio Scenari Strategici di Sicurezza – OSSS.

L’Osservatorio, dal giugno del 2006, è passato sotto la direzione del dr. Alessandro Politi che, da quel momento in poi (quindi molto prima dello “scoppio” della Grande Crisi Finanziaria Mondiale) si è avvalso, oltre che di risorse interne, di una rete a geometria variabile di specialisti nazionali di rilevanza internazionale. Non ci interessa, per dire ciò che vogliamo dire, se esista ancora tale luogo salvifico per le sorti della Repubblica, chi lo diriga oggi e se sia ancora Alessandro Politi. La Macchina del Tempo, di sua intelligente iniziativa (vi ho detto in altro post che tale apparecchiatura di mia esclusiva proprietà è auto-apprendente) ci ferma a “prima” della caduta di Ben Ali, Gheddafi, Mubarak e a prima dell’Inizio della catastrofe siriana e alla nascita del “non” sedicente califfato. Si è fermata “prima” per motivi che appaiono ovvi: vuol farci vedere chi abbia detto parole che avessero un senso “prima” degli avvenimenti e non, paraculescamente, dopo.

L’Osservatorio di cui sopra, per anni, ha pubblicato Nomos & Khaos, il Rapporto sugli Scenari Strategici e l’Economia, pensato quale strumento di analisi e proiezione per i grandi decisori (ovviamente, si fa per dire!) politici ed economici nazionali e per tutte quelle realtà che hanno presenze ed interessi influenzati dalla globalizzazione. Lo scopo del Rapporto era (scrivo era perché poi vedremo se mai questo sia mai avvenuto) di fornire loro un panorama dinamico delle opportunità e delle sfide, dei nuovi assetti e delle turbolenze in modo da orientare le proprie decisioni in un contesto globale. La logica del volume che si poteva intravedere, ancora negli ultimi mesi del 2006 (per l’esattezza il 20/11/2006 alle ore 12:02 PM), era di guardare al mondo da italiani con occhi europei, tracciando già le possibili strade future in modo da essere attori e non spettatori delle nuove trasformazioni.

Fox and Grapes

Avete certamente capito che il testo di questo post è scritto parafrasando le corbellerie autocelebrative che nel web venivano pubblicate a cura di Nomisma.it. in quel momento “storico” quando Romano Prodi tornava alla  guida del Governo dell’Italietta alternandosi a quell’altro capolavoro di Silvio Berlusconi.

A noi il compito facile di offrire un euro (quello ci possiamo permettere) a chi dovesse trovare (il tema per oggi è circoscritto alla grande crisi finanziaria del 2007  e alla caduta di Gheddafi, Ben Ali, Mubarak) un solo paragrafo del Rapporto sugli Scenari Strategici e l’Economia (andandovelo a cercare) di quell’anno e i successivi che prefiguri il divenire delle cose. Zero spaccato!

A queste affermazioni categoriche, tanto per farmi del male ed aumentare il numero dei nemici personali, aggiungo i curricula dei quattro maggiori elaboratori ed estensori, a quella data, del rapporto Nomos & Khaos (che nome, bello e colto!). Tutta gente che (si deduce dai dati forniti) ha studiato, anche in posti prestigiosi. Eppure, niente pre-visioni di una qualche rilevanza o allarmi utili a non intraprendere strade pericolose o, peggio, senza ritorno.

Fine dei bonari sfottò a persone per bene e di valore che certamente non si meritano, da parte di una volpe che desiderando l’uva non riesce a fare il balzo (il sottoscritto), un tale trattamento. Eppure ci deve essere un perché di tanta inadeguatezza? A Nomisma giravano e girano anche molti soldi e quindi i ricercatori non potevano/possono lamentarsi del solito motivo di carenza di pecunia. Io penso e me ne assumo la responsabilità che se uno appende l’asino dove il padrone vuole non serve la verità e il Paese che, quando si sceglie di dedicarsi a temi attinenti la Sicurezza Nazionale, deve essere considerato il vero committente. Punto. Difficile lavorare per Nomisma e provare a servire gli Italiani quando i tutor di Nomisma SPA sono tutti personaggi sul libro paga di Paesi terzi. E che Paesi, e che paghe!

Oggi abbiamo incominciato da quelli colti di Nomos & Khaos perché li sappiamo nelle simpatie di nostri ex collaboratori e collaboratrici (a cui dobbiamo la spiegazione del motivo primo per cui non ci fidiamo più di loro) ma avremmo potuto cominciare dall’ISPI, o da ICSA, o dalla Link Campus.

Buona ricerca nei rapporti Nomos & Khaos. Di questi tempi, in fin dei conti, un euro non è poi così poco.

Oreste Grani, solo per oggi, non Leo Rugens ma volpe invidiosa.

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