Se papa Francesco riesce a fare pulizia, in Italia, possiamo solo averne vantaggio

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Il grado di non chiarezza (a prescindere da un necessario effetto alone che deve lasciare non del tutto chiariti alcuni aspetti delle istituzioni di cui si ragiona) che ancora circonda le nostre agenzie d’Intelligence (Aise/Aisi), è testimoniato, tra l’altro, da un eccessivo numero di quesiti affidati alla rete, formulati con delle inesattezze se non eccessive ingenuità. Molti dei “postanti” le domande, ad esempio, ritengono che esistano ancora, dopo anni dalla soppressione, il SISMI e il SISDE; altri arrivano a chiedere quale sia la “divisa” dei servizi segreti; molti (troppi) chiedono – soprattutto – quanto si guadagni nei “servizi segreti”. Comunque, l’interesse per il settore è altissimo, tanto che noi, attraverso il labirinto telematico, abbiamo ricevuto ai post che negli anni a tali realtà abbiamo dedicato (“Quanto si guadagna nei servizi segreti?” Vi do un consiglio: non è questa l’ora di provare ad essere assunti. Stanno per essere mandati “tutti a casa”), decine di migliaia di accessi. Da qualche tempo, ci arrivano (senza che noi si possa dare ovviamente alcuna indicazione esauriente) anche richieste di come si possa essere assunti nei servizi segreti statunitensi o di altri paesi. Già quelli vaticani lo capiamo di più perché ad essi abbiamo dedicato alcuni post che per contenuto anche (diciamolo) qualitativo (Cosa c’è da spiare in Vaticano?), sono in grado di attrarre/indirizzare legittime curiosità o aspettative.

Comunque, mentre per gli USA mi risulta che ci sia la massima trasparenza per candidarsi e che ci si “possa provare”, inviando semplicemente un curriculum agli indirizzi elettronici delle maggiori agenzie governative, indirizzi che si trovano ben evidenziati nel web, per quanto riguarda lo Stato Vaticano, escludo tale ipotesi.

Nulla, ad oggi, mi risulta più riservato e necessitante di chiamate, “a servire nel servizio vaticano”, caratterizzate da rapporti fiduciari da parte di chi raccoglie la stima, esclusivamente, di Papa Francesco o del card. Pietro Parolin. Perché, come insegnano troppi episodi rimasti irrisolti e che hanno lasciato nell’opinione pubblica un vero sconcerto (l’impiccagione di Roberto Calvi; la sparizione di Emanuela Orlandi; il triplice omicidio ruotante intorno al vertice della Guardia svizzera; i rapporti certi della nomenclatura ecclesiale con Renatino De Pedis della Banda della Magliana, sepolto in terra santa o a quanto ancora si verifica in Vaticano se si deve prestare la giusta attenzione alle attività “relazionali e tecnologiche” della strana coppia rappresentata da Immacolata Chaoqui e da suo marito Corrado Lanino e ai danni affaristici che – per decenni – personaggi pseudo massoni hanno causato alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana), i “servizi segreti”, anche da quelle parti, si potrebbero (semplificando e me ne scuso) considerare – da troppi anni – “deviati” rispetto alle finalità istituzionali.

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Ma “l’aver deviato”, in Italia, lo sappiamo bene come può essere accaduto. Da noi, è bastato che, invece della Repubblica, a comandare e a far carriera, fossero Licio Gelli e la sua Propaganda 2. In questa anomalia è successo, di conseguenza, di tutto. Così deve essere stato, negli ultimi decenni, in Vaticano, visti i danni provocati. Intendo dire che deve essere esistita (esiste ancora?) una sorta di P2 “cattolica”. Non parlo ovviamente dell’Opus Dei che è una nunziatura a se stante e non di “stampo” massonico. Pericolosa ma  non latomisticamente connotata. Parlo di una “setta” con affiliati che hanno giurato altra fedeltà che quella dovuta al Cristo. A guardare bene, gli intrecci riscontrati investigativamente in quasi tutte le inchieste giudiziarie avviate e i tabulati telefonici che per “prestazione obbligatoria” si sono prodotti, la banda/consorteria/rete criminale potrebbe essere la stessa! E, per trovare il bandolo della matassa, basterebbe individuare chi, della vecchia lista piduista, ha ancora frequentazioni e troppo facile accesso nello Stato Vaticano o a figure insospettabili tra quelle stimate da Papa Francesco. Che per questo, a nostro modesto avviso, corre rischi.  Grande occasione quindi: nel fare pulizia, dovendo andare dietro alle sconcezze raccontate dalla intelligente Chaoqui e all’opulenza dei prelatoni, si potrebbero prendere dodici piccioni con una fava e, alla vigilia di drammatici eventi internazionali, trovare i caporioni/mestatori/quinte colonne/spie che da decenni traggono beneficio dalla frequentazione/controllo di esponenti della gerarchia vaticana (anche in molti casi ecclesiale) che presentandosi/offrendosi – ai mestatori di cui sopra – condizionati, nella loro vita di tutti i giorni, da continue compulsioni a soddisfare vizi inconfessabili, hanno concorso a deviare, sia il corso degli eventi storico-politici che hanno riguardato lo Stato vaticano e implicitamente la Chiesa che quelli della Repubblica Italiana. Le debolezze (sesso – semplice o perverso -, soldi, droga, invidie, ambizioni) di alcuni “preti”, sono diventati i cavalli di Troia per arrivare alle “nunziature apostoliche” sparse nel Mondo e alle loro capacità di raccogliere ed elaborare informazioni. Spesso, le uniche informazioni “segrete” sulla piazza, preziose in quanto non fonti aperte e che, se possedute, facevano la differenza nello svolgimento del Grande Gioco geopolitico. Questo è stata la vera posta in palio, per decenni, attraverso l’osmosi tra ambasciate dislocate a Roma, i palazzi romani e l’OltreTevere. Questa è Porta S’Anna, cruna dell’ago degli equilibri del Mondo. E una tale “ricchezza”, in Italia, l’abbiamo lasciata gestire, per decenni, a “gentarella italiota”, direbbe l’ibrido “stratega” Crozza/DeLuca?

La regia potrebbe essere (è!) la stessa. Ecco perché – tassativamente – si deve appoggiare l’azione di Papa Francesco e di chi lo sostiene. Non c’entra essere clericali o sudditi del Papa Re.

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Come per anni la corruzione e lo sterco del demonio hanno dominato gli avvenimenti in entrambe le realtà statutarie (quasi quello fosse il vero fine dei “concordati” mussoliniani-craxiani) e gli ipocriti e i viziosi si sono potuti tenere bordone, così, se il nodo viene, a fil di spada, reciso in Vaticano, in Italia, possiamo solo che avvantaggiarcene. A questo aspetto e a questo rizoma segreto, speriamo sappiano fare attenzione i forse ancora troppo giovani e inesperti cittadini organizzatisi nel M5S. Che così sia.

Oreste Grani/Leo Rugens