Oggi, 1 gennaio, è il vero compleanno del piccolo Lorenzo, mio adorato nipotastro

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Per i prossimi anni (quelli che mi saranno concessi), il tempo che va dalla fine dell’anno (31 dicembre) all’inizio (1 gennaio), cioè le ore della notte, saranno sempre legate al ricordo di quando un adorato nipotino acquisito (Lorenzo,) per un attacco ai suoi organi respiratori (era piccolissimo), se ne stava per andare, proprio il 1° giorno di gennaio. Il padre – saggiamente – insistette in famiglia sulla gravità della situazione e, in tempo in tempo, portato il “fagottino febbricitante” in ospedale, gli salvò la vita. In questa scaramantica evocazione ho usato, per 3 volte, il termine “tempo” e al Tempo dedico il primo post del 2016 di questo altrettanto salvifico blog.

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Rabino e filosofo

Occorre una  particolare intelligenza per scoprire il significato del tempo. Noi lo viviamo e vi ci identifichiamo tanto da vicino che non riusciamo ad accorgercene. Il mondo dello spazio, che circonda la nostra esistenza, non è se non una parte del nostro vivere: il resto è tempo.

Le cose sono sponde, ma il viaggio si svolge nel tempo.

L’esistenza non è mai spiegabile  in se stessa, ma solamente attraverso il tempo. Quando chiudiamo gli occhi, nei momenti di concentrazione spirituale noi riusciamo ad avere il tempo senza spazio, mentre non possiamo mai avere lo spazio senza il tempo. Per l’occhio spirituale lo spazio non è che tempo congelato, tutte le cose sono eventi pietrificati.

Abraham Joshua Heschel

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Filosofo e Rabino

Heschel, in questa sintesi di qualità superiore, usa 7 volte la parola “tempo”. Che il tre e il sette, siano di ottimo auspicio.

A Lorenzo, al fratello Valerio, ai genitori, ai nonni, agli zii e, soprattutto, alla Tata Ariela, un augurio di altri (tantissimi) “Capodanno”, sempre vissuti felici ma, mi raccomando, memori del pericolo scampato.

Oreste