Dove e come ha festeggiato il capodanno Valentina Nappi?

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In moltissimi lo vorreste sapere per certo perché in moltissimi siete attratti dalla “morbida” (direbbe Francesca Immacolata Chaouqui) ragazza campana.

In questo sito lo sappiamo per certo perché, dopo aver iniziato – solo per scherzo – un gioco intorno alla porno-star attribuendole ragionamenti politici impegnativi e legati al fenomeno dell’apatia culturale che ambienti massonici neo-aristocratici e profondamente antidemocratici, a nostro giudizio, cercavano in tutti i modi di alimentare, in un disegno organico e planetario, al fine di allontanare scientemente i cittadini dalla politica, in migliaia siete arrivati al nostro sito e non smettete evidentemente di cercare la Nappi nel web. Abbiamo a suo tempo chiesto scusa alla bella corvina che si era adirata del fatto (ci minacciò di querela) che le attribuissimo pensieri complessi ma questo non ha diminuito i flussi. Anzi, se si devono fare bilanci di fine d’anno, dopo i post che abbiamo dedicato al mondo dell’Intelligence (che sono primi nei motori di ricerca e primissimi tra i nostri articoli in quanto accessi) al secondo posto, nelle nostre classifiche, lo confessiamo, viene la produzione dedicata, scherzosamente e metaforicamente, alla Nappi.

Questo è il Paese e questo è il web: servizi segreti e belle donne. Forse è anche giusto che così sia e provare a contrastare la deriva naturale potrebbe essere velleitario se non “ridicolo”. Venghino signori, venghino perchè su questa pubblica piazza telematica si raccontano le avventure degli agenti segreti e delle loro pupe.

Oreste Grani vittima dello scherzo che lui stesso ha ideato e messo in atto. Vittima, si fa per dire, visto le forme della giovane donna.


VALENTINA NAPPI OVVERO COME LA DIMINUZIONE DELLA GOVERNABILITÀ DERIVI DALLA PERDITA DI LEGITTIMITÀ E DI AUTORITÀ DELLE ISTITUZIONI

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Gentile signorina Nappi, abbiamo provveduto, come le sarà facile verificare, a chiarire nella rete, contestualmente scusandoci con i nostri 4 lettori, il gioco provocatorio che avevamo costruito facendo riferimento al suo nome e alla sua intellettualità. Gioco che, come lei perentoriamente ci ha richiesto, abbiamo fatto cessare immediatamente. Rimane la simpatia per lei e per la sua evidente vivacità intellettuale. A prescindere dalla permalosità che non volevamo urtare.

Buon lavoro e buon divertimento a lei che, giovane e bella, se lo può permettere.

Nel richiedere ai nostri pochi (ma mai distratti) lettori, un segnale di attenzione alla notizia che, in esclusiva, abbiamo dato del ritrovamento della tesi di laurea della bella e “boccacciata” Valentina Nappi, ci aspettavamo (lo diciamo senza ipocrisie) un risposta affermativa ma mai potevamo immaginare un’ovazione come abbiamo ricevuto. Evidentemente, le fattezze della signora, fanno “alzare in piedi”, per approvazione, anche i morti. E, comunque, voi pochi ma intelligenti lettori, non sembrate, maschi o femmine che siate, certamente, “dei morti dormienti”. Non a caso, spesso, i nostri post finiscono con l’esortazione canora e politica,”nessun dorma”. Doverosamente e coerentemente, ci inoltriamo, quindi, sul terreno che amiamo di più (del vero, del falso e dell’autentico), lasciando, ancora una volta a voi, la soluzione dell’enigma se ci si trovi di fronte ad una disinformazione (voluta da Leo Rugens) o meno.

Il primo dei brani promessi relativi al tema “dell’apatia e della democrazia” che la Nappi ha inserito (sapientemente e seduttivamente), nella tesi di laurea sostenuta (la nostra fonte così ci informa), il 21 dicembre 2011, alle ore 9:00, presso l’Università La Sapienza di Roma, Facoltà di Scienze Politiche, è quello che segue, da leggere, con la dovuta attenzione e il nostro richiamo, ad alcune espressioni del tipo “…In pratica, la questione centrale é quella della governabilità”, “La diminuzione della governabilità deriva dalla perdita di legittimità e di autorità delle istituzioni”.

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Samuel Huntington inizia la sua relazione sulla crisi della democrazia negli Usa evidenziando come tra gli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta si sia raggiunta una situazione contraddittoria: il massimo di partecipazione politica e il minimo di partecipazione al voto. […] L’aumento della partecipazione fu la reazione alla concentrazione del potere nelle mani del potere esecutivo, in particolare del governo federale, a favore della riaffermazione del potere del parlamento e si sostanziò in una rinnovata spinta versol’ideale di uguaglianza e nella nascita di movimenti rivendicativi delle minoranze e delle donne. Un’altra contraddizione stava nel cosiddetto «squilibrio democratico», cioè nel fatto che il governo nello stesso tempo aumentava la sua attività, ma diminuiva la sua autorità. Due furono i fattori che, secondo il sociologo Usa, determinarono l’aumento dell’attività di governo: la corsa alla spesa militare e soprattutto la «svoltaassistenzialistica», che rappresenta la risposta alle domande collettive sorte sull’onda della spinta democratica degli anni Sessanta. L’aumento dell’attività governativa produce a sua volta l’aumento del deficit e del debito pubblici, l’inflazione, l’aumento della pressione fiscale e la crisi finanziaria. In sostanza, per Huntington, «la vitalità della democrazia negli anni Sessanta sollevò interrogativi sulla governabilità della democrazia negli anni Settanta. […] L’impulso della democrazia è di rendere il governo meno potente e più attivo, di accrescerne le funzioni e ridurne l’autorità». Del resto, la partecipazione produsse una maggiore ideologizzazione e soprattutto una perdita di fiducia non solo verso le istituzioni statali ma anche verso quelle non statali, come le grandi corporation, che perdono più consenso di tutte le altre istituzioni. Anzi, a differenza di altre epoche storiche, sono proprio i più attivi e partecipanti a nutrire maggiore sfiducia verso il governo. […] Dunque, rispetto a questa situazione, per Huntington la domanda da porsi non è più«chi governa?», ma «qualcuno governa?». In pratica la questione centrale è quella della governabilità, che Huntington definisce come dipendente «dal rapporto tra l’autorità delle sue istituzioni di governo e la forza delle sue istituzioni di opposizione». La diminuzione della governabilità deriva dalla perdita di legittimità e diautorità delle istituzioni. […] Huntington attribuisce parte della responsabilità ai mass media e soprattutto al rafforzamento del potere del parlamento. Di conseguenza, ritiene che vada potenziato il potere dell’esecutivo: «Se si vuole ripristinare l’equilibrio tra governo e opposizione, va rovesciata la tendenza al declino del potere presidenziale e va pure potenziata la capacità del governo di governare».

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Non male, per una semplice “gola profonda”. La corvina (per le chiome e il pube autenticamente neri!) Nappi, come vedete, ha fatto scelte culturali nette che non lasciano dubbi sulla sua intelligenza e comprensione di cosa oggi affligga la democrazia, in giro per il Mondo, in Usa, in Europa, e, massimamente, in Italia. Altro che culo, tette e bocca “pronta a tutto”! Comunque, buona lettura, senza porvi troppo il problema se la Valentina Nappi, laureanda o laureata, di cui scrive questo blog, sia proprio quella intervistata da Maria Latella e messa, da qualche mese, al centro del sofisticato dibattito voluto da MicroMega e dalla sua intelligente redazione.

Leo Rugens/Oreste Grani e la redazione tutta