Cuffaro ai suoi tempi non andava frequentato ma oggi al paragone di un Denis Verdini mi appare un gigante

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Come in molti, anch’io ho considerato un capolavoro il colloquio/intervista di Claudio Sabelli Fioretti con Totò Cuffaro, placcato appena uscito dal carcere, dove – dignitosamente – aveva scontato la pena a suo tempo comminatagli. Nell’intervista ho considerato particolarmente importante ogni riferimento alle condizioni oscene in cui versa la quasi totalità delle carceri italiane. A tal proposito, basterebbe rileggere e tener presente quanto in queste ore è uscito a firma di una cinquantina di detenute, dal carcere femminile di Sollicciano che, per chi non lo sapesse, è allocato nella civilissima regione Toscana che ha dato i natali ed il sostegno politico al vostro Capo del Governo. (http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/12/31/news/lettera_dalle_detenute_di_sollicciano_viviamo_peggio_degli_animali_-130431640/)

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Chi fosse Totò Cuffaro, mi ero premunito di saperlo prima di incontrarlo (dovevo assistere ad un colloquio tra lui ed un imprenditore che inutilmente consigliavo di evitare tali frequentazioni), facendomi redigere da un giovane collaboratore la scheda che oggi, recuperata nel mio sopravvissuto archivio, affido alla rete con il solo scopo di sottolineare che se le “soccorritrici” fonti aperte consentivano di elaborare uno scritto di questa natura che implicitamente, una volta letto, invitava ad una assoluta prudenza, mi dite perché in realtà gli imprenditori sono sempre tentati di “ingaglioffarsi” pur di rimediare una commessa? A prescindere da questa questione irrisolta che ormai, nel caso Cuffaro, lascia il tempo che trova, colgo l’occasione per affidare alla rete, qualora non la possedesse, la copia del “CONTRATTO CON I SICILIANI” che Cuffaro sottoscrisse nel giugno del 2001, scimmiottando Silvio Berlusconi. Cuffaro ha preso 7 anni per collusioni con la Mafia e li ha quasi tutti scontati. Ne avrebbe dovuti prendere 38/56/144 per quello che ha scritto, giurato, firmato e non fatto, durante quella pagliacciata di campagna elettorale. Come Silvio Nazionale che, invece, ancora gira a far danni. Ne fa pochi, ma ancora qualcuno lo fa. Il maggiore è quello, comunque, di aver tirato la volata a MATTEO RENZI,  con la complicità iniziale del macellaio pseudo-massoncello plurinquisito (ma lo vogliamo catturare?) DENIS VERDINI che, difficilmente, una volta scarcerato (ma quando lo arrestate?) saprebbe rilasciare un’intervista come quella che il reietto Vasa-Vasa ha saputo affidare alla abilità di Claudio Sabelli Fioretti.

Oreste Grani

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