“Napoli museo aperto”… fosse la volta buona

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Alvar Aalto, Sanatorio di Paimio, 1928-33, Finlandia

Un decennio fa, era il torrido 2003, ebbi la fortuna di viaggiare per diletto in Finlandia. Terra di boschi e di tundra, di laghi e di salmoni, di gente gentile e di alta tecnologia, secondo produttore al mondo di cellulosa, custode gelosa delle meraviglie architettoniche dell’architettura moderna (Alvar Aalto per tutti) che fiorì nel paese e delle poca vestigia dell’antichità sopravvissute.

Durante il viaggio mi capitò di notare che alcune sperdute chiesette nei boschi o in paesini fossero presidiate da giovani studenti che, era giugno, quindi durante il periodo delle loro vacanze, ci avvicinavano e in ottimo inglese ci chiedevano se ci interessava fare una visita dell’edificio e di usufruire di qualche loro spiegazione.

Fummo davvero colpiti quando in visita al sanatorio di Paimio (1928-33) di Aalto, arrivati dieci minuti dopo l’inizio di una visita guidata, giacché l’ospedale è perfettamente funzionante, apprendemmo che la guida se ne era andata a casa per assenza di visitatori. Ci scusammo per il ritardo, pregammo senza troppa convinzione ma sufficiente perché la signora alla reception alzasse il telefono e richiamasse la guida. Dopo una decina di minuti si presentò una giovane di bell’aspetto, sui diciannove anni, trafelata per la corsa in bicicletta e scusandosi per non avere aspettato più a lungo ci accompagnò per la visita, in inglese, della durata di un’ora. Visitammo tutto, ma proprio tutto lungo un percorso che mai ci fece incrociare i degenti; salimmo sulla terrazza che pare il ponte di una nave e da lì osservammo il mare verde di conifere che si estendeva all’orizzonte, salimmo con un meraviglioso ascensore di vetro esterno all’edificio alto oltre cinque piani poi visitammo la mensa fino a una stanza che aveva conservato lo straordinario arredo dell’epoca. Il tutto offerto dalla repubblica finlandese.

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Apprendemmo così che i giovani finnici, credo volontari ma se fossero di corvée è lo stesso, d’estate trascorrono un po’ del loro tempo  a facilitare il turista che visita il loro paese. Straordinario, pensai, chissà se a qualcuno venisse in mente di farlo anche in Italia, invece di lasciare palazzi e chiese chiuse da decenni. Utopia, fantasia, follia… ma vaffa!

Così, oggi apprendo con piacere la notizia che a Napoli, la splendida, con fondi europei qualche giovane si presti a svolgere quella funzione che sogno da un decennio, chissà.

Dionisia

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P.S. Quando B. strillò che la sede di un organismo della UE dedicato all’alimentazione doveva andare a Parma e non in Finlandia – terra a suo dire di scarsa cultura culinaria – l’ignorante non sapeva che i giovani finlandesi, con laute borse di studio, vanno a studiare in Francia ed esibiscono i diplomi nei loro ristoranti eccellenti, e bene fece la mezzo finnica Anna Falchi a sputazzarlo rivendicando un orgoglio nazionale memore forse di quando quattro gatti imbacuccati osarono affrontare perfino l’Armata Rossa quasi a mani nude.

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«Napoli museo aperto»: trenta chiese e musei chiusi da anni riaprono con 247 giovani

Guide turistiche e custodi, tutti non ancora trentenni, pagati dal progetto europeo «Garanzia giovani»
Napoli. Sono 247 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni operativi, come custodi e guide turistiche remunerate, in trenta chiese napoletane ricche d’opere d’arte ma da anni chiuse o degradate che da metà febbraio riaprono così i battenti tutto il giorno.
I visitatori potranno riscoprire le splendide e obliterate chiese di Santa Maria della Pietà dei Turchini e San Pietro in Aram grazie non ai giovani volontari, come accade in modo saltuario da tempo, ma all’opera di veri impiegati part time, al lavoro anche in musei, quadrerie e in dieci stazioni dell’arte della metropolitana.
Cultura e lavoro per i più giovani sono le linee guida del progetto sperimentale «Napoli museo aperto» volto a incrementare l’offerta culturale e ad aumentare le visite guidate anche ai musei cittadini. Aperti quindi anche, sabato e domenica pomeriggio, il Maschio Angioino e Palazzo San Giacomo,  consentendo più visite rispetto a quelle già previste il sabato.

I giovani prescelti hanno risposto alle selezioni di «Garanzia giovani», il piano europeo per la lotta alla disoccupazione che in Campania è tra le più alte d’Europa. Tutti iniziano con la formazione (sei mesi) che permetterà di affinare il mestiere di custode e guida turistica, già affrontato come volontari dalla maggior di loro; formazione retribuita 500 euro netti al mese oltre agli oneri assicurativi e la concreta prospettiva di fare «impresa culturale», unendosi in cooperative come previsto dal programma del Comune di Napoli.

Orari ed elenco delle chiese aperte, veri scrigni di capolavori come la basilica di Santa Chiara, San Paolo Maggiore, San Pietro a Maiella, San Giovanni a Carbonara, sono consultabili sul sito del Comune.
di Tina Lepri, edizione online, 7 gennaio 2016

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Anna Falchi, ex signora Ricucci

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