Censura

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Anni fa acquistai un manuale di fisica per le scuole superiori in tedesco, pubblicato a Vienna nel 1931. Costava nulla e ha belle immagini.

Sfogliando il secondo volume, arrivato a pagina 410 mi accorsi che era stato incollato un foglio bianco a coprire buona parte della pagina. Leggendo in controluce mi accorsi che era stata occultata una breve nota sulla teoria della relatività di Einstein.

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Perbacco, mi dissi, ma se Galileo o Newton fossero stati ebrei, che fisica avrebbero insegnato nei licei del Reich? Ovviamente nessuno scienziato o militante nazista avrebbe rinunciato ai calcoli di un fisico, matematico o chimico ebreo (fu un ebreo a inventare lo Zyklon B, ovviamente per altri scopi) se ciò fosse servito a distruggere gli ebrei e il mondo libero, e questo è un esempio perfetto di come l’ideologia accetti di buon grado l’incoerenza pur di raggiungere i propri scopi.

Un discorso a parte riguarda la medicina moderna e le scoperte di cui ha usufruito dalle sperimentazioni nei KL o sugli olandesi per ciò che concerne la dialisi (la Siemens deve avere documenti interessanti nei propri archivi).

Si avvicina il 27 gennaio giorno della Memoria, cominciamo a riflettere anche su queste cose e su dove può portare l’ottusità dei censori e dei loro sostenitori.

La censura, questo è il tema, ed essermi svegliata, martedì 12 gennaio 2016 e avere appreso una notizia risalente alla fine di dicembre scorso in merito al divieto espresso dal Ministero dell’istruzione israeliano di far leggere nelle scuole Borderlife di Dorit Rabinyan.

A dire il vero il fatto che mi sconcerta di più è che ministro dell’istruzione sia Naftali Bennet (tra parentesi i conti non tornano rispetto a quale ministero occupi) uomo che dall’informatica pare abbia tratto la sua fortuna vendendo la propria società, Cyota (software e crittografia) per 145 milioni di dollars! A me che vedo complotti ovunque viene da pensare male circa il significato di quel denaro opportunamente investito per trasformare un giovanissimo imprenditore in un politico conservatore di matrice religiosa.

Insomma, Einstein e Rabinyan, pesi e destini diversi, ma il tratto comune della censura o almeno della mezza censura che vietando nelle scuola la storia d’amore che ha per protagonista un intellettuale arabo (palestinese) fa andare a ruba il romanzo della signora, a conferma che la stupidità umana non paga il censore ma l’editore.

Dionisia

P.S. Che un uomo di scienza sia così ottuso sia stato chiamato a fare il ministro mi fa pensare davvero male sulla lucidità delle scelte di Benjamin Netanyahu.

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A giudicare dal modesto valore del volume, pochi euro (vedi ZVAB.com), ritengo sia stato un manuale diffusissimo, come diffusa e ben distribuita è la stupidità umana.