Bisifango

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Quando ero giovane (anni ’60) qualora un confezionatore/collocatore di un ordigno fosse stato maldestro o sfortunato e la “bomba” non esplodeva, lasciava la firma e, prima o poi, se lo si voleva trovare, era individuato e catturato. Erano le modalità di confezionamento che ne rivelavano l’addestramento di provenienza e l’ambiente di appartenenza tipo destra (quasi sempre), sinistra (rararissimamente), ambienti militari nazionali e internazionali (qualche volta).

In più, quelli che sapevano trattare la materia – “da maestri” – erano talmente pochi che si potavano contare sulle punte delle dita di due, massimo tre, mani. Lo stesso (un po’ più difficile ma comunque alla portata delle Forze dell’ordine) quando si doveva investigare sui confezionatori di disinformazioni o dossier veri e propri, artatamente confezionati. Per questo tipo ultimo di operazioni, spesso il servizi segreti nostrani (quando erano loro a doversi attivare per i più diversi motivi) erano coadiuvati da quelli “stranieri” caratterizzati dalle divisioni del mondo secondo le risultanze di Yalta. Non sempre, ma spesso era così. Un mondo alla Don Camillo e l’onorevole Peppone. O, almeno, questi sono i miei ricordi. Poi ci fu un lungo periodo di rimescolamenti destra-sinistra, con osmosi di abilità e finalità che si fecero sempre più difficili da essere capite subito nelle ore successive all’episodio e anche nelle fasi investigative che si articolavano nel tempo. Questo fu vero per gli episodi di violenza e per la disinformazione. Ora le mie frequentazioni (intendendo del tipo di quelle giovanili) non mi consentirebbero mai (soprattutto dopo le guerre nei Balcani e i mille altri scenari di “guerre tra la gente” che sono in atto) di capire chi abbia o meno confezionato un ordigno o deciso un delitto politico. Sono invece ancora in grado di ipotizzare (fiuto? altro?), con buone probabilità di “azzeccare”, chi abbia confezionato/ideato/cavalcato una disinformazione o la messa in atto di quelle che banalmente vengono catalogati come ordigni sparati dalle macchine del fango.

Ma veramente pensate che quei quattro mentecatti abbarbicati al carro dello pseudo-vincitore Matteo Renzi sarebbero stati capaci di ordire un pacco/contropacco (non credo che le sorprese tipo matrioska comunque siano finite) contro il M5S a Quarto? Lo stile e (diciamolo) la qualità del tentativo di messa in mezzo, porta la firma di Luigi Bisignani. Non credo che sia un reato fare una ipotesi di questo tipo, comunque nel caso lo fosse, aspetto volentieri la querela del Bisi. Perché, ritengo lo sappiate, il diminutivo di Bisignani, negli ambienti ben informati è Bisi, quattro letterine che vanno  a coincidere con il cognome per esteso di Stefano Bisi l’attuale Gran Maestro del GOI. Ma mentre il BISI Luigi conta (è incredibile questo paese!) ancora come un criminale infraquinquennale, seriale e già altre volte definitivo non dovrebbe contare, il BISI Stefano, pseudo capo dei massoni, non conta un ben amato.

Bisignani è l’unico in mezzo a tutte le mezze cartucce che si aggirano intorno agli avanzi del PD (oggi struttura di potere utile solo a piazzare i propri donne/uomini ovunque si muovano denari e passino quei flussi di potere che determinano la possibilità di disporre di quei denari pubblici senza correre troppi rischi) al servizio esclusivamente di Michael Ledeen (e i suoi ambienti di riferimento internazionali),  Matteo Carrai e, buon ultima, la marionetta (è un reato dare della marionetta al Capo del Governo che si è fatto dare del verme da Matteo Salvini?) Matteo Renzi.

La vedo la scena, sia pur “girata” prudentemente con l’utilizzo di controfigure e passatori di parole, in cui il “protagonista” dice al “vanesio”: “attento che se non spiazzi/attacchi veramente i 5 stelle, sei morto e con te, tutti noi“.

Se vuoi ci penso io“, dice l’ex redattore di comunicati stampa per i piduisti di potere degli anni ’70, che, nelle dinamiche delle mie ultime vicende personali penso di aver conosciuto e capito anche a “chi” sussurrare di toglierti dai coglioni i 5 stelle, impegnandoli e distraendoli, al momento opportuno (altro che cronometri svizzeri o orologio della Torre di Londra!), con un bel gatto nero gettato sul palcoscenico. Palcoscenico pubblico dove si stava rappresentando ben altro, tipo il PD/Buzzi/Carminati o il groviglio putrescente del sistema minore (?) bancario con il padre della creatura a te sommamente cara colpevole certamente di gravissime leggerezze se non di illeciti comportamenti. Ci penso io a suggerire e a orchestrare una canizza contro Grillo e i suoi. Tu mettici solo l’Unità a guidare l’orchestra. A tutti gli altri servi ci penso io perché molti mi devono dove si trovano a fare i gazzettieri di regime e in questo caso pronti a sostenerti. Ci penso io a distrarre l’opinione pubblica dal tracollo del Mps, della Carige o soprattutto dalla soluzione alla fogna a cielo aperto rappresentata non solo dall’impianti dell’ILVA ma da chi ti prepari (come ti suggerisco) a nominare per guidare la transizione alla ulteriore grandissima pappata che si prepara a Taranto. È Bisignani, come mi sono altre volte permesso di dire che, nonostante i comportamenti illeciti comprovati,  entra (per poche ore) ed esce dalle difficoltà giudiziarie in quanto sostanzialmente è un informatore di Stato. Può fare questo mestiere atipico perché spesso e lui stesso che si dedica a costruire comportamenti illeciti che poi scoperti, per essere o risolti o utilizzati come clave nella variegata lotta politica e di potere di questo strano Paese, hanno bisogno di un confidente/mestatore che cessa di essere il regista e consegna in cambio della sua sostanziale immunità le teste dei complici o di avversari del dominus di turno. Come potrebbe essere sempre a galla se non fosse così? Non esistono gli  uomini-turacciolo ma esistono  i mestatori informatori collaboratori “spiegatori” dei legami illeciti che loro stessi costruiscono per avere merce da scambiare. E un numero impressionante di coglioni si fanno vittime sacrificali pur di stare nel giro e beccare qualcosa. Così è ridotta la Repubblica. È Bisignani che continua a stabilire le nomine che contano in questo Paese. E i suoi notori referenti quelle minori che consentono di rafforzare le schiere dei clientes in modo da creare cerchi  di fedelissimi/bisognosi a difesa del tiranno di turno. Se non fosse un trafficante di “debolezze” umane e informatore di segreti e relazioni illecite che lui stesso spinge perché si determinino, Luigi Bisignani, in un Paese con un sistema giudiziario funzionante, faceva la fine di Vanna Marchi, Raffaele Cutolo, Salvatore Cuffaro, Marcello Dell’Utri.  O di tanti altri delinquentelli. Lui viceversa è sempre fuori! Meditate gente, meditate!

Comunque, come sapete, sono senza soldi e non posso scommettere. Voi che potete, fatevi quotare a Londra che è Bisignani che coordina il “contrasto” ai 5 stelle. Salvo poi, al tempo stesso, provare (e qui la scommessa ve la dovrebbero quotare molto, molto, molto bene qualora Leo Rugens non si stesse sbagliando per cui se vincete mandatemi qualcosa) ad avvicinare, con le opportune compartimentazioni, proprio i 5 Stelle per offrirgli soluzioni alla morsa. Come lui ricorda si faceva a Via Veneto ai tempi di Licio Gelli quando il Corriere della Sera attaccava Francesco Cossiga e anche lui, tramite il servile Zanda, andava chiedere al Venerabile di allentare la presa diffamatoria. Nulla di nuovo sotto il sole. Tranne che questa volta qualcuno potrebbe fare saltare il banco e con il banco anche e finalmente Luigi Bisignani. Soprattutto se negli USA vincessero i “democratici” e la partita, in Italia, con i Michael Ledden (ma quando muore questo?), i Carrai, i Bisignani si chiudesse una volta per tutte.

Oreste Grani/Leo Rugens