Hacking Team deve morire!

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Altro nodo da sciogliere (che mi auguro venga fatto nel dettaglio e quanto prima dalle autorità competenti) è la storia dell’attacco informatico, il leaks, quello subito dalla società che garantiva sicurezza informatica a mezzo mondo [Hacking Team]. Su questo punto ci sono ancora tantissimi ombre e risposte da dare e che stanno ahimè tardando ad arrivare.

Angelo Tofalo, Hacking Team: siamo in un Paese a “sovranità controllata”!

Il cittadino Angelo Tofalo pone una questione che la redazione di questo semplice e povero blog crede di avere risolto, ovvero perché Hacking Team sia “morto ammazzato” e chi può essere stato l’assassino.

Partiamo dalla constatazione che Marco Carrai, sodale di Matteo Renzi, è presidente di due società che si occupano di cyber security: Csy4 e Cgnal e che, in queste ore, metà gennaio 2016, è candidato a diventare responsabile della sicurezza informatica del Paese con la qualifica di “agente segreto”. Leo Rugens l’aveva denunciato e segnalato a chi di dovere il 3 dicembre 2015, giova ricordarlo, allertando sul possibile conflitto di interessi. Ebbene abbiamo sbagliato per difetto, lo ammettiamo, mai immaginando che la protervia del sindaco di Firenze (è l’unico riconoscimento istituzionale che gli riconosciamo) sarebbe giunta a tanto… quasi come se Berlusconi avesse nominato Confalonieri Ministro delle telecomunicazioni.

Veniamo all’Hacking Team, immaginiamo che la società milanese fosse oggi robusta e attiva sul mercato: ditemi voi se mai e poi mai un Carrai avrebbe potuto diventare il responsabile della sicurezza informatica del Paese con un attore così forte in campo. Mai e poi mai, ovvio.

Se l’Hacking Team era quella “bestia” che “garantiva sicurezza informatica a mezzo mondo” chi avrebbe mai potuto farle concorrenza, forse una neonata Csy4, per quanto forse intelligentemente formata da una Unit 8200 e dal suo ex appartenente Yoram Gutgeld? Questo non credo, direbbe Razzi/Crozza.

A essere mal pensanti alla fine fa venire la nausea, soprattutto quando si indovina o meglio quando si deduce da una serie di prove incontrovertibili.

Veniamo quindi alla “sovranità controllata” cui fa riferimento il cittadino Tofalo e poniamo nuovamente la domanda: è mai possibile o immaginabile che un uomo, l’On. Gutgeld, che è appartenuto al più forte team di cyberwar del mondo (l’israeliana Unit 8200), lui sì a pieno diritto un “agente dei servizi” (altro che il Carrai che pagava degli studiosi per confutare il Codice da Vinci di Dan Brown inviso all’Opus Dei) possa essere così vicino alle stanze del potere di un paese che lo vede cittadino da pochi anni?

Possibile che Carrai si occupi della stessa materia di cui Gutgeld si occupava durante il suo servizio militare per un paese, Israele, che fa giurare i suoi difensori sulla spinata di Masada? Anch’io sono salita con lo zaino in spalla su quella rocca in cui i suoi difensori preferirono morire piuttosto che arrendersi ai Romani, ma come turista.

Sbagliamo a pensare che l’Hacking Team dovesse morire per spianare la strada a Carrai e ai soci israeliani della Scy4 (non a Gutgeld ci riferiamo ovviamente)? Sbagliamo a pensare che solo menti raffinatissime potessero “assassinare” i campioni mondiali dello spionaggio informatico?

NOTA BENE: chi ravvisasse nella nostra analisi una qualsiasi forma di ostilità verso Israele o peggio di antisemitismo riceverà la nostra insindacabile qualifica di “imbecille”.

Dionisia