Questa volta hanno fatto male i conti con il vostro stomaco: Marco Carrai è troppo per chiunque lo volesse digerire

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La problematiche della sicurezza collettiva, come era prevedibile in presenza di fenomeni complessi come l’insorgenza del terrorismo/rivoluzioni politico-militari in essere (oggi l’ISIS ha occupato Deir Zur, facendo centinai di morti, feriti e prigionieri ma in quanto siriani non contano!) stanno spingendo verso grandi cambiamenti e possibili perdite di “spazi di libertà” faticosamente conquistati dalla Rivoluzione americana e francese a venire in qua. Per non parlare delle lotte di liberazione dal nazi-fascismo. Ogni cretino (ma attenti che tra questi loschi, ci sono anche i furbi tattici, individui che vanno ritenuti pericolosissimi) ormai si butta sulla “sicurezza” e sul ruolo che i privati possono avere in questo comparto. Come era prevedibile in pochissimi si sono attrezzati per arginare l’assalto alla diligenza. E questi comportamenti delinquenziali (tali vanno considerati quando le conseguenze delle attività sono finalizzate a creare oggettivamente danno al Paese), in presenza di complicità politiche o di esecutivi da barzelletta (non sentite il rumore che fa il silenzio del vostro Ministro del Tesoro Padoan, che tace di fronte al tracollo del super sicurissimo solidissimo sistema bancario italiano?) possono farcela ad impadronirsi delle strutture preposte alla difesa degli interessi collettivi.

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Di male in peggio: un tempo di cibernetica si interessavano o dei geni appassionati o dei furbi che poi cercavano di mettere su aziende per sfruttare  il grande cambiamento tecnologico in essere. Adesso, sfrontatamente, il capo dei furbi (il boss decide di affidare direttamente a Marco Carrai, suo amico e “raccordo” strettissimo con l’amerikano Michael Ledeen e con gli ambienti che la nostra Dionisia – prima di chiunque – ha indicato essere i veri pupari di Matteio Renzettino) cerca di fare ciò che in passato seppero fare Gelli tramite i vertici dei Servizi asserviti nella P2, Giulio Andreotti con l’Anello di “Mastro Titta” e, più blandamente, Francesco Cossiga con la complessa struttura di Gladio. Di male in peggio con il solito problema che il Capo del Governo, in Italia, è anche il responsabile politico dei Servizi Segreti. Vi abbiamo (inutilmente) parlato di questa minaccia (che oggi prende corpo), in decine di post e siamo stanchi di avere ancora una volta ragione e di assistere impotenti a queste degenerazioni senza che nessuno abbia avuto vigore e coraggio politico (e non solo) di impedire la resistibile ascesa di Arturo Ui alias Matteo Renzi. Avevato altro da fare compreso contare i peli del culo di quel losco personaggetto di Beppe Grillo e dei suoi accoliti! Ma quando mai si è vista una cosa come quella che vorrebbe sancire tra poche ore il dittatorello toscanello? Forse, il vostro Capo del Governo si ispira a Papà Doc che si fece dittatore di Haiti e che per ribadire chi comandava sull’Isola, si dice sodomizasse i generali e i capi dei Servizi Segreti di fresca nomina, davanti agli altri di pari grado, per rendere edotto il popolo bue di chi erano le chiappe dei generali e chi comandava da quelle parti. Solo che, questa volta, non siamo nell’Isoletta caraibica e non si capisce chi sta davanti e chi di dietro tra Renzi e Carrai. Comunque la mascalzonata non ha precedenti nel Paese in cui si è gridato al Golpe per gli intendimenti di Giovanni De Lorenzo dopo solo qualche anno da quando a Genova, nel luglio del ’60, la gioventù a uno come l’innocente Tambroni (lo definisco tale pensando a cosa sarebbe successo se questi personaggi avessero fatto un decimo delle oscenità che si permette questo massoncello puntellato dall’Opus Dei) lo aveva fatto scappare a gambe levate.

Vasellinandovi e distraendovi opportunamente con gli avvenimenti “gravissimi” in essere nel comune di Quarto e con la giberna ricolma di tutte le nefandezze pentastellate d’Italia, il sodomita (Fratello Crozza dove sei?) Matteo Renzi vi inizia ai piaceri di farvela con un ragazzotto come Marco Carrai che, dietro le fattezze fragili, potrebbe rivelarsi un “John Holmes” della Sicurezza dello Stato, a quel punto non più Repubblica fondata sul lavoro ma sul dossieraggio che il “capo dei capi dei servizi segreti” avrà il piacere di attivare. Con Carrai, capo dei capi (senza un titolo, senza un percorso formativo accertato, senza encomi riscontrabili per operazioni portate a termine ma chi cazzo è questo Carrai?), l’ISIS starà tranquillissima e invece le emorroidi cominceranno a prudere e bruciare a tutti voi.

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Si tratta di far capire rapidamente all’opinione pubblica (ma ormai esiste?) che con piccoli aggiustamenti (quasi impercettibili) di rotta lo Schettino sbruffone dei partiti politici italiani vi porta sugli scogli della costa frastagliata “dei cazzi suoi e dei suoi pupari”. Perché di questo si tratta: Carrai è uscito alo scoperto con tale protervia perché è sostenuto da ambienti che hanno interessi divergenti da quelli degli italiani/mediterranei quali ritengo che voi vi dobbiate considerare. A volte, in una questione di lavoro, di affari, di cuore se qualcuno vi insidia la moglie o tenta di sedurvi un marito troppo debole, il conflitto d’interessi (chiamiamolo così) va risolto con un cazzotto in piena faccia. Il conflitto d’interessi non è questione di lana caprina ma di “carichi di botte” perché il gioco del rispetto reciproco e della tolleranza non è da praticare con i mascalzoni patentati. E’ come la questione della legittima difesa di quando spari a qualcuno che, entrato in casa nella notte per rubare, pensa che può impunemente portarti via i tuoi beni (in questo caso la libertà e la vostra sicurezza) minacciandoti con la sua sola incursione e presenza violenta. Col cazzo che vi mettete a discutere (sareste presto un uomo o una donna morti!) e se siete armati, cambiate legittimamente i ruoli: era venuto per fare il male e lo avete punito. Mi dite perché quelle quattro carabattole che avete in casa valgono più della libertà, della democrazia, del rispetto del dettame costituzionale, per cui siete pronti a farvi ammazzare o ad ammazzare per l’Avere e non, come in questo caso dello scippo/rapina del trio Renzi-Carrai-Ledeen, per l’Essere?

Possibile che si debba continuare a dire che siamo gente di niente capace solo di scazzottarsi per il calcio o tra contradaioli prima e dopo l’ennesimo inganno perpetuato  a danno del regolare svolgimento del Palio senese?

Questa di Carrai è troppo e deve corrispondere alla goccia che fa tracimare il vaso. E che sia una tragica tracimazione capace di soffocare nel fango i servi di tutti meno di voi Popolo sovrano.

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Oggi mi è presa così al solo sentire che invece di avviarsi – in una fase tra le più tragiche della vita mediterranea – a ragionare di come organizzare uno Stato Intelligente e partecipato si pensa, dalle parti di Palazzo Chigi, come organizzare un propria piccola “Gestapo”. A questo punto della vicenda nazionale è opportuno ricordare a questi kapplerini-himmlerini come è andata a finire. Anche in Toscana e dalle parti di Aulla-Zeri-Spezia!

Nel dopo guerra, non ci siamo fatti piegare dai tramatori della Pro deo di padre Felix Morlion, dalle oscenità istituzionali della coppia M+M (Malpiga/Matucci) o da tutte le vergognose deviazioni a fine di lucro dei “servizi ortofrutticoli” (Broccoletti, Finocchi ed altri), o peggio dalle infibulazioni dell’Anello di Adalberto Titta, ideate e controllate da Giulio Andreotti; siamo sopravvissuti all’ammiraglio Henke o alla gentaccia (anche italo-americana) che si organizzava intorno a “cheque to cheque”; siamo RIUSCITI A SVICOLARE DALLA MOSSA PREDISPOSTA PERCHÉ CESARE PREVITI DIVENISSE, COME MINISTRO DELLA DIFESA, UNO CHE CI AVREBBE TENUTO SOTTO CONTROLLO PER CONTO DI SILVIO BERLUSCONI; per non parlare di Gianni Letta messo a capo dei servizi segreti che, come mi evidenziava sempre I. P., non “sapeva una parola di inglese”. Ma a che doveva servire capire gli interlocutori internazionali privilegiati se gli interessi a cui il “profumiere” era dedicato si sostanziavano tra quanto avveniva tra via dei Condotti (Gianni Battistoni-Giuliana Molli), qualche Circolo di Rematori, fino al Cupolone di S.Pietro? Ci siamo salvati (non lui) dagli assassini del colonnello Mario Ferrario, dal super Sismi di Francesco Pazienza, da quelli che entravano e uscivano dalle carceri per avere colloqui, aiuti e consigli, dal il capo della Nuova camorra organizzata, Raffaele Cutolo. Ci saimo salvati da quelli che non riuscirono a liberare Aldo Moro o a trovare i veri mandanti dell’omicidio di Ilaria Alpi, di Miran Hrovatin, di Mauro Rostagno, di Vincenzo Li Causi. Ci siamo liberati (non ancora!) da quelli che prepararono il detonatore perché la Guerra contro Saddam Hussein scoppiasse e scoppiando sembrasse anche giusta.

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Ci riamo rialzati dopo che il comandante Borghese provò a fare casino. Per non parlare dell’uso strumentale che alcuni fecero del duo Pacciardi-So-gno, annunciando che l’Italia ne aveva bis-ogno (faceva rima), quasi fosse uno slogan ben riuscito per vendere merendine o olio per motori.

Abbiamo superato le bufere della Rosa dei Venti e dello scandalo Telecom-Sismi. Ci siamo dimenticati di carogne come Musumeci, Belmonte o Capo e murto che neanche il nome di Henry Kissinger sapeva scrivere. Ci siamo buttati alle spalle Walter Beneforti, Tom Ponzi e Umberto Federico d’Amato. Un paese che alla fine ha incistato Pio Pompa e Niccolò Pollari (li ha incistati?) vi prometto che farà polpette di questo arrogante di Marco Carrai. Il Paese che ha consentito all’architetto Salabè di disporre dei fondi dello Stato a suo piacimento per ristrutturare edifici che a nulla servivano per motivi di servizio se non per dare appalti, appaltini, appaltucci, potrebbe destarsi e fare giustizia di questi arroganti traditori. Leo rugens in versione giustizialista ad oltranza! Come poi si è visto anche nel caso della “Lista Anemone” gli Italiani possono fare finta di non capire. Ci siamo digeriti il “Dossier Achille” e le sedute spiritiche spacciate per “fonti” attendibili. Abbiamo “spiato” divertiti  i mariti magnifici cornuti contenti di vedere la propria moglie omaggiata dal Capo del Governo in cambio di una gratifica di Stato. Abbiamo superato i  danni di tutti i direttori amministrativi dei Servizi modello ineffabile Giulini. Intendendo ladri.  Abbiamo vissuto la stagione in cui dalle nostre parti spadroneggiavano gli statunitensi, gli inglesi, i francesi, i sovietici, gli israeliani, gli algerini, gli egiziani, i libici, i marocchini, i tunisini. Chiunque sembrasse poter divenire un vincitore o un buon pagatore poteva masturbarsi con le nostre paffute chiappe.  Abbiamo vissuto guidati dall’ENI e dalla Finmeccanica (cioè da quelli che la partitocrazia aveva messo al comando) piuttosto che guidarli noi verso gli interessi nazionali. Anche Malta, tramite la sua Link Campus, per un periodo, ci ha dettato la linea. Per non parlare dell’Opus Dei o del miliardario (in dollari) Arafat o altri capolavori di questa specie di terroristi traditori della propria gente. Per decenni le linee di politica estera ai nostri servizi le hanno dettate i Michael Ledeen o suoi emuli di quart’ordine. Ci siamo dimenticati (o forse quasi tutti non ne avete mai saputo nulla) che il giudice Mario Adinolfi si sostiene essere sparito per aver scoperto gli interessi intrecciati della Banda della Magliana e i servizi segreti, non della Repubblica delle Andorre ma d’Italia in quanto aveva capito cosa ci fosse sotto al fallimento della compagnia assicuratrice Ambra. Ci vorrebbero più di un milione di parole per elencare i rospi velenosi che avete ingoiato, anche digerendoli. Ma il troppo stroppia e questa di Marco Carrai che vi deve, nuovamente fattivi “scolaretti”, guidare in fila per due, non deve passare. Questo finalmente è un argomento per il M5S degno di incatenamenti. Ma non dei propri polsi ma di quella banda di malfattori che fattisi guida politica del Paese ora lo vogliono consegnare ai loro padroni.

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Perché Carrai, e quindi il suo amichetto Renzi, hanno dei padroni. E Leo Rugens,  prima di chiunque altro, li ha indicati, senza temere conseguenze o grani o piccoli ricatti. Essere ciò che siamo  (cioè “nessuno”) ci consente di agire da donne e uomini liberi. Vi sembra giusto che il Paese debba morire (compreso non metaforicamente) come tanti Nicola Calipari “sotto padrone” senza che i alcuni cittadini consapevoli provino a ribellarsi? E chi sono i cittadini consapevoli se non quelli che a suo tempo votarono per il M5S? Forse è arrivato il tempo. Se non ora, quando?   

Oggi mi è presa così!

Oreste Grani/Leo Rugens