Vi “introduco” alla vita di Nell Kimball, prima puttana e poi maitresse

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Con oggi inauguro le corrispondenze 2016 dagli USA, parlandovi (non so neanch’io bene perché) di Nell Kimball, prostituta adolescente prima e maitresse dopo, nata nel 1854 in un “podere di sassi” dell’Illinois, e morta in Florida nel 1934. Cominciò la sua carriera a quindici anni in un bordello di Saint Louis e la concluse come tenutaria di “case di lusso”. Le sue memorie, affidate nel 1932 allo scrittore Stephen Longstreet, furono regolarmente rifiutate dagli editori per la loro franchezza e la crudezza del linguaggio. Vennero pubblicate integralmente (Memorie di una maitresse americana) solo a distanza di quarant’anni (ormai era il 1970), grazie al “coraggio” editoriale della Godoff-Logstreet co.

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Meglio tardi che mai. Di seguito trovate l’introduzione scritta da Longstreet in occasione della pubblicazione della prima edizione del libro che ebbe un grande e duraturo successo, in tutto il mondo. Anche nella vostra Italia, lo editò Adelphi, vendendo niente male e ristampandone non poche edizioni. Io lo ritengo un testo necessario a capire l’America, gli americani e come la pensassero i maschi che frequentavano i bordelli in quegli anni (ritengo anche oggi!) e, soprattutto, come erano i politici dell’epoca (ritengo anche oggi). La signora, nel suo racconto, fu particolarmente severa con i politici appunto che, come si può immaginare, furono da lei conosciuti molto più intimamente di quanto potettero fare la maggior parte dei suoi contemporanei. E un po’ come quando a raccontare di Craxi e degli altri politici italiani, è stata la vostra insuperata/insuperabile Moana Pozzi.

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Il mio Paese è stato anche quello che emerge da questo racconto scritto dalla vecchia puttana/maitresse con grande crudezza e, se si fa finta di non saperlo, si prendono delle “cantonate”. Mi sembra che diciate così nella vostra/nostra bella Italia!  Per oggi, vi mando un primo stralcio del testo, scegliendo brani senza un vero criterio. Anzi, la verità è che ho aperto il libro e ho scelto una pagina, nella più assoluta casualità e, partendo da quella, ho cominciato il “trasferimento”. Pagine che mi accorgo “fortissime” e, per essere state pensate e scritte  negli anni ’30, particolarmente audaci. Ma, come dite a volte voi di Leo Rugens, “audace ci piace”.

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Adoro, ad esempio, nel brano scelto, le parole di Neil Kimball quando dice: “i libri possono essere la rovina della gente”. Che lucidità, che conoscenza del mondo e dell’animo umano. E la signora non aveva certamente sentito parlare di Hitler e del suo Mein Kampf e di come quel libro – una volta letto – avesse rovinato, in quegli stessi anni, troppi tedeschi portando alla morte, poco dopo, milioni di ebrei tra atroci sofferenze. E non solo ebrei! Quando l’onesta Kimball muore, non lo dimenticate, siamo solo nel 1934 e il mondo si preparava a leggere ben altri romanzi e ad assistere e ben altre “scene”. Ad esempio, per la penna di Ernest Hemingway, altro americano, usciva, anni dopo la dipartita della nostra, “Per chi suona la campana”, ambientato nella Guerra di Spagna, carneficina internazionale che sarebbe scoppiata dopo pochi mesi dalla morte della signora quale prologo della Seconda Guerra Mondiale. A volte c’è gente (come il vostro/nostro famigerato Licio Gelli) che campa troppo e altri che muoiono troppo presto. La Kimball avrebbe dovuto campare 120 anni così avrei potuto intervistarla personalmente e soprattutto sentire da lei commentare l’evoluzione dell’istituzione “bordello” negli USA ma anche, lo dico per lei, godersi l’uscita e il successo del suo capolavoro. Una delle mie “bizzarre e ininfluenti curiosità” mi porta a chiedermi chi si sia “beccato” i diritti d’autore del capolavoro in questione dal momento che la Kimball morì senza eredi.

George Shi

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Memorie di una maitresse americana

INTRODUZIONE

di Stephen Longstreet

Il manoscritto delle memorie di Nell Kimball sulla sua vita di tenutaria di bordelli ci dà una messe di informazioni e di particolari, non solo su di lei ma anche sulla sua epoca in genere, fino al 1917, anno in cui il governo chiuse Storyville, il quartiere di New Orleans dove le case di prostituzione avevano riconoscimento legale.

Nell Kimball si ritirò dal mestiere, e nel suo manoscritto non parla degli anni successivi, né di come pervenne a scrivere la storia della sua vita.

Lessi il manoscritto nel 1932, due anni prima della sua morte all’età di ottant’anni. Si trovava in grandi ristrettezze, e sperava di poter pubblicare qualche brano della sua autobiografia. Aveva annotalo su un taccuino i progressi della sua stesura, e da tali note risulta ch’ella aveva iniziato il lavoro già nel 1918, e l’aveva portato avanti, più che altro in appunti sparsi, fino al 1922.

Questa massa di appunti costituisce il materiale del primo terzo del presente volume. Nel 1922 cominciò a occuparsi di compravendita d’immobili in Florida, e non lavorò più al manoscritto. Nel 1930, dopo aver perso la maggior parte dei suoi averi nella crisi, e, a quanto pare, nel contrabbando di alcool da Cuba e dalle Antille Britanniche, riprese a scrivere la sua storia. Vi lavorò regolarmente, riscrivendo il primo terzo in uno stile più naturale e discorsivo, che sentiva più consono alla materia narrata.

Il dattiloscritto che mi fu consegnato nel 1932 era zeppo d’errori di battitura, e con molte correzioni in inchiostro e a matita. Non v’erano ‘a capo’, né divisioni in capitoli: un unico, ininterrotto corpo narrativo.

Inoltre, alcuni episodi erano ripetuti in varie versioni, alcune lunghe, altre brevi. Miss Kimball aveva saputo che io ero uno scrittore, e che avrei potuto aiutarla a trovare un editore. Del manoscritto curai un estratto di una ventina di pagine che consegnai a vari consulenti di case editrici newyorkesi. La loro concorde opinione fu che nessun editore di primo piano avrebbe osato pubblicare un simile manoscritto, anche se accuratamente riveduto. Benché la maggior parte di loro ammettesse che si trattava di un documento di rilevante interesse, scritto con l’abilità di un narratore nato, la franchezza dell’esposizione e la crudezza del linguaggio erano tali che la sua pubblicazione sarebbe incorsa nei rigori della legge.

Un solo editore, a nome Liveright, si mostrò molto interessato al manoscritto, e desideroso di trovare il modo di portarlo a conoscenza del pubblico. Ma di li a qualche tempo il signor Liveright scomparve, non so se per morte, o perché ritiratosi dagli affari. Dopo d’allora, non fu più compiuto alcun tentativo di pubblicare il manoscritto.

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Nell Kimball morì nel 1934. Quattro lettere inviate al suo ultimo indirizzo conosciuto, tornarono indietro con l’annotazione «deceduta». Aveva dichiarato di non avere nessun congiunto vivente, e che Nell Kimball era un nome ch’ella aveva adottato dopo il 1917. A Saint Louis, dove all’età di quindici anni era entrata in un bordello, era nota col nome di Goldie.

Dimenticai il manoscritto fino al 1967, quando, lavorando a una storia sociale di New Orleans intitolata Sportin’ House, mi ricordai dello scritto di Nell Kimball, e ne utilizzai un breve squarcio, molto riveduto sia nel linguaggio sia nei particolari, per descrivere l’atmosfera di una casa di piacere fine Ottocento – primo Novecento.

Questo brano non conteneva nulla della storia personale di Nell Kimball. Quando il volume fu pubblicato, la parte tratta dalle sue memorie suscitò vivo interesse, e diversi editori si offersero di pubblicare l’intero manoscritto nel suo linguaggio originale. Il che è appunto ciò che ora facciamo.

Quest’edizione è il manoscritto completo di Nell Kimball, diviso in parti e in capitoli. In generale, grafia e grammatica sono state lasciate come nel testo originale.

Quando dello stesso episodio v’erano più versioni, ho scelto la più ampia ed esauriente, integrandola con parti delle altre versioni quand’era il caso. Nell Kimball aveva lavorato affidandosi quasi soltanto alla memoria, e pertanto qualche data e qualche dato sono leggermente inesatti; dove sono state rilevate, tali inesattezze sono state rettificate. Così pure, quando necessario, certi nomi di città e di luoghi pubblici sono stati riportati nella forma comunemente accettata.

In varie occasioni Miss Kimball cita nomi di americani assai noti ch’ella conobbe nei bordelli, e poiché di codesti signori potrebbero esservi discendenti viventi, alcuni di questi nomi sono stati modificati o espunti. Ella stessa dice d’aver cambiato il nome di alcune persone che esercitavano la sua attività, come tenutarie o prostitute, in modo da non causare imbarazzo ai loro eventuali nipoti. Miss Kimball aveva un’eccellente memoria – dovunque è stato possibile controllarli, i fatti da lei citati si sono dimostrati esatti. Lei stessa dice di aver avuto una memoria infallibile fino ai cinquant’anni; in seguito cominciò a venirle meno. «Non riesco a ricordarmi che cosa ho mangiato a colazione ieri, ma posso nominare tutti i casini di lusso di Saint Louie dopo la Guerra Civile dove ho divertito un gianni» (ospite pagante).

Oggi, in un’epoca più permissiva, è possibile pubblicare questa storia assai dettagliata nel linguaggio spesso crudo dell’autrice. I suoi atteggiamenti verso minoranze e immigrati erano quelli della sua epoca, ma era senza alcun senso di superiorità ch’ella usava un linguaggio che oggi consideriamo calunnioso. In generale, nei suoi giudizi si dimostra sensata, aperta ed equilibrata, e, nel suo «campo di lavoro», com’ella dice, una filosofa e un’acuta osservatrice.

Con una limitata istruzione, praticamente autodidatta, nella vivida descrizione che fa della sua epoca, della gente che conobbe, e del mondo, sia quello della gente comune sia quello della malavita, Nell Kimball si dimostra scrittrice dotata. La sua franchezza, la sua sincerità d’espressione arrivano a segno; sapeva che la sua versione dell’esistenza non era quella normalmente accettata dalla società cui aveva prestato per tanti anni i suoi servigi. Era una società di cui conosceva tutte le affettazioni, le ipocrisie, i timori, i conformismi, e che spesso, nel suo scritto, stigmatizza. E se fu particolarmente severa con i politici, è da tener presente ch’ella li conobbe assai più intimamente della maggior parte di noi.

S. L.

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