Mosul, ovvero ci sono in giro troppi cacciaballe saccenti

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Mosul? Ma non è quella località strategica (quella della famosa diga) “riconquistata” non si sa da chi dopo averla strappata a quei cattivoni dell’ISIS? E come è possibile che i seguaci del califfo Abu Bakr al-Baghdadi abbiano raso al suolo un convento monumentale cristiano se erano in rotta e cacciati dal territorio? Chi racconta cazzate e perché?

Prima di tutto consiglio di cercare tra quelli che dicevano che l’ISIS erano quattro sfigati e che al primo movimento serio di truppe o di bombardamenti, si sarebbero liquefatti. Perché siamo certi di averle lette queste banalità, dette anche con modalità tali da farle sembrare cose serie.

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L’Isis e l’arcipelago (forse ormai galassia) che si aggrega intorno all’ipotesi religiosa, culturale, militare, politica di prevalere nel mondo islamico e da questa posizione trattare con gli infedeli, non mi sembrano per niente in rotta. Comunque, state sereni perché, come è noto, da queste parti, capiamo poco di cosa accade fuori della porta dell’alloggio dove viviamo.  Ma se Mosul fosse quella Mosul che noi ricordiamo di aver detto tra i primi che sarebbe stato un obiettivo primario dell’azione dell’ISIS nel nord dell’Iraq (e non solo per la diga), la notizia dell’azzeramento anche di questo convento monumentale sarebbe da considerare come il segnale di un fallimento oggettivo di qualunque scelta militare che avesse ritenuto di poter affidare ai soli bombardamenti aerei la soluzione della questione. Ma se è vero, come è vero, che solo ieri oltre trecento (avete idea di quanti siano trecento soldati?) siriani fedeli ad Assad sono caduti prigionieri dell’ISIS, vorrà dire che gli inconsistenti ectoplasmi agli ordini di Al-Baghdadi in realtà sanno “circondare” e lo sanno fare con capacità che rivelano addestramento e controllo del territorio. Non facile, ripetiamo, prendere trecento prigionieri. Se è accaduto, tutto potrebbe ulteriormente accadere e temiamo che accada a vantaggio dell’ISIS.

Oreste Grani/Leo Rugens

Isis fighter in Mosul, Iraq