Quella pigna secca del ministro Padoan vi rassicura: è lecito intervenire scaramanticamente

Nell’articolo 1/DESTRA O SINISTRA? IL COGLIONE DI DESTRA (BERLUSCONI) SI TOGLIE DI MEZZO E NOI, COME ERCOLE, SIAMO AL BIVIO  postato il 25.10.12, quando Leo Rugens era ben lontano da aver avuto centinaia di migliaia di accessi, mi ero lasciato andare ad alcune allusioni sui “coglioni” (di destra e di sinistra) e sulle ritualità scaramantiche ad essi si legano. Oggi è tempo di riprendere quei ragionamenti e allusioni (li trovate in calce in versione originale) sperando di non apparire né banale, né tantomeno volgare: sono sono preoccupato per voi che vi state tenendo, con eccessiva pazienza, uno come Pier Carlo Padoan nella veste di ministro del Tesoro.

Quella “pigna secca” (uno che non risulta aver mai, un ora prima, detto qualcosa che poi si è verificata un’ora dopo) vi partecipa che ci sono “turbolenze finanziarie internazionali!”. Minchia in mano a che genio state!?!? Viene giù il mondo (petrolio, rublo, borse, contrazione dei consumi, guerre guerreggiate in abbondanza) e lui si accorge di turbolenze! Da mesi vi tranquillizza che il sistema bancario italiano è solidissimo. A parte il dettaglio che non mi risulta che esistano banche (di una certa dimensione) che si possano definire “italiane” ( e già questo la dice lunga sul vostro chiacchierone e sulla sua affidabilità) ma da quando Padoan prova a calmare le acque ci sono solo burrasche forza 9/10. Come oggi, come ieri, come l’altro ieri, come domani. Questioni di speculazione internazionale, dice il genio. Ma è dai tempi che precedono le rivoluzioni americana e francese che i capitali circolano in sede internazionale. Da quale montagna del sapone scende questo massoncello? Perché è questa la questione: Padoan lo hanno messo i suoi fratelli di consorteria ovunque sia stato negli ultimi venti anni e non pensa, da quella data, nulla di suo ma fa la trombetta degli ambienti che lo hanno piazzato in carriera. Le banche italiane – come le chiama il nostro – o sono “organizzazioni a delinquere”, tipo MPS, Carige, BPM e compagnia cantando, o piccoli buchi neri dove far sparire i soldi dei gonzi anche detti “risparmiatori”. Per il resto non mi risulta che ci sia niente in giro a meno che non si intenda chiamare banche quelle due o tre realtà tra le 360 popolari/territoriali che adesso o si riorganizzano o tirano il collo.

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Certo, gran ministro dei miei stivali, che c’è in corso la speculazione finanziaria che di mestiere “specula”. Minchia, aiuto, minchia, aiuto! Oggi il MPS ha perso un altro  22% di niente perché che il MPS sarebbe arrivato ad essere un “niente” dopo la cura/salasso Mussari-Ceccuzzi-Bisi-Raffi, questo marginale ed ininfluente blog, lo dice da anni. La Carige si squaglia e perde un altro 18% di quasi niente. Vedi sopra. L’Unicredit, che ai più potrebbe apparire la banca più importante italiana (e non lo è in quanto gli italiani non contano un “beneamato” nel gruppo dirigente), va sotto schiaffo di un buon 7/8% e ritengo che ci sia andato in modo irreversibile (e per un lungo periodo) al di la dei fenomeni azionari “su e giù” di natura legata ai rimbalzi che la speculazione nei suoi giochi spregiudicati innesterà. L’Unicredit perde valore perché non ha un pensiero compiuto che la guidi e “tenta”, da anni, disperatamente, di svolgere un ruolo finanziario in un parte del mondo (l’Eurasia) in cui è difficile orientarsi senza cultura della complessità. Questo perché, a dire il vero, in Unicredit, non sanno bene a cosa  il termine complessità corrisponda avendo loro solo dimestichezza con tutto ciò che è “complicato”. In quello sono maestri.

In mano a chi state, miei ingenui compatrioti e scrivo “state” perché, per mia fortuna e scelta, io con le banche non ho più nulla a che fare, non possedendo nulla e non necessitando di nulla che loro potrebbero darmi. Qualora mi dessero servizi o denaro me lo darebbero a carissimo prezzo. Alla larga, alla larga.

Caro (a non so bene chi) Padoan, un tempo, quando ti hanno messo a fare il ministro, al mondo ti conoscevano in pochi. Ora, per fortuna, dell’Italia, ti sei sputtanato – in modo irreversibile – con i tuoi ottimismi del cazzo. La recessione mondiale potrebbe azzerare milioni di vite senza più mezzi di sussistenza ma la pensione e le liquidazioni ormai, come si dice a Roma, Padoan se l’è già “imbertate”. E questa non è cosa buona e giusta.  Vediamo cosa si può fare, in extremis, per evitare di farti godere il mal tolto. E come se uno consentisse al padre della tua collega Boschi di continuare a prendere gettoni d’oro. Vediamo cosa ci sappiamo inventare per non mandartela liscia. Vediamo.

Oreste Grani/Leo Rugens

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