Matteoli proprio no! Ci dovessimo cominciare ad incazzare anche con voi?

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I ragazzi del M5S senza una “torre intelligente” (che hanno temuto avere?) potrebbero trovarsi nei guai e, con loro, il Paese.

I ragazzi del M5S senza una “torre intelligente” (che qualcuno non ha voluto che avessero?), potrebbero disperdere il patrimonio rappresentato dai nove milioni di voti che gli sono stati affidati.

I ragazzi del M5S senza una “torre intelligente” (che qualcuno malignamente gli ha suggerito sarebbe stato un modo obsoleto di affrontare la complessità?) in cui addestrarsi alla lotta politica soccomberanno a chi agisce guidato da strutture da anni professionalizzate a informare e a disinformare a seconda delle necessità.

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La lotta politica in Italia, cuore ancora oggettivo del Mediterraneo, senza “intelligenza strategica” obbliga a fare cazzate a ripetizione quale potrebbe essere quella di un Altero Matteoli a Presidente della commissione Lavori Pubblici che è come dire mettere, in presa diretta, senza freni inibitori, con le galline e le uova, le volpi che avevano operato indisturbate con Angelo Balducci (un esempio tra i tanti) di cui Matteoli era buon amico, al pari di Francesco Rutelli e Gianni Letta.  Dico meglio sull’aver nominato il vecchio fascista ai Lavori Pubblici: a fine febbraio 2009 (cioè non un secolo addietro), il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli e il “nuovo” (a quella data!) presidente dell’Anas, Pietro Ciucci (così capite perché ve ne abbiamo parlato qualche settimana addietro A proposito di Ponte sullo Stretto di Messina e di Ciucci presuntuosi), personagetto/personaggione che fu per anni al vertice della Società Stretto di Messina, hanno annunciato (recitavano così le fonti aperte in quei momenti) il passaggio alla progettazione definitiva e a fine estate 2010 l’apertura dei cantieri per il “sogno che si avverava” di andare a piedi da Messina  a Reggio Calabria dove ci sono ancora tante brave persone che vogliono morto Nicola Gratteri e la sua famiglia. Il giorno dopo i titoli del gruppo Impregilo, Italcementi e Cementir (occhio perché questa società, in particolare, è di Francesco Gaetano Caltagirone) guadagnarono il 4% in Borsa.

“Con l’apertura dei cantieri”, dichiarò il Ciucci (sempre lui che è quello del nostro post A proposito di Ponte sullo Stretto di Messina e di Ciucci presuntuosi),” credo che il processo sarà irreversibile”.

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Il linguaggio, la parola – da queste parti, le nostre – vengono considerati “sacri” e rivelatori del futuro possibile. Brutta parola quindi “processo”, visti i precedenti dell’A3 sulla quale si addensano decine di inchieste e di ipotesi di collusione con la ‘ndrangheta. Quando ci sono in giro tipi alla Matteoli, Ciucci, Balducci e i loro coevi Anemone e Incalza, i dubbi finanziari e delinquenziali, oltre a quelli tecnici e ambientali, sono tutti leciti.

Il fabbisogno per costruire il Ponte (scusate l’imprecisioni dovute ai mille cambiamenti di progetto tranne che al venir meno della  volontà, alla fine, di farlo questo cazzo di ponte!) è di 6 miliardi di cui 4,5 per la pura opera, cifre che a occhio e, vista la storia degli ultimi 50 anni del nostro Paese, andranno raddoppiati. Non male se si pensa che uno dei piloni portanti andrà piantato nella terra (Messina) che per mesi non ha avuto acqua liberamente distribuita ai propri abitanti! Si faccia o non si faccia (Dio potrebbe dimostrare di esistere cominciando a fulminare quelli che lo vogliono e uno di quelli da fulminare è il “toscano” Matteoli), scriveva tempo addietro la penna di Alberto Statera, il Ponte “è una rappresentazione prototipica, un sogno in rapporto di simiglianza con la realtà, un icona alla grandeur di un Paese sfibrato dalla politica e dal malaffare (o non è più così? ndr).”

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Un sogno di grandezza a spese dello Stato ma anche e soprattutto un grande affare per i subappalti in un territorio ad alta densità mafiosa (o non è più così? ndr). Le cosche sono pronte come dimostrò a suo tempo il sequestro in Sicilia proprio (non a Vienna! ndr) della Calcestruzzi spa, che forniva materiale “depotenziato” rispetto al capitolato d’appalto per costituire fondi neri destinati alla criminalità organizzata (lei sì sempre puntuale! ndr) e che aveva già aperto uno stabilimento a Messina (non Matteo, esponente sempre latitante della Mafia! ndr) proprio nella prospettiva di fornire conglomerato per la costruzione del Ponte nella zona più sismica d’Italia.

Ottima premessa, dopo il crollo dell’Ospedale dell’Aquila nel terremoto di aprile 2009 (possibile che tutti dimentichiate tutto?), costruito proprio dall’Impregilo e inaugurato nel 1929. Scusate, era il 1999!

Matteoli è uno che neanche se venisse in Parlamento a biascicare toscani giuramenti sulla testa dei nipotini (comunque, sarebbero i vostri!) andrebbe creduto rispetto a quanto si deciderà in quella Commissione nodale per la ripresa economica e il ripristino della legalità.

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Vedete cari – troppo per bene – ragazzi/e organizzati nel M5S, lasciare nominare (speriamo anche non aver favorito!) uno come Matteoli alla presidenza della Commissione, non è un errore! Potrebbe essere l’Errore che rivela che senza “intelligence” non potete più fare un passo. E, cortesemente, non essendo di vostra proprietà i 9 milioni di voti, provate a capire che ci rivolgiamo a voi, per ora, con questi toni semigentili, solo perché siamo convinti che siate solo impreparati ad estrarre dalla realtà ciò che c’è ma non si vede. Altrimenti cominceremo a dirvi che o vi fermate o vi fermiamo, perché, lo ripeto, quella speranza implicita nei 9 milioni di voti non vi potete permettere di disperderla. Capisco che dove alcuni di voi dichiarano di studiare “intelligence” non è proprio il posto più indicato e intelligente d’Italia per cui non possiamo pretendere che capiate che guai state combinando con scelte di questo tipo, ma quello che si vede e si sa, pretendiamo che lo vediate e lo riteniate.

Ci dovessimo cominciare ad incazzare anche con voi?

Oreste grani che vi rinnova l’invito a farvi consigliare, ad esempio, da  Loretta Napoleoni che vi avrebbe suggerito di non farvi invischiare in una nomina come quella di Matteoli, il toscano sempre in piedi e forse, come quasi tutti i toscani in politica, anche massone.