Chiedete agli specialisti che trovate di seguito elencati se qualcuno conosce come “massone”, Flavio Carboni, Denis Verdini o Valeriano Mureddu

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“Valeriano Mureddu, chi era costui?”, fra qualche anno, parafrasando altri incipit, si sarebbe scritto. È andata diversamente perché il diavolo ci mette la coda e spesso, in questo Paese sgarrupato, ormai non sa fare neanche i coperchi, per cui Mureddu potrebbe veder messo in piena luce il suo agire quotidiano.

Proviamo a spingerci un po’ oltre quanto già abilmente e coraggiosamente scrivono, da qualche giorno, i giornalisti del Il Giornale.it.

Mureddu non è Licio Gelli, in quanto entrambi para-massoni cresciuti in Toscana, né Pio Pompa in quanto entrambi appassionati di illecito dossieraggio ma non è a quanto si intellege un cazzone qualunque. Questo primo intreccio (massoneria e dossier) unito all’effetto alone dei servizi segreti millantato dal sardo/toscano, fanno il solito elisir che propinato ai creduloni in eterno bisogno di facili soluzioni ai propri limiti, alimentano il portafoglio dei maghi alla Mario Pacheco Do Nascimento che ricorderete era quel ragazzotto che si abbinava alla povera eccessivamente punita Vanna Marchi. I Gelli, i Mureddu, i Verdini, i Bisi non hanno nulla a che fare con la tradizione culturale che dovrebbe alimentare l’Etica della Libertà, tutt’uno con quella della Responsabilità che consente al massone che tale fosse arrivato ad essere di saper apprezzare e praticare il metodo suggerito da Antoine de Saint-Exupèry quando scriveva “se vuoi costruire una nave, non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente per raccogliere legna e preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata, in loro, questa sete, si metteranno subito al lavoro per costruire la nave”.

Ce lo vedo Verdini, il macellaio di Aulla, che filosofeggia di Navi, di Libertà, di Responsabilità. Come quei birbaccioni dei babbi Renzi e Boschi. Per non parlare appunto dei Flavio Carboni o dei Valeriano Mureddu. Tutta gente viceversa bella concreta, con i piedi sempre per terra, con i portafogli ingurgitanti e vomitanti in modo permanente lo sterco del Diavolo. Che appunto per motivi imperscrutabili ogni tanto non riesce a fare i coperchi che consentirebbero a queste bande di praticoni sempre indaffarati di non renderci edotti del potere che riescono ad esercitare e degli illeciti che portano a compimento.

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Ce lo vedete il Babbo di Renzi che si batte per che si possa recuperare la responsabilità del pensiero nei confronti del presente e ritrovare il valore della persona umana?  “Quanto al chilo, sor Denis, le costatelle d’abbacchio?”

Io penso che sia più facile immaginare i Verdini, i Flavio Carboni che si domandano, metodologicamente dubbiosi, come si possa trovar soldi (non è di valore che si ragionava?) spremendo il soggetto umano di turno al di là di etnie, fedi, ideologie e società …per azioni!

“Una vita senza ricerca (di quattrini) non e degna di essere vissuta”, compare, così rivisto e corretto, il detto socratico che, tolti i quattrini, dovrebbe essere viceversa scritto a lettere indelebili nella logge massoniche. Ma se gli togli i “quattrini” che rimane di questa gentarella?

In altre Logge si potrebbe trovare scritto quanto Vàclav Havel dice:” Senza valori (anche postali vanno bene, prendiamo tutto, dicono viceversa i nostri eroi!) e obblighi morali comunemente condivisi e ampiamente radicati (su questo potete esserne certi che la gramigna è ovunque con le sue superficiali ma avide radici), né la Legge, né il governo democratico, nemmeno l’economia di mercato funzionerebbero correttamente”.

Per il vostro dio (se uno ne avete a cui credete), mi dite in quale delle azioni fraudolente di cui sentite da decenni parlare e in cui i massoni e le logge segrete la fanno da protagonisti, vedete emergere questi pensieri guida?

Sentite a me, questi sono solo e esclusivamente dei farabbutti organizzati a delinquere e come tali vanno trattati altrimenti con il fatto che li ammantate di aloni segreti (e sempre degli immancabili Servizi Segreti) continuate a farvi complici della loro pestilenziale attività di sabotaggio permanente di quanto viceversa servirebbe avvenisse per il bene di tutti senza che nessuno venisse lasciato indietro. Tranne loro che andrebbero, “liberamente” e “fraternamente”, soppressi per impiccaggione. Avete presente la fine di Calvi a Londra? Così come ben sa Flavio Carboni. Ovviamente per aver letto gli atti del procedimento dedicato alla fine traumatica con cui fu punito Calvi, e non per altre responsabilità come la sua assoluzione testimonia!

Comunque chi sia questo Valeriano Mureddu e come si barcameni tra la ricerca spasmodica di quattrini e la sua vera finalità che è trovare un barlume di etica nelle pagine dei giornali viceversa sempre pieni delle cronache giudiziarie imperniate sulle attività dei suoi fratelli furbacchioni e avidi, se un giornalista investigativo volesse, potrebbe scoprirlo, bussando da bussante, alle porte giuste. Vai a sapere quali sono le Porte giuste in mezzo a tutti questi “sola” in agguato permanente. Io, comunque, un elenco di persone colte, alcuni certamente massoni, altri vicini culturalmente alla fratellanza e in grado di dirvi se mai qualcuno di loro ha sentito pronunciare “due parole in croce” sull’etica di cui sopra da parte di Valeriano Mureddu, Denis Verdini, Flavio Carboni, Pier Luigi Boschi, Tiziano Renzi, mi assumo la responsabilità di pubblicarlo. Pronto se qualcuno si sente offeso da questo mio suggerimento che viceversa vuole indicare che ci sono persone per bene e colte vicino al mondo dei saperi massonici e delinquenti che come tali, senza se e senza ma, vanno trattati. O dobbiamo ipotizzare che oltre ad un elenco di professori universitari dobbiamo metterci alla ricerca anche di uno dedicato a magistrati o investigatori distratti?

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Notarella marginale: Flavio Carboni, a differenza di come afferma Luca Fazzo, non risulta mai essere stato nella P2. Ritengo che neanche lì lo abbiano voluto. Nella P2 era affiliato viceversa Roberto Calvi (tessera 519 Milano – banchiere) che – come è noto – è passato al Grande Oriente nel 1982, a Londra, dopo aver visto – per ultimo – l’italiano, Flavio Carboni.

Io stesso che premurosamente cerca di trovare soluzioni ai guai di altri fratelli “banchieri”. Se fossi in loro mi starei accorto, non fosse altro per motivi scaramantici.

Ezio Volli (Univ. di Trieste); Giuseppe Abramo (saggista); Corrado Balacco Gabriele (Univ.Roma “La sapienza”); Pietro Battaglini (Univ. Napoli); Pietro F. Bayeli (Univ. Siena); Eugenio Boccardo (Univ. popolare di Torino); Eugenio Bonvicini (saggista); Enrico Bruschini (Accademia Romana); Giuseppe Cacopardi (saggista); Giovanni Carli Ballola (Univ. di Lecce); Orazio Catarsini (Univ. di Messina); Paolo Chiozzi (Univ. di Firenze); Augusto Comba (saggista); Massimo Curini (Univ. di Perugia); Eugenio D’Amico (Luiss Roma); Domenico Devoti (Univ. Torino); Santi Fedele (Univ. Messina); Paolo Gastaldi (Univ. Pavia); Santo Gianmanco (Univ. di Palermo); Giovanni Greco (Univ. di Bologna); Giovanni Guanti (Conservatorio Musicale di Alessandria); Felice Israel (Univ. Genova); Giuseppe Lombardo (Univ. di Messina); Paolo Lucarelli (saggista); Pietro Mander (Univ. l’Orientale di Napoli); Alessandro Meluzzi (proprio lui, docente a Siena); Claudio Mediano (Univ. di Firenze); Massimo Morigi (Univ. di Bologna), Gianfranco Morrone (Univ. di Bologna); Maurizio Nicosia (Accademia delle Belle arti di Urbino); Marco Novarino (Univ. di Torino); Mario Olivieri (Univ. per Stranieri di Perugia); Massimo Papi (Univ. di Firenze); Carlo Paredi (saggista); Italo Piva (Univ. di Siena); Gianni Pugliesi (IULM); Mauro Reginato (Univ. di Torino); Giancarlo Rinaldi (Univ. L’Orientale di Napoli); Carmelo Romeo (Univ. di Messina); Claudio Saporetti (Univ. di Pisa); Michele Schiavone (Univ. di Genova); Giancarlo Seri (saggista); Gianni Tibaldi (Univ. di Padova) e infine Giuseppe Spinetti in quanto psichiatra per sapere di fronte a cosa ci troviamo con tutti questi millantatori/simulatori in libertà (provvisoria).

Questo elenco è fornito ai soli fini di dare un contributo di serietà alle chiacchiere che girano intorno a questi affaristi sempre spaccinantisi per “fratelli” in qualcosa. Anche per onestamente sapere da valenti studiosi di cose complesse (anche massoniche) quali mi sono permesso di elencare se qualcuno abbia mai letto saggi o ascoltato allocuzioni di questi faccendieri che ogni volta si vogliono far ritenere, per denigrarli (non ce ne è bisogno!) affiliati a logge segrete. Ma di che cazzo stiamo parlando? Denis Verdini è descritto per quello che è nella carte processuali che lo riguardano. Punto. Così per Flavio carboni. Così per Valeriano Mureddu e Pier Luigi Boschi finendo con Tiziano Renzi. Che minchia c’entra questa gente con la Giberna dell’Umiltà massonica? È come se uno mischiasse Francesco d’Assisi con il gaudente e frivolo Leone X, non a caso uno umbro, l’altro toscano.

Chiudo questo post impegnativo scusandomi ancora se inopportunamente ho inserito nominativi di studiosi che si sentissero offesi dal mio elenco di persone da consultare per sapere se questi soggetti (i Carboni, i Verdini, i Mureddu) siano mai comparsi in un luogo di ragionamento latomistico. Pronto a correggere indicazioni di luoghi di prestazione professionale (Università o altro) o a cancellare detti nomi.

Per il resto mi assumo, come al solito, le responsabilità del caso.

Oreste Grani/Leo Rugens che non ne può più di leggere sempre “la stessa storia”.

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