Occhi elettronici in Kazaksthan si sono accorti del post “Chi è il torinese Aurelio Voarino e perché si interessava della sorte del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov?”

Schermata 2016-01-25 a 09.08.24

Le tracce elettroniche raramente ingannano. Anzi! Per cui se dal Kazakhstan pervengono al marginale e ininfluente Leo Rugens, per ora in semplice versione italiana, un certo numero di accessi e questi corrispondono pedissequamente a quelli relativi al post Chi è il torinese Aurelio Voarino e perché si interessava della sorte del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov? vuol dire che, dalle parti di Astana, c’è qualcuno che sa usare il text mining, macchina intelligente che, forte dei suoi algoritmi autoapprendenti, non lascia speranza a chi volesse nascondersi nelle pieghe del mare magnum internettiano. Internet è un oceano procelloso ma se sei dotato di un “Nautilus frattalico” (e noi lo siamo da sempre), non solo navighi sicuro ma quelli che ballano, nelle possibili tempeste, sono i tuoi avversari che hanno ritenuto di poter gratuitamente recare danno a te, all’opera del tuo ingegno e, cosa molto più grave, agli interessi della Repubblica italiana. Che in questo caso corrispondevano sinceramente agli interessi di quella kazaka.

Schermata 2016-01-25 a 09.33.51Schermata 2016-01-25 a 09.34.13Schermata 2016-01-25 a 09.34.39Schermata 2016-01-25 a 09.35.05Schermata 2016-01-25 a 09.35.25Schermata 2016-01-25 a 09.35.41

Vediamo come va a finire questa storia di chi ha fatto il furbo con chi e di chi, sabotando il progetto “Energie Superiori – La cultura si fa impresa“, si è inoltrato sul terreno (quale quello del tradimento agli interessi del nostro Paese) che non consentiamo a nessuno impunemente di attraversare. Il terreno del danneggiamento agli interessi dell’Italia, nel suo ormai avviato ed apprezzato percorso di diplomazia culturale indirizzato ad alimentare un dialogo con il popolo kazako, a prescindere dagli accordi bilaterali di natura prettamente economica in essere, ora si scoprirà essere per il traditore, tra i più ostici che un doppiogiochista poteva scegliersi, avendo la sorte fattogli incontrare Leo Rugens ed altri onesti cittadini italiani quali interlocutori appassionati e leali nei confronti di una tale finalità superiore. Aspettiamo, piemontesemente (senza noi esserlo) a piè fermo, l’evolversi della situazione ormai avviatasi, contro la nostra stessa volontà conciliatrice,  lungo questa brutta china. Fidando, tra l’altro, negli occhi e nelle orecchie attente e intelligenti del Presidente Nazarbayev.

Oreste Grani/Leo Rugens

Annunci