A ricordo di Giovanna Fatello, perché la sua fine ingiusta non sia vana

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Sante prestazioni obbligatorie: guai a chi vuole inibire o circoscrivere l’uso delle intercettazioni o della lettura intelligente dei tabulati telefonici. La storia che riporto non riguarda le solite faccende di corruzione, di mazzette, di arroganza del potere. E’ una storia straziante in cui muore la più innocente delle bambine con modalità che è difficile credere che realmente siano accadute. Sante prestazioni obbligatorie che hanno inchiodato il criminale che ha ucciso con la sua a-professionalità e leggerezza umana la piccola Giovanna.

I genitori eroici nella loro determinazione, gli amici della famiglia in lutto, semplici cittadini, da anni cercavano la verità di quella morte senza senso e oggi, a loro insufficiente consolazione, arriva il racconto del PM. Leggete e sentite il tasso di inciviltà che trasuda dalle carte che il magistrato ha redatto fotografando il menefreghismo e la superficialità con cui si sbarca il lunario nel settore della sanità. Cioè uno dei settori dove si misura il grado di sicurezza e di civiltà di un Paese. La proprietà della clinica minaccia di adire alle vie legali nei confronti di chiunque amplifichi il racconto giornalistico delle loro eventuali responsabilità. Siamo pronti a subire le conseguenze della nostra scelta che facciamo certi di non sbagliare a dare il massimo risalto alla ricerca della verità. Ribadisco: sante prestazioni obbligatorie!

Oreste Grani

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