Da un generale all’altro passando per Mani Pulite

Domenico Rossi

Il Sottosegretario alla difesa generale Domenico Rossi correrà alle primarie per il Centro democratico per scegliere il candidato Sindaco al Comune di Roma e lo farà, come dichiara, in spirito di servizio e per amore per Roma.

Dopo 23 anni, era il 1993 (in pieno “Mani Pulite”), qualcuno ritenta l’esperimento che fu imperniato intorno alla figura del generale Franco Angioni, all’epoca fresco di fama, al ritorno dal Libano, dove era riuscito a svolgere, con grande abilità, il suo compito in una realtà che definire complessa è ancor oggi una semplificazione. L’idea di candidare Angioni a sindaco della Capitale la ebbe Antonio de Martini, attuale ispiratore ed animatore del blog “Il Corriere della collera”, considerato, giustamente, tra i più attendibili luoghi di ragionamenti sul Medio oriente e il Mediterraneo visti nel loro insieme. De Martini fu vicino a farcela ma qualcuno, diabolicamente, ci mise la coda. Diciamo così. Certo che se questo qualcuno non avesse convinto  Angioni a fare un passo indietro, quando ormai sembrava che il generale avrebbe vinto a mani basse, chissà oggi come sarebbe messa Roma e quale sarebbe la funzione della nostra Capitale rispetto al ruolo internazionale che alla fine non è mai arrivata a svolgere.

Angioni 01 (1)

Dall’articolo che abbiamo recuperato e che pubblichiamo, si intravedono più ombre che luci intorno a quella intelligente e coraggiosa ipotesi (il generale Angioni, come si è visto negli anni successivi, era ed è una persona per bene e capace sul piano logistico organizzativo come pochi) per cui non ho chiarissimo chi fermò la macchina organizzativa ormai messa sapientemente in moto. L’unica cosa certa che ancora una volta, violando la consegna istituzionale, i “Servizi” e alcuni dirigenti solerti del Ministero dell’Interno non si fecero i cazzi loro, ingerendo in una situazione tutta politica che si delineava in un momento drammatico per il crollo sostanziale della Prima repubblica. Altro che il pool milanese di Mani Pulite e il troppo semplice Antonio Di Pietro. Lo dico non solo perché conosco molto bene De Martini ma nel tempo ho anche apprezzato Franco Angioni. Vediamo cosa succede di Giuseppe Rossi che ha il limite di frequentare Angelo Sanza che, a suo tempo e a sua volta, è persona che con i servizi ricordo avesse notevole dimestichezza. Dimestichezza con i servizi, con la Cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, con la Lucania di Emilio Colombo e con qualche leggerezza amministrativa. Chiamiamola così.

Comunque le elezioni per il sindaco della Capitale sono sempre di più in vero terreno dove si giocherà la sorte futura della nostra bella ma ormai povera Italia. Se il sindaco non sarà a cinque stelle, il solito stellone, questa volta, non basterà a salvare Roma.

Oreste Grani/Leo Rugens

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