Un messaggio in chiaro all’amico Beppe Lopez

Antologia del ventennio 1992-2012

Ho visto, nel mio solito dormiveglia serale (ho un “certa”, mi alzo … e prendo medicine che mi impegnano il battito cardiaco) qualcosa di una pessima fiction televisiva dedicata al famigerato 1992. Pessima per me che c’ero e che, nonostante questa conoscenza dei fatti, molti dei riferimenti narrativi non li colgo rendendomi fastidiosa la visione. Ma che pretendo io che non sono certo Aldo Grasso?

Se penso a quella stagione e al periodo che in quel momento ha inizio (e che ancora dura irrisolta per non pochi aspetti) preferisco rifugiarmi in un libro, “Antologia del ventennio 1992-2012“, magistralmente scritto (come al solito) da Beppe Lopez che anche lui c’era ma che, a differenza di me, sa scrivere. Colgo l’occasione per scusarmi con Lopez per il lungo silenzio dovuto a complessità che mi hanno condizionato fino a non farmi accorgere di messaggi e inviti che avrei invece gradito “vedere”. Ho saputo in ritardo, ad esempio, che è padre e questo mi fa immenso piacere. Il saggio e coltissimo Paolo Milano, che in una stagione ormai lontanissima mi fu maestro di piccole cose quotidiane, mi suggeriva di non temere la nostalgia ma di considerarla, con lucidità, un campanello d’allarme rispetto all’appuntamento ultimo. Spesso, in questi mesi (veramente difficili per me e la mia amata A.), caro Beppe, ho nostalgia del buon tempo andato quando tra l’altro avevo il vantaggio di poterti incontrare, confidarmi, chiederti consiglio. Comunque, se hai modo di leggere questo pensiero, volutamente affidato alla pubblica rete, sentilo sincero e …nostalgico.

Oreste Grani

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