Un tempo promuovevo attività culturali in occasione della “Giornata della Memoria”. Un tempo che spero torni

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Oggi è la Giornata della Memoria e ho deciso di ricordare, a me e a chi – in quelle ore – mi era vicino, come amico e collaboratore, quanto sapevamo fare, per non dimenticare, noi per primi, l’affettuosa amicizia che ci lega al Popolo del Libro. Ho messo il naso (con un po’ di sofferenza e molta nostalgia per quando mi permettevo di “stanziare” per sostenere attività culturali meritorie) nel mio archivio elettronico e sono emersi documenti, nomi, spunti di ricordi che, a prescindere da me, devono rimanere indelebili. Guai a dimenticare la Grande Tragedia che gli “Arturo Ui” (che ancora oggi, pur riconoscendoli per quei mostri che sono, lasciamo troppo spesso che assumano il potere) scatenarono, subito dopo la loro “resistibile ascesa”.

Difficile ma non impossibile individuare, nel presente, i segni di un futuro di sangue e di sopraffazione di alcuni su gli altri. Contro questi futuri mostri vanno attuate tutte le misure di contrasto preventivo. Ovviamente e prioritariamente di tipo culturale ma, consiglio, non solo di quello.

Oggi non posso dare un penny per sostenere le iniziative che fioriscono nel Giorno della Memoria però, col cuore e con la mente, è come se lo facessi.

Mi consolo andando, con l’amica memoria, ai bei tempi andati.

Oreste Grani/Leo Rugens

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