C’è funzionaria e funzionaria, c’è donna e donna, c’è stupidaggine e stupidaggine

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La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce, sostiene Carlo M. Cipolla (cara attenta lettrice questa volta, come vede, non ho sbagliato il nome proprio), senza ambiguità di sorta, che: “Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione”.

Questa affermazione si adatta perfettamente al caso delle scatole coprenti le nudità delle statue di… nudi!

Viceversa anche che la speranza sia l’ultima a morire è verità certa.

La prova di questa affermazione ottimistica è in quanto è accaduto a Genova, poche ore addietro, durante la protesta, finalmente energica, dei lavoratori metalmeccanici organizzati nella FIOM.

La funzionaria Maria Teresa Canessa non ha solo risolto la spinosa situazione, dove, visti i numeri sia degli operai che dei poliziotti schierati e gli stati d’animo esacerbati dalla gravissima situazione occupazionale, poteva degenerare in incidenti, con feriti e devastazioni, ma ha restituito, nella città dove (alla scuola Diaz) in troppi “solerti stupidi”, il 21 luglio 2001, avevano gravemente sbagliato, l’onore alla Polizia di Stato. Di questo dobbiamo essere tutti lieti e di questo dobbiamo esse grati all’intelligente servitore dello Stato. Lo siamo in modo particolare perché a dare questo contributo è stata una donna, ricordando gli anni in cui in troppi resistevano all’ingresso del “sesso debole” nelle amministrazioni delle Forze dell’Ordine.

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La funzionaria Ilva Sapora addetta al cerimoniale di Palazzo Ghigi, retribuita dallo Stato almeno sei volte e mezzo più della nostra intelligente poliziotta, si dice sia viceversa all’ennesima cazzata (le chiamano “gaffe” alla francese perché è più chic) e ameremmo sapere chi, a fare tali idiozie, con tanta libertà e impunibilità, ce l’abbia messa. Un dubbio mi viene ricordando che Gianni Letta, per anni responsabile di tutto quello che avveniva a Palazzo Chigi e nei servizi segreti, non capiva e non parlava inglese. Come la signora Sapora.

Veniamo al sodo e alle cose complesse che intorno a questa storia dei nudi aleggiano. Nessuno da tre giorni trova il responsabile certo (come a dire che in questo Stato ognuno può fare ciò che vuole) di questa operazione distraente rispetto all’importanza dell’evento che potrebbe cambiare il mondo.

NON PARLO DELLA VISITA PURA E SEMPLICE IN ITALIA MA DI TUTTO IL PROCESSO DI DISTENSIONE IN ATTO CON L’IRAN.

DOVEVAMO PER FORZA DISTRARRE GLI ITALIANI CON QUESTA CAZZATA DELLE STATUE (COSA GRAVISSIMA COMUNQUE) INVECE DI PROVARE A FAR CAPIRE CHE IN QUESTO MOMENTO POTREBBE SCOPPIARE LA PACE INVECE DELLA SOLITA SCONTATA PROLIFERAZIONE GUERRAIOLA?

SE COLGO IL SENSO DI QUANTO SUL IL FATTO QUOTIDIANO DI IERI DICE STEFANIA LIMITI, TUTTO QUESTO POLVERONE NON AIUTA A FAR CHIAREZZA SUI CAMBIAMENTI DI ROTTA DELLE RELAZIONI USA-TEHERAN E SUOI RIFLESSI CHE TALI ACCORDI POTREBBERO GENERARE NEL NOSTRO INSANGUINATO MEDITERRANEO.

QUESTO CERCARE IL RESPONSABILE FINO ALLO SCARICABARILE DI UN MINISTRO CHE DICE CHE NON NE SAPEVA NIENTE (IMMAGINATE SE DA UNA DELLE SCATOLE USCIVA FUORI UN KILLER O LA STESSA ESPLODEVA E AZZERAVA LA COPPIA RENZI-ROHANI) è un po’ come tornare al prefetto Procaccini che si è preso la colpa dell’espulsione illegale della signora Shalabayeva e di sua figlia, ma a fare il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno ce lo aveva messo Angelino Alfano che vigliaccamente lo aveva poi scaricato.

Torniamo disciplinatamente a bomba (!). Quando si assiste a cose del tipo “scatole per coprire statue nude”, sembra proprio che tanta stupidità non possa non essere che opera di sabotatori raffinatissimi al soldo di potenze straniere (poi dicono che sono fissato!), nemiche di un qualunque ruolo intelligente del nostro Paese se non quello di fare business (ma chi lo fa in effetti?) esportando di tutto, tranne cultura e amore per il bello.

Cipolla sostiene che è Madre Natura che fa gli uomini non tutti uguali e che i fattori educativi e sociali contano poco o niente. Uno è stupido nello stesso modo in cui un altro ha i capelli rossi; uno appartiene al gruppo degli stupidi, come un altro appartiene ad un gruppo sanguigno. Insomma uno nasce stupido per volere imperscrutabile della Divina Provvidenza. A sua difesa, Cipolla, dichiara subito che queste convinzioni non le ha in quanto reazionario che cerca di reintrodurre furtivamente discriminazioni di classe o peggio di razza. Cipolla crede che la stupidità sia una prerogativa indiscriminata di ogni e qualsiasi gruppo umano e che tale prerogativa sia uniformemente distribuita secondo una proporzione costante.

Non è quindi un razzista o un classista ma semplicemente uno che prende, ironicamente, atto di come lavora Madre Natura e di cosa voglia dire eventualmente bio-emularla.

Noi diciamo che Cipolla ha anche ragione ma che su queste basi “scientifiche” i furbacchioni, nostrani e non, suggeriscono, anzi, sussurrano, come si possa abilmente mettere zeppe, zucchero ed acqua nei serbatoi, mandando sempre tutto a puttane.  Disinformare, distrarre, alimentare il discredito è un’arte certamente facilitata dagli stupidi che qualcuno però  sceglie, spinge in alto, controlla nella vita quotidiana fino a fargli fare cose tipo quella di ordinare alla carpenteria del Museo la costruzione delle scatole. Vi dico io come si fa a beccare il sabotatore intelligente che ha ideato e fatto collocare questa bomba di idiozia organizzata: si ripercorre pedissequamente quanto la burocrazia mette a disposizione e a prova di investigatore cretino; si risale, ordine dopo ordine e trovato chi ha dato l’ordine al carpentiere, con pazienza e mezzi persuasivi, si arriva al “mandante”. Se è troppo stupido, come lo definirebbe l’ingenuo Cipolla, siamo di fronte a una mente raffinata che lavora perché non scoppi mai la pace nel Mediterraneo. A quel punto le sorprese potranno essere tante. Compreso che i nostri servizi continuano a dormire e che nessuno, negli organici preposti, informato di questa idiozia delle coperture, si era allarmato.

Alcuni anni addietro, al Salone del Libro del Cairo, venuto a sapere da una intelligente collaboratrice che si era recata ad allestire uno stand italiano per mio conto che ogni 15/20 minuti nei locali dove si preparava la manifestazione dove sarebbe dovuto passare ad inaugurarla il Presidente Mubarak, entravano reparti cinofili alla ricerca di possibili ordigni, ipotizzai, per il mio piacere, che tanta insicurezza nevrotica nascondeva ormai i piedi d’ argilla della dittatura. E, fatti gli opportuni approfondimenti, cominciai per primo in Italia a sostenere che il regime egiziano era pronto al tonfo. Ma se dei solerti dirigenti dei nostri servizi di sicurezza non sanno neanche mandare in ricognizione qualcuno in grado di cogliere l’anomalia di casse messe dove non sarebbero mai dovute esserci, mi dite come gli stessi gli stessi avrebbero potuto intuire/evitare che dietro alle casse si potesse nascondere l’orrore?

Se fosse in me questa delle casse potrebbe essere lo spunto per mettere in ordine ben altro che gli errori di un funzionario, o di un innocente carpentiere, di qualche custode. È troppo stupida questa cosa per essere solo stupida. È come quando uno, tanto per fare un esempio calzante, mi presentasse un Paolo Pasi e poi, a guai accaduti, attribuisse le conseguenze dei comportamenti del tale solo ed esclusivamente alla stupidità  umana. Le scatole copri nudi, sentite a me, non sono solo frutto di stupidità umana. Così come le nefandezze di Pasi. Per averne la prova basta, con pacatezza e fermezza, indagare.

Oreste Grani/Leo Rugens supponente e malizioso come non mai

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