“Pericolo di gravi infiltrazioni dell’ISIS a Lampedusa”, altruisticamente, ci avvertono i francesi

BRAVA PINOTTI! NON SOLO NON DOBBIAMO ABBASSARE LA GUARDIA NEI CONFRONTI DELL’ISIS MA ANCHE (FORSE SOPRATTUTTO) NEI CONFRONTI DEI FRANCESI CHE SEMBRANO TUTTO MENO CHE CHE SINCERI!

ORESTE GRANI/LEO RUGENS,

ORE 20:47

 

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Da gente che si è fatta beccare, per tutto il 2015, con i pantaloni calati, ogni avvertimento va preso con le pinze anche perché SE DOVESSE ESSERE QUALCOSA DI PIÙ SERIO CHE “UN ANNUNCIO STAMPA”, LA COSA VERREBBE TRATTATA CON ALTRE MODALITÀ.

Almeno così, da profano, credo e mi auguro.

Ma veniamo a quanto invece, fuori da queste ipocrite generosità, è accaduto – di certo – negli ultimi anni tra noi e i francesi.

Rimuovo, per scelta odierna, tutto quanto è accaduto, dentro e fuori l’Italia:

intorno al terrorismo (rosso, nero e rossonero) degli anni ’70 -’90;

intorno ad Ustica;

prima e dopo l’omicidio di Licio Giorgeri e del comportamento filo-diretto della sua assassina Claudia Gioia;

A proposito di Cesare Battisti, fatto scappare, in Brasile, con complicità di Stato e delle amiche/mogli di un loro presidente.

Rimuovo, per oggi, tutto questo ma non ciò che è accaduto intorno alla Libia di Gheddafi e al territorio conteso del Ciad.

Su Gheddafi, terrorista e dittatore, non dico altro oltre a ciò che da anni ho scritto: Gheddafi era un verme sanguinario e doveva fare la fine che ha fatto ma dovevamo fargliela fare noi e non farci imporre l’agenda dai francesi.

Se qualcuno, preso dai troppi avvenimenti contemporanei, si fosse dimenticato qualcosa della annosa questione italo-francese, riproduco fedelmente un brano tratto dal libro scritto a quattro mani da Giovanni Fasanella che intervista Rosario Priore (valente, irreprensibile magistrato), per l’editore “chiarelettere”, dal titolo inequivocabile, “Intrigo internazionale – Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire”:

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Capisco che, molti francesi, uno come Rosario Priore non lo digeriscano. Ma le cose sono andate così e quindi almeno a casa nostra dovreste fare “pippa”.

Priore

Per ora spero di essermi reso utile, riproducendo quelle pagine, fornendo un retro terra a quanto di seguito dirò soprattutto per quanto riguarda la generosità del Governo Francese che, premuroso, ci avvisa dei pericoli che corriamo e che facciamo correre all’Europa se ci dovessimo distrarre a Lampedusa.

Ma non solo dei doni “greci” bisogna temere (temo i greci che portano doni dice ) visto che, fino ad oggi, sono quei “cazzi d’acqua” (l’espressione maschilista – da caserma – non è mia come di seguito si vedrà) dei francesi che hanno fatto passare guai a non finire a mezza Europa, compreso la morte, a Parigi, della bellissima e valentissima studentessa italiana Valeria Solesin.

In Libia, dopo gli annunci (soprattutto in sede governativa italiana) di “passi avanti” verso la pacificazione, l’ISIS (lo dice il vostro fantasioso e improvvisato analista), si prepara ad un progressivo consolidamento delle attuali posizioni (comunque già oggi non poca cosa), pronto a innescare altre insorgenze e repentine conquiste territoriali.

Mi permetto di abbinare a questa personale previsione, degna del Mago Othelma, il post La Libia nel Mediterraneo che il 13/12/2015 Pompeo De Angelis, lui sì cultore di approfondimenti storico-culturali che soli consentono di non sparare cazzate sui futuri prossimi, ci fece l’onore di affidarci perché lo pubblicassimo.

In questo clima, ho la tentazione (che assecondo) di rifilarvi anche un “falso”, da me opportunamente confezionato, qualche tempo addietro, con la maligna intenzione di farlo pervenire, casualmente e obliquamente, ai nostri “servizi segreti” perché, lo ritenessero opera di un noto agente dei servizi segreti francesi.

Così ho fatto nella speranza che i “nostri” si facessero fuorviare/convincere che in Libia era tutto calmo e che nessuno si preparava ad ulteriori destabilizzazioni e che soprattutto a nessun politico europeo (primi fra tutti i francesi) stava passando per l’anticamera del cervello di scatenare una guerra dove farsi seguire a ruota dagli inglesi e gli immancabili americani. Il tutto per darlo in culo agli italiani. Anzi, per l’esattezza, prenderli tanto per il culo da scatenare una guerra aerea contro la Libia, sorvolando il territorio di quei cacasotto (noi cioè) senza chiedere loro alcuna autorizzazione.

Ho fatto questo per soldi (come faccio sempre!) e ora, come quando uno confessa che è gay, lo dico pubblicamente.

Per riassumere, perché non vorrei che vi perdeste in questo dedalo di millanterie, false notizie, e insinuazioni volgari (rigorosamente senza prove), lascio detto:

il testo di Pompeo De Angelis è autentico ed tutta farina del suo sacco;

la previsione che l’ISIS si stia rafforzando e che, a “primavera 2016”, saranno cazzi acidi pacificare la Libia, è mia e non so se avrà un qualunque riscontro;

il rapporto sul mercato libico destinato alla Phillip Morris non l’ho confezionato io (come millantato nelle righe precedenti) ma ne sono in legittimo possesso e ritengo, conoscendone l’autore, doveroso prima o poi divulgarlo essendo stato il “ritaglia e incolla” (niente di più), a mio modesto e sommesso avviso, confezionato, a suo tempo, con più funzioni:

– per sgraffignare qualche soldo (che per alcuni non è mai male) al committente ma, soprattutto, e questo è la mia intuizione investigativa e di contrasto, fidando sull’osmosi (prevedibile) tra il cliente e i servizi segreti italiani (se mi mandate dieci euro vi dico il nome di chi avrebbe dovuto correre a vendersi il dossier riservatisssissssimo e come e perché avvengono, in questi casi, le disinformazioni avvelenanti) e così facendo continuando il trentennale doppio/triplo gioco francese a discapito dei nostri che già non sono delle aquile ma che non è giusto che vengano trattati in questo modo.

Chiarisco ulteriormente: il confezionatore del rapporto non scriveva tutto quel cumulo di ovvietà rassicuranti (quando deciderò di farle leggere mi darete ragione) tanto per dirle al cliente (che pur essendo un colosso mondiale in realtà veniva trattato da povero scemo) e al solo fine di presentare una fatturina ma perché, l’autore, da finto ingenuo, fattosi sottrarre il prezioso lavoro, lo vedesse rifilare ai nostri, continuando (con decine di altre operazioni similari in atto) a disinformarli sulle vere intenzioni dei francesi: se un francese d’ambiente scrive cose di questo tipo, si sarebbe potuto pensare nelle nostre sedi di intelligence che, da quelle parti, fosse tutto tranquillo. Così noi, avrebbero potuto pensare i nostri lavativi, non dobbiamo faticare. Tanto siamo sicuri dell’affidabilità dell’estensore che è stato, in altri tempi, intimo di alcuni dei nostri.

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Ma in questo mondo le cose non sono mai così come appaiono e dire “dei nostri” a volte può voler dire “dei loro” e quel rapporto stilato per il committente aveva certamente ben altra finalità, intinta nel curaro.  E come cercare di far credere ai tedeschi che si sbarcherà a Calais mentre ci si prepara a farlo in Normandia. Becchime per polli che i francesi spargevano perché gli italiani (distratti già di loro) stessero tranquilli.

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Ripeto fino alla nausea: molti dei report che vengono stilati da questi “consulenti/analisti” non servono a informare il committente ma a disinformare quei fessacchiotti che ritengono di aver intercettato qualcosa di “fico e riservato”. Che invece viene confezionato appositamente, per fuorviare. Ora, mentre questo gioco a mosca-cieca è tollerabile in alcuni momenti storici, quando si entra in guerra non si dovrebbero fare prigionieri e in questo campo, se non si è in grado di confezionare contro-pacchi a chi ci vuole male, almeno li si deve “espellere”questi mestatori  come “persone indesiderate” o, se non si ha la virilità statale per arrivare a fare questo, almeno, attenzionandoli, bisogna rendergli la vita difficile. Se uno vuole “andare in guerra”, in Libia.

Fulvio Martini

Se deve esserci attività militare (come a suo tempo suggeriva – inascoltato – il compianto ammiraglio Fulvio Martini sulla necessità prudente di cacciare agenti d’ambiente, malefici e sempre attivi contro gli interessi e la sovranità italiana), oggi che si avvicina la guerra guerreggiata in Libia e in tutto il Mediterraneo, dobbiamo trovare il coraggio di fare “piazza pulita” di tutti gli ambigui ferri vecchi che permanendo interrati e sfumati nei loro ruoli in Italia, agendo da agenti in servizio permanente effettivo, ci danneggiano. Una volta bazzicando le nostre aziende di telecomunicazioni, un’altra i mondi dell’innovazione tecnologica spinta, un’altra i coglioni che credono – dandogli degli incarichi retribuiti – di usarli come mercenari di basso livello, altre volte, interferendo “casualmente” sui timidi tentativi di far rialzare la testa ai nostri patrioti impegnati a cercare nuove strade per servire il Paese nelle complessità geopolitiche ogni giorno insorgenti. Perché qualcuno che non si arrende a vedere l’Italia senza ruolo e priva di ogni sovranità qualcuno c’è, anche se proprio i francesi sembrano non credere a questa ipotesi quando hanno il privilegio di venire a contatto con tali intendimenti e persone pensanti.



DA: COUNTRY RISK & BUSINESS IMPACT ANALYSIS LIBIA

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PATETICI, RIDICOLI O MASCALZONI?



Si avvicina quindi nuovamente l’ora del conflitto generalizzato e del pericolo diffuso, oltremare e sul nostro territorio. Storicamente, prendiamo esempio da Ali Ammar, più noto come Ali La Pointe che ai francesi, nella casba di Algeri, gli fece il culo, per prima cosa stanando, nella propria città, spacciatori di droga, puttane, informatori, spie al servizio degli occupanti. Forse dobbiamo serrare le fila “prima” di andare in guerra in Libia (e quindi abbiamo poche settimane per agire con fermezza), avendo anche il coraggio di affrontare chi stiamo lasciando eccessivamente libero di svolgere – nel nostro Paese e in giro per il Mediterraneo – attività destabilizzanti e contro gli interessi italiani già tanto ridotti all’osso.

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Oggi ho sentito dire, con virilità intellettuale, dall’inviato del Il Sole 24, Alberto Negri, che i francesi, nel 2011, ci avevano non solo tradito nella sostanza dei nostri interessi ma avevano, senza mai dichiararla, fatto guerra all’Italia, attaccando la Libia.

Se si fa una guerra senza formalmente dichiararla non la si può certamente considerare finita. Siamo, quindi, ancora in guerra con i francesi.  Penso che se vogliamo affrontare un cosa già tanto difficile come è quella che sembra avvicinarsi, a primavera, in Libia, dobbiamo mettere alla porta tutti gli agenti, spie, doppiogiochisti che abbiamo individuato in questi anni e di cui non solo non sappiamo che farcene ma lasciarli liberi, alle spalle, sarebbe un grave errore, anche e soprattutto, di tipo militare.

Oggi mi è presa così. Se qualche francese, o amico di francesi, che si sentisse offeso dalle mie insinuazioni, avesse a che ridire, è ben accolto. Noi siamo qui, finché ci è dato di respirare e battere sulla tastiera parole di libertà e di forza.

Per la Repubblica, che non è termine di esclusivo appannaggio dei patrioti francesi. Quando tali lo fossero.

Oreste Grani/Leo Rugens che ha provveduto ad inoltrare questo post ad un’elenco selezionato di oltre 400 nominativi scelti sin dal marzo del 2012, in occasione del convegno “Lo Stato intelligente” e a cui, negli anni successivi, ha inviato sempre i post in cui faceva affermazioni gravi o eventualmente lesive di persone terze.

Nei 2.637 articoli ho fatto racconti e ricostruzioni impegnandomi in giudizi (se non, in alcuni casi, denunce) di comportamenti che ritenevo a-morali o comunque di danno agli interessi della mia collettività di appartenenza che è la Repubblica Italiana, che amo e sento il dovere di servire, pur riconoscendole limiti e difetti. E lo faccio soprattutto consapevole dei miei.

Di tutte le affermazioni fatte, di tutte le congetture spesso suggerite dai collaboratori, mi sono assunto la responsabilità piena e posso con serenità affermare che ormai, in vista dei 400.000 accessi, ho ricevuto solo 6 (sei) lettere di smentita alle mie affermazioni. Nell’elenco a cui inoltro le mie corbellerie che potrebbero essere state sempre e sistematicamente buttate nel cestino, ci sono giornalisti degni di questo nome, donne e uomini di cultura, ufficiali dell’Arma in servizio permanente effettivo raggiunti, elettronicamente, quasi ogni giorno, nella loro veste di garanti (certamente più di me) degli interessi del Paese, specialisti e cultori del variegato mondo dell’Intelligence. A questi nominativi, si sono aggiunti, in questi anni, un numero per me significativo di cittadini/lettori, anche francesi (ho avuto 6.014 accessi dal vicino Paese) che costituiscono il mio mondo di riferimento e giudizio. A loro, senza distinzione alcuna, affido questo post delicato per la natura della materia trattata e per le affermazioni che contiene. Il resto è noia.

P.S.

Messaggio al navigante.

– Te lo do io pensare di poter affermare che nostri valenti, irreprensibili, magistrati, costretti, per anni, ad investigare senza mai avere un’onesta collaborazione da parte francese, sono “dei cazzi d’acqua”.

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– Te lo do io pensare di poterti appropriare dell’opera dell’ingegno di altri, fartene bello, riqualificarti presso interlocutori con cui ormai ti eri squalificato e poi sparire nel nulla.

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-Te lo do io di pensare di introdurre personaggi scomodi (è dire poco) nel cuore delle nostre attività professionali e poi sottrarli alla vista perché non più funzionali alle tue semplicistiche manovrette o forse perché, ti sei trovato in presenza di persone irreprensibili e un po’ più duri dell’acqua.

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Che comunque rimane, anche per i grezzi, volgari, arroganti, la materia prima che tutto genera e discrimina. Soprattutto l’H2O, con l’ausilio di un semplice setaccio, seleziona i “serci” dalle pepite d’oro.

L’acqua come il core business di Veolia, fino a prova contraria ancora Gruppo francese.

Ciao-Ciao a te e a chi mi ti ha presentato.

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