Vi stanno – per la centesima volta – massacrando. Possibile che non sappiate reagire?

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A proposito delle borse raccontate giornalisticamente come se non fossero una macro roulette dove ogni tanto esce il 23 (che culo!), spesso il rosso e altrettanto il nero, qualche volta il verde 0!    

Facciamo un esempio concreto: se il 19 gennaio un titolo valeva 753 euro e durante la seduta in Borsa, per i più diversi motivi, viene venduto e sentite, a fine giornata, il giornalista, in Tv, dire che quell’azione ha perduto il 43,16%, il vostro titolo si è ridotto a valere 428 euro. Il giorno dopo, il 20 gennaio, essendo 428 un buon prezzo, il vostro titolo sarà comprato e, a fine giornata, aumenterà di valore del 40,54% fermandosi ad un prezzo di 602 euro. Chi dovesse sentire la notizia e considerarla a prescindere dallo storico di queste oscillazioni crederebbe che abbiate guadagnato. In realtà il vostro titolo valeva 753 euro e valendone, dopo 48 ore di “montagne russe”, 602, voi avete solo (si fa per dire) perso 151 euro.

Fatte le diverse proporzioni, è quello che è accaduto al titolo MPS (uno dei tanti), dall’inizio del 2016. Ha perso, drammaticamente, non guadagnato, capre!

Anche oggi il MPS è stato sospeso per eccesso di ribasso come tutti i titoli bancari italiani, settore dell’economia che il massoncello Padoan vi rassicura essere solidissimo. Perché i suoi accoliti/fratelli ne facciano un solo boccone. Se sono di bocca buona.

Oreste Grani/Leo Rugens

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