Antonio Razzi, già agente del KGB, verrà incaricato, per richiesta di Obama, di mediare nella questione Nord Corea – Resto del Mondo

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È arrivato Il vostro Presidente Sergio Mattarella, per la prima volta nel suo attuale ruolo apicale, in visita ufficiale negli USA. Incontro facile sul piano della qualità dei due protagonisti (Obama e Mattarella sono due persone per bene e lontane dai profili di altri farabutti che in passato rappresentavano i due nostri Paesi), difficilissimo per il quadro generale dentro cui questi colloqui avvengono.

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In particolare, le mie informatissime fonti dicono che non appena se ne presenterà l’opportunità, Barack Obama sonderà la disponibilità di Mattarella a farsi portavoce presso il senatore Antonio Razzi (proprio lui e vi prego di credermi e di non ghignare) della richiesta di affidargli l’incarico riservatissimo di aprire un canale diplomatico alternativo a quelli strutturatisi a partire dal 1953 (inizio della Guerra di Corea) e mai stati  capaci di risolvere la pluriennale questione delle due Coree. Questa richiesta è urgente perché il razzo utilizzato dai nord coreani in queste ore per mettere in orbita un satellite di tipo tradizionale è certamente l’ultimo dei test per tarare il percorso balistico necessario a far capire ai nemici atavici (gli USA primi fra tutti) che, arrivare all’altezza ottimale per poi “precipitarsi”, con tanto di ogiva nucleare al seguito, verso una delle grandi città americane, è ormai possibile. Anzi, certo. L’antenna romana della CIA, ha fatto pervenire – da tempo – un rapporto dettagliato su Antonio Razzi e le sue frequentazioni e lo ha suggerito come inviato molto speciale. Vedete, fedeli e creduloni (pochi ma affezionati) lettori, ci sono nel mondo dell’intelligence e della sicurezza internazionale delle vie provvidenziali imperscrutabili e che sono comprensibili solo a pochi super esperti. Antonio Razzi, come forse in molti ormai sapete, grazie alla divulgazione della biografia che ne ha saputo fare il geniale Maurizio Crozza, ha trascorso un periodo importante della sua vita in Svizzera. Dove pensate che, sotto copertura e lungimirante protezione di un falso nominativo, si è formato culturalmente Kim Yong Un ? Per avere conferma di questo dato riservato basta interrogare gli archivi del blog, Leo Rugens, per cui  mi avete fatto l’onore di poter scrivere.

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Anzi a guardare bene, devono aver avuto (sia pur in date diverse) le stesse frequentazioni scolastiche. Razzi, dovendo lavorare, faceva le “serali” ma le scuole a cui sono andati sono le stesse. Ecco svelato il segreto dei segreti: Razzi e Kim Yong Un si conoscono da prima che uno divenisse Senatore della Repubblica Italiana e l’altro, il dittatore spietato della Corea del Nord. Razzi e Kim Yong Un erano compagni di merenda in Svizzera dove ambedue sono stati affiliati ad una setta di adoratori della “crana”. Compagni però e non fratelli. La CIA infatti sostiene che Antonio Razzi sia un comunista divenuto tale proprio in Svizzera, terra che non a caso aveva ospitato, prima della Rivoluzione Russa, il capo indiscusso di tutti i comunisti del Mondo, Vladimir Ilyich Ulyanov, meglio conosciuto come Lenin. Razzi era un operaio comunista e si spacciava, maestro del doppio livello, per seguace di Remo Gaspari, democristiano e, in altri momenti, perfino di Giulio Andreotti. Ho potuto vedere un dossier che non lascia dubbi: Antonio Razzi è stato uomo del KGB come Kim Yong Un e, in quanto tali, si sono frequentati in Europa, in tempi non sospetti.  Qualcuno, non trovando vie d’uscite con questo pazzo scatenato di Kim Yong Un, deve aver pensato che questa era la strada da seguire. Immaginate, a cose fatte, se dovessero trapelare i particolari dell’incontro e delle modalità con cui la questione degli attacchi nucleari minacciati a fini estorsivi (se non mi date le “crana”, pa-pa-pa, io vi butto le bombe nucleari sui vostri supermercati, scuole, metropolitane!), la ricostruzione che ne saprebbe fare il vostro geniale Maurizio Crozza? Che comunque, se fossi in voi, informerei quanto prima dello scoop che vi fornisco in modo che il genio delle imitazioni possa ideare una rappresentazione teatrale all’altezza dell’avvenimento mondiale: la fine della guerra tra le Coree. Il tutto grazie all’arci-italiano Antonio Razzi. Di tutto pensava di dover parlare Sergio Mattarella tranne che di questa questione coreano-svizzera-abruzzese. Questo è il bello della vita.

George Shi

P.S.

Vi volevo parlare di come si dice che i due (Obama e Mattarella) avrebbero affrontato le questioni libica, siriana e, da poche ore, anche quella egiziana a seguito della prepotenza intimidatoria che servizi segreti che vi/ci dovrebbero essere alleati, hanno perpetuato al Cairo a danno di un cittadino italiano, ma ho ritenuto che quella della richiesta di Obama di fare di Razzi l’asta del pendolo da risalire per sbloccare la questione coreana, fosse un assoluta priorità. Sperando di non essermi sbagliato, vi invio un caro saluto.

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