Ma voi di RR (Rights Reporter) con chi state?

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Dalle parti di Rights Reporter la direzione/redazione (?) invita, sulla questione dell’omicidio di Giulio Regeni, alcuni indignati lettori, a collegare “tastiera e cervello”. Queste rispostine paraculeggianti e camminanti sul filo delle ovvietà (collegare tastiera e cervello) sono tipiche del comportamento che si ritiene di poter tenere dopo aver tirato il sasso e cercato di nascondere la mano. La disinformazione è un’arte in cui i furbacchioni (da tempo da noi individuati ed attenzionati) di Rights Reporter si ritenevano di essere ormai maestri. Ma questa volta non gliela facciamo passare liscia e fino a quando non diranno chi sono, chi li sostiene, quale perverso disegno di morte perseguono, non gli daremo tregua. E forse anche dopo che avessero buttato la maschera continueremo ad interessarci di loro e dei moventi che li hanno spinti in queste ore a cercare di svilire la fine eroica del nostro piccolo/grande coraggioso italiano.

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La superiorità del pensiero non violento, unito all’uso assoluto della cultura per risolvere i conflitti, è sintetizzato dalla presenza di un ritratto di Gandhi nella frugale stanza da letto che ha visto vivere, negli ultimi anni, Ben Gurion, profeta armato del popolo ebreo, guida militare per la creazione e la difesa dello Stato di Israele. Ben Gurion che dalle parti di Antonio M. Suarez dovrebbero sapere chi esso sia stato, ponendo Gandhi al di sopra di se stesso, volle annunciare, indicare, ordinare un avvenire non violento in cui finalmente il genio che è in ogni uomo potesse trovare il modo di esprimersi. Ogni uomo, palestinesi compresi. Questa  dovrebbe ancora essere la missione di Israele e non quella di addestrare gli ascari egiziani per arrivare a farsi guardare il fianco (il Canale di Suez) da mostri torturatori incapaci di capire cosa stesse facendo e perché stesse agendo con complesse modalità il colto, raffinato, coraggioso, generoso Giulio Regeni. Giustificare i torturatori è l’attacco più grave a quell’Intelligence culturale che, messa in campo, sola potrà, prima abbassare i livelli di aggressività e poi dispiegare una visone delle cose possibili tali da favorire lo scoppio della Pace. Ma ai saputoni di alcuni ambienti israeliani che degli italiani pensino li infastidisce da tempo. Gli italiani devono stare a cuccia e fare ciò che gli amici dei troppi “Carrai” dicono che si deve fare. Se non si fa quello che si deve fare (compreso le nomine al momento opportuno?) giù legnate.

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Dove si coglie, si coglie fino a quando nei luoghi deputati non ce la si fa di nuovo nelle brache. Tanto Aldo Moro, l’ultimo dei possibili, è morto. Ma con chi state? Dopo la morte di Ben Gurion sono esplose le scienze informatiche e i luoghi di riflessione telematici che più di altri dovrebbero avere la responsabilità di far nascere l’Era dell’Intelligenza che, non a caso, suona come Intelligence. Strumenti culturali che non possono mai essere messi al servizio dei nazisti torturatori che si celano sotto mille diverse divise ma che operano costantemente a qualsiasi latitudine. Con chi state voi di RR? Noi siamo schierati, nella nostra marginalità e ininfluenza, con i primi timidi tentativi di realizzare un Intelligence culturale “sul campo”, tra la gente, in chiave diffusa e partecipata, capace di raccogliere l’insegnamento di Ben Gurion, le stanche parole di Shimon Peres, l’esperienze sofferte di tutti i capi del Mossad, dello Shin Bet, e dell’Aman che, dopo aver amato e servito Israele, andati in pensione, hanno sentito il dovere di suggerire il dialogo e la negoziazione permanente (e non le torture egiziane) come elementi per costruire la necessaria meticciata società intelligente dell’Ulivo mediterraneo. Pianta utile non solo a fare l’olio per fini alimentari. Per noi se ancora capiamo qualcosa Giulio Regeni si era arruolato, consapevolmente, in questo esercito di invisibili pronto a rendere possibile il sogno dello scoppio della Pace.

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Oreste Grani/Leo Rugens

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