Criminalità e terrorismo. Minacciose convergenze evolutive?

Schermata 2016-02-12 a 12.24.53Precipitevolissimevolmente crollano le Borse in cui gli avidi, i parassiti, i cretini creduloni di tutto il Mondo profondono le loro monete, quasi fossero delle diaboliche (e taroccate) slot machines. Ogni tanto, come con le migliori slot, qualcuno vince una manciata di monetine. I proprietari della sala/banco, sempre. Le banche, a partire dalla più antica del Mondo (la mitica sgarrupata, oscenamente violentata MPS) stanno ancora peggio, alle prese con una transizione da un mondo reale ad un luogo fatto prevalentemente di immaterialità ma tenuto impantanato nella quotidianità, ormai planetaria (ecco la Terza Guerra Mondiale di cui Papa Francesco parla), dominata dal peso e le implicazioni di migliaia vite quotidianamente falciate a morte. Materie prime, metalli preziosi, monete convenzionali, noli, forze lavoro costrette all’autodeportazione, produzioni e consumi bellici senza limiti, divinità a disposizione di farneticatori e cinici bari il tutto in un impasto di facilissima drammatica lievitazione ma, comunque, una volta cucinato di scarsissima digeribilità.  L’enorme business energetico è entrato (come era prevedibile) in una fase che nessuno ormai sa prevedere come e quando possa risolversi; non si può dire lo stesso per gli affari diretti o indiretti legati alle imprese militari (parlo proprio di produzione e di consumi bellici) legati all’Afghanistan, Iraq, Siria, Yemen, Libia e rivolte permanenti in giro per il Mondo. Solo le nuove divise, diffusesi in giro in batter di ciglia, per le polizie antisommossa, nascondono un super fatturato di cui qualcuno comunque usufruisce, dentro e fuori le amministrazioni che deliberano. Business degli stupefacenti non credo che qualcuno abbia dubbi che si continua ad espandere anche partendo e passando per le zone oggetto delle guerre guerreggiate. Business dei rifiuti tossici, manco a dirlo; incassi pro die per tutte le puttane e i puttani del mondo; organi che si espiantano senza chiedere ai donatori il consenso ma solo ammazzandoli, specialmente se sono bambini; business ipotizzato nelle ricostruzioni dopo le distruzioni infrastrutturali; anche per questo si preferisce l’aviazione e le super bombe intelligenti o stupide che siano: un vero caos e una vera complessità a disposizione di un grande test  per provare fino in fondo quanto le popolazioni (per prime le nord americane e le europee) sapranno sopportare limitazioni delle libertà individuali in nome di una sicurezza nazionale o collettiva che sia minacciata da questo fenomeno di sempre più difficile lettura che è il terrorismo/l’insorgenza islamica. In nome di tanti Patriot Act (ognuno diverso, Paese per Paese, ma tutti simili) che sono stati promulgati a partire dall’ottobre 2001, a ridosso dell’attacco alle Torri Gemelle in tutto il mondo, si stanno delineando leggi eccezionali che chiudono paranoicamente e non consentono più (anche metaforicamente) libera circolazione di merci, di persone e soprattutto di idee. So che l’Europa dei Banchieri era un simulacro ma anche questa messa in scena si è consumata con la fine sostanziale di Schengen.

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Non si può più liberamente circolare ma in compenso gira libera la tortura che è tornata di moda e si diffonde sotterraneamente in tutte le istituzioni preposte alla sicurezza degli Stati. Nella terra che ha dato i natali al grande pensatore illuminato (avete capito bene!) Cesare Beccaria tutto questo uso delle torture era stato condannato senza appello, per non parlare di Thomas Jefferson, altro illuminato (avete nuovamente capito bene!), grande ammiratore del nostro Beccaria. Tutta gente che aveva posto paletti che sarebbero dovuti rimanere nei secoli a difesa della persona dell’imputato e perfino del condannato. L’America che amiamo e che riameremmo, se la luce tornasse alla Casa Bianca, seppe costruire in ammirazione di Cesare Beccaria, il proprio sistema giudiziario oggi degenerato e noto nel mondo solo per Guantànamo o le sedie elettriche o le iniezioni mortali. Il Mondo quindi sembra essere tenuto per le palle dall’Islamic State of Iraq and Syria (perché questo vuol dire ISIS)  dove si rimuove, nell’ascolto della sola sigla, il rapporto con due territori caratterizzati da popoli e tradizioni culturali millenarie (queste terre avevano un senso per l’Umanità molto tempo prima che arrivasse Maometto nel 622 a spiegarci il senso del divenire delle cose) che sono l’oggetto di tutto questo casino. Basterebbe guardare (stupiti è dire poco) cosa si è trovato in questi giorni a Zeugma nell’odierna Turchia. Se penso che anche da quelle parti potrebbero verificarsi “invidiosi” e “propagandistici” atti iconoclastici, mi sento affiorare la nemica depressione. Qualche giorno addietro ho avuto il privilegio vantaggioso di poter leggere una ricostruzione/riflessione sulla fase storica che stiamo vivendo elaborata da persona che, per formazione e vissuto, parla a ragion veduta. Condivido telematicamente il brano sperando di fare cosa gradita all’autore, ammiraglio Enrico La Rosa, e ai nostri 10 (siete cresciuti) lettori.

Oreste Grani    


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