Non basta Felice Casson a lavare l’onta dell’omicidio di Giulio Regeni e del silenzio colpevole di matteo renzi

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Finalmente qualcuno (in questo caso Felice Casson, membro COPASIR) rompe il silenzio e chiede di sapere come è andata, in quella struttura/appartamento di uno dei tre Servizi Segreti egiziani, la vicenda della “tortura”, mal riuscita, al nostro compatriota, Giulio Regeni.

Il nostro piccolo grande “Manfredi Talamo”, come lo abbiamo subito, nel nostro cuore e nella nostra mente, soprannominato, è stato usato e ucciso, con cinismo e ferocia, al solo fine di farsi guerra tra chi è più feroce tra le varie polizie di al-Sisi, o di chi stia con chi (intendendo altri Paesi), senza che un pezzo di merda di aguzzino lanciasse un segnale a uno “dei nostri” per avvertirlo che un italiano era sotto tortura. Come ci siamo permessi di dire, dal primo minuto (guardate chi scrive che cosa e quando lo scrive) questo è l’aspetto più grave della vicenda oltre all’orrore delle ore in cui Giulio ha capito che lo stavano martirizzando. Costole e testicoli gli sono stati  lavorati come altri avevano trattato le costole e i genitali di Abu Omar. A fronte di tanto orrore, nessuno in piazza se non alcuni fieri friuliani. Una generazione di smidollati cacasotto che non sente il dovere di agire contro i mostri torturatori di un loro coetaneo, vi dovrebbe difendere dagli spietati seguaci dell’ISIS?  Provate a immaginare cosa succederebbe delle nostre ambasciate se uomini di Marco Minniti (si fa per dire e, mentre lo scrivo, mi viene da piangere e ridere al tempo) riservassero un tale trattamento a uno di loro?

Tutti tacciono perché sentono che l’iceberg, nella parte sommersa, può riservare vergognose sorprese come quella che ci siamo permessi di affermare nelle prime ore dopo il ritrovamento del corpo martoriato del nostro, cioè che una delle tre realtà che tortura e sparge terrore in Egitto, potrebbe essere stata addestrata da specialisti israeliani o speriamo che non abbia alcun rapporto, formale o informale, con il nostro “mondo oscuro”.

E lo diciamo con dolore e imbarazzo. Ma saremmo lieti che qualcuno ci smentisse. Pronti a scusarci dell’eventuale tragico e infamante errore. Tutti zitti e per primo quel verme ciarliero twittante di matteo renzi, oggi e per sempre senza maiuscole, piccolo e vigliacco quale dimostra di essere alla prima vera prova dei fatti. Tenete conto, come vi diciamo da anni, che quel chiacchierone è anche il capo politico e funzionale dei nostri servizi segreti e che a lui è affidata la sicurezza del Paese.  Chiediamo, ancora una volta, viceversa, che il Capo delle Forze Armate, Sergio Mattarella, omaggi un italiano trucidato – consapevolmente – in quanto italiano colto, intelligente, sensibile, nemico dei dittatori e dei loro complici.

Signor Presidente, con il rispetto che dovrebbe sapere Le portiamo,  anche il Suo silenzio comincia a diventare “rumorosissimo”.

Oreste Grani e la redazione tutta che sente il dovere di chiedere, ai troppi Andrea Purgatori, i nomi delle loro fonti riservatissime (la pasticceria Dagnino potrebbe essere?) che li hanno amorevolmente informati che al-Sisi era certamente innocente.

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