Renzi responsabile dei Servizi Segreti tace sulla morte per tortura del cittadino italiano Giulio Regeni

Ue: Renzi, se è solo spread non ha futuro

Marco Gregoretti non mi conosce e forse, giustamente, non ha mai sentito parlare di me. Io di lui sì, dal “radiologo” (Mimì) di cui ho fatto cenno nel post del 6 febbraio 2016 PER ME, CHE NON SONO NESSUNO, GIULIO REGENI È “CADUTO IN SERVIZIO”, articolo in cui sposavo (per convinzione e per prove logiche che avevo a mia volta elaborato e incardinato) la tesi di una nostra (non inglese quindi) intelligenza volutamente colpita dagli uomini di al-Sisi. La penso così, a differenza di quanto si sia spinto subito a sostenere Andrea Purgatori che, con una diligenza che non mi aspettavo da lui, fattosi più realista del re, ha provato a immettere, nel circuito telematico, l’informazione che il dittatore egiziano era estraneo alla “carneficina” del nostro friulano.

Tutto quanto dice (rischiando) Gregoretti, è credibile per quanto riguarda leggerezze, ingenuità, scarso addestramento di Giulio Regeni. Se qualcuno mi ha letto in passato, ricorderà che ho sempre sostenuto che prima di 5/6 anni non è possibile – e quindi legittimo – mandare “in campo aperto” un agente, soprattutto se personale civile cooptato nel servizio, arrivato alle Agenzie senza formazione militare e non reclutato quindi negli ambienti dove la prudenza operativa e le procedure apprese per anni – a volte – salvano la vita.

Ma la parte più vivace, “detta e non detta”, nell’illuminante pezzo di Gregoretti, articolo che andrebbe comunque opportunamente letto in ricorsiva contaminazione con il primo del 5 febbraio, è quella che riguarda le condizioni in cui si trovano il Servizio/i Servizi/il Paese.

3 Luglio 1985 Il giuramento di Francesco Cossiga da neoeletto Presidente della Repubblica

Qui ci si deve fermare a riflettere e, chi dovesse sapere come stanno realmente le cose, anche ad esternare (ricordate l’esempio folle ma saggissimo delle picconate cossighiane?), senza timori reverenziali e senza opportunismi.

Altro che puntellare l’innocenza (ma come si fa?) di al-Sisi o dare dell’allocco al nostro connazionale caduto, forti di non aver mai fatta una vera attività rischiosa di intelligence ma limitandosi a chiacchiere da salotto o a giri nei parchi, a far pettegolezzi spacciandoli per informazioni riservate, protetti dal principio che “cane” non morde “cane”, soprattutto quando il cane non è altro che un “meticcio” che nessuno, alla fine, sa per chi lavora, abilità da considerare non come un merito mimetismo intelligente ma semplicemente perché “il cane” lavora per chi gli conviene servire. Diranno gli espertissimi che è sempre stato così. E ‘sti cazzi?

Da troppi anni i Servizi sono stati appannaggio di figure totalmente dedite allo sport nazionale della guerra per bande e, in conformità della realtà partitocratica che li esprimeva da decenni, al totale servizio degli sponsor a cui dovevano la nomina. Diranno i soliti espertissimi che è sempre stato così. Ripeto: e ‘sti cazzi? Da decenni, a meno che qualcuno non mi dimostri che, prima la cloaca gelliana e poi Forza Italia+PCI e forme successive, hanno operato per l’interesse della Repubblica, il Paese vive senza sovranità. I soliti diranno che è sempre stato così perché abbiamo perduto la guerra. E ‘sti cazzi? Abbiamo perso la Seconda guerra mondiale anche con l’Egitto ma non per questo dobbiamo accettare che massacrino i nostri compatrioti, in servizio o meno che siano.

Comunque è sempre accaduto che gli uomini preposti alla sicurezza repubblicana abbiano appeso l’asino dove il padrone voleva e che, di volta in volta, per contorti percorsi rizomici, in realtà, i padroni italioti, a loro volta prendessero ordini dai francesi, dagli inglesi, dagli israeliani, dagli statunitensi, qualche volta dai tedeschi, sempre da Luigi Bisignani (finito Gelli) o da Gian Carlo Elia Valori. Ecco perché ora che “la guerra tra la gente” è scoppiata, siamo completamente disarmati, come Italia e come classe dirigente dei Renzi+Ledeen+Carrai!!!!!!

Ora che siamo entrati nella stagione dei dossier che volano (il troppo per bene Massimiliano Fuksas quando ideò, con sua moglie Doriana, il nuovo marchio di cui vi parlammo nel post  I servizi segreti tra l’uccello di Fuksas e le trame dell’ISI (Inter Service Intelligence) del 21/11/2012, non si rendeva conto che in realtà stava prefigurando la stagione del “tutti contro tutti” – ormai arrivata – e delle carte che, invece di essere intelligentemente lette e classificate, vengono fatte volare per “sputtanare” gli odiati concorrenti alla “carega” agognata) quale unica vera attività a protezione degli interessi della Nazione.

I soliti diranno che è sempre stato così. E ‘sti cazzi? Anni addietro ci siamo permessi (e ora diciamolo che ci hanno massacrato la reputazione per questo motivo!) di denunciare le inadeguatezze e questo schifo. Anni fa, era il 23 marzo 2012, con il Convegno sullo Stato intelligente ci preparavamo ad una denuncia circostanziata del malaffare che ruotava intorno ai fondi europei destinati alla Sicurezza e alla lotta alla criminalità e al terrorismo, anche e soprattutto quello informatico (non vi ricorda niente legato all’esimia figura di Marco Carrai?), sostenendo che fosse arrivato il tempo di una profonda rivoluzione dei paradigmi culturali che si dovevano porre alla base di un’intelligence culturale capace di misurarsi con le complessità che anche un cieco avrebbe visto delinearsi all’orizzonte. Dopo la nascita di questo blog, oltre 26.139 persone su 399.999 accessi hanno letto le nostre considerazioni sul tema e su cosa ci stava aspettando. Mai che avessimo ricevuto una smentita. I nostri post dedicati all’Intelligence e al tema del reclutamento, sono da mesi al primo posto (in qualche caso da anni) nei maggiori motori di ricerca e mai è accaduto che qualcuno abbia avuto il coraggio di farci oscurare o di intimarci, tramite gli organi competenti, di rimuovere le “nostre” falsità. Ora, in Egitto, ci hanno inequivocabilmente ri-sputando in faccia e hanno ucciso provocatoriamente un nostro “non sufficientemente (?) addestrato friulano e quel codardo del vostro Presidente del Consiglio non solo tace ma dimentica di essere il capo formale dei Servizi Segreti e che spettava a lui, per primo, rilasciare una dichiarazione ferma e ordinare, nella sostanza, l’occhio per occhio che, nell’ambiente, è l’unica cosa che quelli “seri” sanno rispettare. Pensate solo alla fine che altri fecero fare al nostro Argo 16 e al suo equipaggio.

Oreste Grani che ritiene che mai il Direttore del Servizio, Alberto Manenti, si sarebbe recato al Cairo se non perché uno dei suoi (o una persona coltivata intelligentemente da uno dei suoi) era stata seviziata e uccisa.


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