Il card. Coccopalmerio ri-letto da noi dopo che altri lo avevano interpretato, con raffinatezza, all’Huffington Post

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I pezzi giornalistici sono come i vini rossi che invecchiando migliorano, se sono già buoni quando “nascono”. Così mi appare l’articolo dell’Huffington Post ( che vi riproduco integralmente) aggiungendovi che il divenire delle cose mi ha fatto conoscere personalmente il card. Francesco Coccopalmerio che, a differenza del giornalista, definirei tutto meno che un “peso piuma”. Forse, se pure, solo perché leggero di struttura corporea. Per il resto, mi è apparso personaggio di straordinaria capacità nel saper ascoltare e, al momento opportuno, consigliare. Rileggerei questo brano per non pochi versi  illuminante, ricordando che pochi giorni “prima” della nomina a Papa del “collega”, cardinale Bergoglio, Coccopalmerio già ragionava di “centro e di periferia”, in una intervista sul Corriere della Sera. E il cardinale, da buon lombardo, sapeva quale fosse l’autorevolezza del Corriere e l’importanza di affidargli pensieri strategici. Quando parlo di Intelligence Culturale, ad esempio, posso dire di aver consegnato personalmente più che un appunto in materia al raffinato giurista che il Papa stesso avrebbe voluto tenersi più vicino di quanto poi Coccopalmerio lo sia stato nelle vesti mancate di “moderator curiae”. Carica che sembrava sempre vicina ad essergli assegnata e poi di fatto mai da lui stesso accettata. Perché, forse questo non si è colto dall’esterno, Coccopalmerio è stato tanto poco “piuma leggera” (o forse proprio per questo) da potersi permettere la “disobbedienza” al Pontefice, rifiutando, con diversi argomenti a sua giustificazione, l’incarico. Coccopalmerio è vicino a Francesco ma “misuratamente” come mi è sembrato, uomo di Chiesa e di diritto, in tutto il suo essere. Lo dico avendolo, sia pur per un breve e mirato periodo, frequentato, con lui ragionato e da lui consigliato. Per questo suo modo di essere, e per l’età che sentiva condizionarlo, per capacità di prevedere le nubi che si addensavano, Coccopalmerio ha ritenuto doveroso e possibile rifiutare la proposta del Papa. Questo si dice.

Oreste Grani che invece pensa che ci siano stati “altre componenti” nella decisione di reclinare l’invito/ordine del Papa

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