Viva la Caporetto del PD a Roma

Ipazia-logo

Ho detto ieri, sulla base dei dati falsi che ci fornivano le trombette del PD, che a credere a Roberto Giachetti quale candidato buono per vincere le Elezioni Comunali a Roma, erano stati non più di 27.200 cittadini. Ora, se approfondite le questioni (oscure) che stanno emergendo intorno ai veri e propri voti espressi, scoprite che mi sono sbagliato ma per eccesso (!) e che ad andare a votare sono stati pochi, pochi, pochissimi aventi diritto al voto.

Fermiamoci qui e cominciamo a goderci il trionfo di Virginia Raggi.

Per un giorno, sospendiamo di ragionare e di far ragionare i compatrioti sull’occasione di far venire giù, con la vittoria nella Capitale del M5S, tutto il sistema partitocratico nazionale. E forse indicare una strada all’Europa. Per un giorno divaghiamoci o le coronarie non terranno dalla felicità. Anche se, di felicità, è difficile morire.

1870-1895._Nozze_d_argento_di_Roma_in_occasione_del_25_anniversario_della_Breccia_di_Porta_Pia

Da domani, tutti ventre a terra perché l’Italia Turrita, la Lupa Romana, la saggia e colta Ipazia, la Giuditta Tavani Arquati, assumano le sembianze (anche belle) di Virginia Raggi. Il resto sono testimonianze di miserabili che pur di illudersi dell’ancora esistenza di un loro ruolo centrale nell’organizzare il ladrocinio di Stato, provano ad utilizzare, a Napoli, nel regno che fu del monarchico Achille Lauro, lo scambio di piccole cifre corrispondenti a un chilo di spaghetti o di scarpe destre in attesa di quelle di sinistra, con la libertà di scegliere, nel segreto dell’urna, chi più piace. Infami, traditori della democrazia, la vostra fortuna è che quei bravi cittadini organizzatisi nel Movimento a 5 Stelle, sono dei “non violenti” e invece di darvi un sonoro, definitivo, carico di botte vi fanno agire fino all’ultimo giorno scegliendo, in modo tollerante e lungimirante, di farvi impiccare con la vostra stessa corda. Hanno ragione i 5 stelle a schifarvi fino a non volersi sporcare le mani dove viceversa io, sbagliando e in modo riprovevole, sarei passato alle vie di fatto. Sbagliando e sprecando l’occasione storica che con certosina, rivoluzionaria, gandiana pazienza, state costruendo. Anche per me. Per cui vi ringrazio di essere come siete, non violenza compresa.

Oreste Grani

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