Fermiamo i comportamenti eversivi di Matteo Renzi. Schieriamoci senza timori a difesa della Repubblica 

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Gentili lettori, in questi anni ho saputo attendere che, passo dopo passo, alcuni, apprezzando quanto veniva scritto su questo blog, lo difendessero con la semplice lettura e diffusione dei suoi post, soprattutto quando essi vi sembravano meritori. Oggi vi devo chiedere di fare un’eccezione: il post “Il Colle avverte Renzi-Carrai: la misura è colma” testè pubblicato e che trovate in fondo, contiene delle notizie gravi di cui, condividendole, mi assumo la responsabilità politica e di conseguenza di legge. Peppino Calderola, persona serie, democratico di sicura fede, professionista dell’informazione, vicino al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, legittimo Capo delle Forze Armate, scrivendo ciò che scrive, lancia implicitamente un appello alla vigilanza. Che nessun dorma, quindi. Vi chiedo cortesemente di non sottovalutare questo civile appello e di fare di tutto perché anche nei vostri blog circolino queste informazioni. Non è quindi vanità ma urgenza legata ad elementi e a comportamenti che potrebbero attenere alla salute della Repubblica. L’arroganza di Matteo Renzi, e di quelli che lo spingono da dietro, ha passato il limite. Viva la Repubblica. Viva quell’avanzo di Costituzione che l’usurpatore ci ha lasciato. Viva l’Italia.

Oreste Grani e la redazione tutta

IL COLLE AVVERTE RENZI-CARRAI: LA MISURA È COLMA

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Renzi-Carrai, spettacolo indegno per la democrazia
L’insistenza con cui il premier spinge l’amico getta ombre sul suo progetto di governo.

di Peppino Caldarola

22 Marzo 2016
L’insistenza con cui Renzi propone, e il Quirinale blocca, l’ascesa di un certo Carrai in posizioni apicali nella sicurezza è l’unica vera ragione per considerare il premier un pericolo per il Paese.
Finora questo giudizio o sentimento, assai diffusi a sinistra, si erano rivelati francamente sopra le righe.
Per quanto discutibili siano stati alcuni provvedimenti o riforme di Renzi, nessuno aveva questo profilo minaccioso.
Privatizzare i servizi segreti, metterli nelle mani di un quisque de populo a sé legato, consentire a forze estranee al Paese un accesso alle nostre informazioni costituiscono invece una minaccia per la sicurezza repubblicana.
UN SETTORE TROPPO DELICATO. I servizi, da quando sono stati bonificati con successive leggi, buona l’ultima, hanno visto al vertice dirigenti che hanno fatto bene o male.
Hanno attraversato stagioni discusse, dai rapimenti iracheni al caso Abu Omar, ma sono stati diretti da ‘italiani’ e da persone che avevano giurato fedeltà alla Repubblica.
In qualche caso alcune iniziative e alcuni uomini sono finiti sotto la lente e la severità della magistratura.
Oggi si propone che il settore più avanzato, e più intrusivo per la vita istituzionale, per la vita economica, per la sicurezza militare, per la libertà degli organismi di controllo, per ciascuno di noi finisca nelle mani di un caro amico del premier.
UN COMPORTAMENTO CHE FA PENSARE MALE. Non è accettabile. Sono fra quelli che criticano Renzi, ma critico forse di più chi lo demonizza. Tuttavia, la sua insistenza sulla ascesa di Carrai fa pensare male, molto male, e mette, non solo me, in condizioni di dubitare del profilo democratico del suo progetto di governo.
La smetta. Accolga i dubbi autorevolissimi che gli sono già stati illustrati. L’Italia non sopportò a lungo il rumore di sciabole, come disse Nenni, tanto meno sopporterebbe oggi il ticchettio di macchine che fanno girare informazioni delicate per la sicurezza del Paese.
La smetta. I suoi amici, i giornalisti che ne cantano le lodi, i suoi compagni di governo più avvertiti lo facciano smettere.
Non è un bello spettacolo, non è dignitoso, dà una svolta drammatica al dibattito politico. La smetta.

Chi volesse leggere tra le righe capirebbe che la sintesi del discorso è: “Renzi, hai rotto il cazzo! Attento, il cazzo è rotto”.

Mai si esprimerebbe così Giuseppe Caldarola (la citazione è rubata a Corrado Guzzanti), tantomeno il Presidente, per quanto il riferimento al “rumore di sciabole” sia ancora più violento della volgarità che ci siamo concessi.

Ma volgare è l’idea che “paese terzo”, per quanto amico, possa impadronirsi della cyber security del Paese attraverso un personaggetto che giusto a Gianni Letta può essere paragonato: Carrai Marco.

Amici cari e lettori, la battaglia non è perduta e l’esilio non è un’opzione.

La redazione

P.S. Un pensiero affettuoso a un* giovan* italian* che si accinge a migrare in UK per lavorare presso una società privata di intelligence simile a quella che Giulio Regeni frequentava.

Marco Carrai

13//05/2015 Roma, Marco Carrai, imprenditore

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